mrkappa
New member
Credo che The Passion abbia fatto tanto,troppo scalpore anche a causa del momento storico: cade quasi a pennello propio quando l'identità religiosa-culturale torna ad essere fortemente sentita in Occidente a causa della cronaca recente e non ; antisemita ? non mi è sembra,anzi se i miei ricordi non mi tradiscono ,c'è addirittura qualche omissis molto "di comodo" dal punto di vista narrativo .
Le associazioni ebraiche hanno in fondo portato solo acqua al mulino della curiosità collettiva,facendo come spesso accade da cassa di risonanza mediatica ,strepitando imho per una la storia che viene raccontata tale e quale dal 356 D.C. o giù di lì..
****
Sinceramente seppur impresa difficile occorrerebbe guardare all'oggetto filmico,cosa che imho parecchi spettatori,anche illustri,non hanno saputo o voluto fare,forse troppo distratti o spaventati o soltanto stupiti da tanto clamore e dalla scelta di un divo.
Chi ha giudicato *SOLO* il film l'ha stroncato ,massacrato senza pietà,,anche con qualche eccesso, scorgendone più i difetti (tanti) che i pregi (pochi) ..
Personalmente lo giudico meritevole di alcuni momenti belli ,un 'occasione (Urrà) di vetrina per i nostri attori ,attrici,maestranze e locations -lassamo perde una ,finalmente, silenziosa Bellucci ed una Gerini troppo sopra le righe per essere credibile - ed una conferma di un talento ,sia nel bene che nel male.
Ma soffre di un finale talmente hollywoodiano da dare la netta sensazione del sequel\ prequel bello che pronto dietro l'angolo ; esaspera con il corto circuito visivo da gore\splatter degno del miglior Peter Jackson ,per i fin troppi flash back da catechista improvvisato , per la furbizia a la "balla coi lupi" che invece di coinvolgere lo spettatore ,di condurlo attraverso le sofferenze ed il sacrificio di un protagonista (ma chi è davvero? L'Attore od il robot sprizzasangue?) fino alla deposizione dalla croce,patohs narrativo del film, lo affligge ,lo annoia con due ore di horror storico\religioso e lo distrae col rito pagano dato dal partecipare all' evento in sè.
Peccato ,perchè il film è una scelta coraggiosa,*forte*, controcorrente azzarderei nel panorama delle faraoniche produzioni d'oltreoceano.
Risultato comunque centrato : siamo corsi in molti a vederlo,ne parliamo tutti,lo giudichiamo ,lo confrontiamo ,lo misuriamo e soppesiamo con misura certosina sulla bilancia dell'emozione e del raziocinio...O no?
Le associazioni ebraiche hanno in fondo portato solo acqua al mulino della curiosità collettiva,facendo come spesso accade da cassa di risonanza mediatica ,strepitando imho per una la storia che viene raccontata tale e quale dal 356 D.C. o giù di lì..
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Sinceramente seppur impresa difficile occorrerebbe guardare all'oggetto filmico,cosa che imho parecchi spettatori,anche illustri,non hanno saputo o voluto fare,forse troppo distratti o spaventati o soltanto stupiti da tanto clamore e dalla scelta di un divo.
Chi ha giudicato *SOLO* il film l'ha stroncato ,massacrato senza pietà,,anche con qualche eccesso, scorgendone più i difetti (tanti) che i pregi (pochi) ..
Personalmente lo giudico meritevole di alcuni momenti belli ,un 'occasione (Urrà) di vetrina per i nostri attori ,attrici,maestranze e locations -lassamo perde una ,finalmente, silenziosa Bellucci ed una Gerini troppo sopra le righe per essere credibile - ed una conferma di un talento ,sia nel bene che nel male.
Ma soffre di un finale talmente hollywoodiano da dare la netta sensazione del sequel\ prequel bello che pronto dietro l'angolo ; esaspera con il corto circuito visivo da gore\splatter degno del miglior Peter Jackson ,per i fin troppi flash back da catechista improvvisato , per la furbizia a la "balla coi lupi" che invece di coinvolgere lo spettatore ,di condurlo attraverso le sofferenze ed il sacrificio di un protagonista (ma chi è davvero? L'Attore od il robot sprizzasangue?) fino alla deposizione dalla croce,patohs narrativo del film, lo affligge ,lo annoia con due ore di horror storico\religioso e lo distrae col rito pagano dato dal partecipare all' evento in sè.
Peccato ,perchè il film è una scelta coraggiosa,*forte*, controcorrente azzarderei nel panorama delle faraoniche produzioni d'oltreoceano.
Risultato comunque centrato : siamo corsi in molti a vederlo,ne parliamo tutti,lo giudichiamo ,lo confrontiamo ,lo misuriamo e soppesiamo con misura certosina sulla bilancia dell'emozione e del raziocinio...O no?