poe_ope
New member
Non mi sparate subito per come ho scritto il titolo dell'ultimo film (?) di Lynch, è proprio così, tutto in maiuscolo.
Detto questo, chi scrive è un "fan" (estimatore?) di lunga data dell'enigmatico autore americano, e devo esordire così altrimenti sembrerebbe l'ennesima "stoncatura" del classico spettatore spiazzato dalle pellicole del Nostro. Non è così, so bene a cosa vado incontro.
Purtroppo però, se 'sta volta ha mandato in sollucchero la critica, che secondo me dopo l'assegnazione del Leone d'Oro alla carriera a Venezia ha un po' la coda di paglia, l'ha un po' "fatta fuori dal vaso", nel senso che a furia di sentirti osannare per le trame sghembe, le storie oniriche, i personaggi "off-off-off"... finisce che giri quasi tre ore di dialoghi imbarazzanti, e una serie esasperante di pseudofinali.
Peccato, perché questo è forse il primo film di Lynch che mi delude (Dune a parte, ma qui la storia è molto diversa e troppo lunga da raccontare).
In soldoni: se siete appassionati dei suoi film, andateci e fatevi un'opinione con la vostra testa, ma non aspettatevi qualcosa di lynciano, bensì più qualcosa che si avvicina ad una filmografia sperimentale, che potrebbe far buona figura in un qualche festival di terz'ordine e/o nella videoteca (molto) segreta di un Enrico Ghezzi (che immagino avrà adorato tutto l'andirivieni tra corridoi e porte per il 90% della durata della pellicola).
Fosse durato 30 minuti, e senza qualche "sbirignao" alle sue opere passate (cosa che ho sempre trovato irritante per qualsivoglia film/regista), sarebbe stato un bellissimo corto. Così, non è incomprensibile come tandi dicono, è solo incredibilmente noioso, autocompiaciuto, solipsistico.
Peccato!
Ciao!
Marco
Detto questo, chi scrive è un "fan" (estimatore?) di lunga data dell'enigmatico autore americano, e devo esordire così altrimenti sembrerebbe l'ennesima "stoncatura" del classico spettatore spiazzato dalle pellicole del Nostro. Non è così, so bene a cosa vado incontro.
Purtroppo però, se 'sta volta ha mandato in sollucchero la critica, che secondo me dopo l'assegnazione del Leone d'Oro alla carriera a Venezia ha un po' la coda di paglia, l'ha un po' "fatta fuori dal vaso", nel senso che a furia di sentirti osannare per le trame sghembe, le storie oniriche, i personaggi "off-off-off"... finisce che giri quasi tre ore di dialoghi imbarazzanti, e una serie esasperante di pseudofinali.
Peccato, perché questo è forse il primo film di Lynch che mi delude (Dune a parte, ma qui la storia è molto diversa e troppo lunga da raccontare).
In soldoni: se siete appassionati dei suoi film, andateci e fatevi un'opinione con la vostra testa, ma non aspettatevi qualcosa di lynciano, bensì più qualcosa che si avvicina ad una filmografia sperimentale, che potrebbe far buona figura in un qualche festival di terz'ordine e/o nella videoteca (molto) segreta di un Enrico Ghezzi (che immagino avrà adorato tutto l'andirivieni tra corridoi e porte per il 90% della durata della pellicola).
Fosse durato 30 minuti, e senza qualche "sbirignao" alle sue opere passate (cosa che ho sempre trovato irritante per qualsivoglia film/regista), sarebbe stato un bellissimo corto. Così, non è incomprensibile come tandi dicono, è solo incredibilmente noioso, autocompiaciuto, solipsistico.
Peccato!
Ciao!
Marco