Picander ha detto:
Però! Dall'Accademia della crusca a Wikipedia!
Anyway:
L'errore che vedo più spesso, anche in chi generalmente scrive correttamente, …
E dove lo vedi questo errore? Scritto in faccia a chi generalmente scrive correttamente? Cucito sulla loro giacca? Non è che ti sei un perso un verbo per strada? Qualcosa del tipo "commesso anche da chi…"?
Il fatto è che si parla e si scrive in modi molto diversi a seconda dell'occasione, della fretta, dell'interlocutore, della pigrirzia nel controllare, ecc….
Non è sempre e solo una questione di ignoranza ma più spesso di adattamento. La lingua serve per comunicare ed a volte è più importante farsi capire che non ragionare e correggersi su ogni parola.
Esempi visibili ogni giorno sui quotidiani: premier, euro, welfare, ELECTION DAY (quanto lo odio questo), meeting. Sono tutti termini dei quali esiste un usabilissimo corrispettivo italiano che snobbiamo senza alcun orgoglio per la nostra bella lingua.
Io trovo molto più fastidioso l'uso improprio di termini italiani, molto spesso col solo scopo di cambiare il senso di quanto si dice per confondere le idee di chi ascolta.
Ad esempio quando si parla dei presidenti di regione chiamandoli governatori o, peggio ancora, quando si scrive "prescrizione" e si legge "assoluzione"!!!
Povera Italia.
Per inciso, affatto dovrebbe derivare dal francese "tout a fait" = "tutto fatto", quindi un significato molto simile a: completamente, assolutamente, del tutto, ecc….
Alessandro Pecorelli ha detto:
ho quasi 26 anni e mi piace parlare e scrivere decentemente, per fortuna ho avuto chi mi ha insegnato a farlo;
Ho quasi 26 anni e mi piace parlare e scrivere decentemente, per fortuna ho avuto (
ebbi) chi mi ha insegnato (
insegnò) a farlo.
Vogliamo parlare anche dell'uso dei tempi?
Ovviamente niente di personale nei due esempi qui sopra.
Solo per sottolineare quanto usando la lingua corrente sia facile non seguire le regole auree della nostra madre lingua (si ma allora è il padre che parla di mer…?

)
Comunque, queste discussioni sull'irritazione che produrrebbe la lettura di strafalcioni vari spuntano periodicamente e come sempre le ritengono non meno irritanti degli errori che vorrebbero evidenziare.
Personalmente ritengo sia molto più importante quello che si dice piuttosto che come lo si dice.
Frasi enunciate in modo molto forbito e piene di… nulla, mi sconfortano molto più di concetti chiari espressi in modo sgrammatico.
È il solito problema: forma o contenuto?
Ciao.