Franc ha scritto:
Ni, in realtà avevamo ragione ambedue.
Il fornitore può vendere con l'iva del paese di partenza solo fino ad un certo ammontare annuo, se lo supera deve far pagare l'iva del paese di destinazione.
Questo articolo del sole 24 ore chiarisce tutto:
http://www.professionisti24.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=683868&chId=44&artType=Articolo&back=0
Ecco quindi spiegato il comportamento di hificomponent o pixmania, il cui comportamento, alla luce dell'articolo di cui sopra, è perfettamente leggittimo, anzi, obbligatorio.
Ciao
Francesco
Ciao Francesco,
mi sono riletto la prima parte di questo thread, che è miseramente finito OT non certo per causa mia. A tal proposito, vorrei evidenziare una cosa:
l'oggetto del thread aperto da Pr31323, faceva espressamente riferimento ad un problema riguardante un oggetto acquistato su ebay, e ribadisco EBAY e non da un negozio, o tramite una trattativa diretta con privato, o altro. Il mio primo commento, rivolto a Pr31323, era chiaramente e senza ombra di dubbio, mirato al problema in oggetto. Gli acquisti o vendite effettuati nel circuito internazionale delle aste di Ebay, sono assoggettati alle regole di Ebay, e alle indicazioni poste dai venditori all'interno delle proprie aste. Se un venditore o un acquirente non sono d'accordo con tali regole, possono evitare di vendere od acquistare su Ebay. Il mio primo post era chiaramente riferito al problema nel contesto indicato (Ebay).
Detto quanto sopra, LucaCoppo non si è trovato d'accordo con una delle mie affermazioni, che cominciava con: "Non esiste che se compri un prodotto su ebay, il venditore ti possa aggiungere un costo.." e da lì ha spostato il discorso sul concetto di come viene gestita l'IVA nelle transazioni effettuate all'interno dei paesi CEE.
Ora, le due cose sono ben diverse, perchè in tutte le polemiche che sono seguite nei miei confronti, qualcuno si è sempre dimenticato del contesto iniziale all'interno del quale si stava discutendo il problema di Pr31323, vale a dire Ebay, e si è inoltre dimenticato che io ho fornito una risposta a Pr31323 in quel contesto - risposta che ribadisco anche adesso, perchè le regole di Ebay le conosco bene da anni.
Passiamo adesso al tuo ultimo post (e in questo caso non parliamo più di acquisti su Ebay):
ho letto tutto l'articolo del Sole 24 Ore da te indicato, te ne riporto una parte:
"POSSIBILI ACQUISTI DELCONSUMATORE FINALE
I consumatori, cioè soggetti diversi dai titolari di partita Iva, o che se tali acquistano per finalità private, possono acquistare in un Paese diverso da quello di residenza in due modi diversi, aventi conseguenze di localizzazione dell'imposta sul valore aggiunto del tutto contrastanti:
1. acquisto di beni con il trasporto nel proprio Paese a mezzo proprio o incaricando un trasportatore;
2. acquisto di beni con la consegna a cura del venditore estero, che provvede in proprio o incarica un trasportatore.
La prima ipotesi consente di pagare, in ogni caso e per qualsiasi valore dei beni, l'Iva del Paese del fornitore, in quanto l'introduzione del bene nel Paese di residenza, a cura o per conto di un privato, non costituisce presupposto di acquisto intracomunitario tassabile, essendo tale evenienza riservata esclusivamente alle introduzioni fatte nell'esercizio di impresa (si veda l'art. 38, comma 3, lettera b), D.L. 331/1993, conv. con modif. con L. 427/1993).
Nel secondo caso il fornitore può spedire o consegnare beni, pagando l'Iva del proprio Paese, sino alla "soglia di protezione", che può essere di Euro 35.000 o Euro 100.000 annui, a seconda della scelta del Paese. Il nostro ha preferito la soglia inferiore, che anzi è ancora minore a motivo del riferimento non all'euro ma alla precedente unità di conto europea: l'art. 40, comma 4, lettera b), D.L. 331/1993, conv. con modif. con L. 427/1993, parla di 54 milioni di lire, cioè di Euro 27.889.
La distinzione tra i due tipi di acquisto, basata sul soggetto che dà l'incarico del trasporto, si presta a condotte elusive: in Austria l'Iva è del 20 per cento e in Germania del 16 per cento.
Il consumatore austriaco che deve fare un acquisto importante può essere interessato a pagare il 4 per cento di Iva in meno: compra in Germania e firma, a parte, una lettera di incarico al vettore, predisposta dal venditore dei beni.
In questo modo, pur essendo tutta l'operazione organizzata dal fornitore tedesco, viene scissa in un acquisto franco partenza, soggetto all'Iva della Germania, e in un trasporto commissionato dal privato, pure soggetto all'Iva tedesca, in quanto vale la regola dell'imposta del Paese di partenza (si veda l'articolo 40, comma 5, D.L. 331/1993, conv. con modif. con L. 427/1993)."
Mi pare quindi evidente che, adottando il metodo "1", l'IVA da pagare è "in ogni caso e per qualsiasi valore dei beni, l'Iva del Paese del fornitore".
Tu poi sostieni:
"Ecco quindi spiegato il comportamento di hificomponent o pixmania, il cui comportamento, alla luce dell'articolo di cui sopra, è perfettamente leggittimo, anzi, obbligatorio."
non mi sembra affatto che il comportamento dei due venditori da te indicati, sia perfettamente legittimo, anzi obbligatorio, visto quanto spiegato sopra.
Per finire, due parole su Pixmania, ed il concetto dell'IVA che pare, in certe situazioni, misteriosamente sparire (se ne è parlato in altri threads proprio l'altro giorno, anche sul forum "sorgenti HD")
Pixmania ha inventato recentemente un sito "per i rivenditori" (che poi non è vero, perchè basta essere detentori di una qualunque partita IVA.. se come attività noleggi cammelli, ti vendono ugualmente qualunque prodotto), pertanto un rivenditore si aspetterebbe di ottenere uno sconto sui prodotti. Andando a controllare in profondita la cosa, che cosa si scopre? I prezzi sui prodotti sono sempre gli stessi, ma in quel sito vengono pubblicati IVA esclusa - quindi niente sconto sul prezzo del prodotto. Dove sta il vantaggio? Eccolo qua: tu gli fornisci la tua partita IVA, loro ti spediscono la merce al prezzo IVA esclusa, citando sulla fattura un'esenzione in base all'articolo XXX. Fatto questo, Pixmania ottiene il rimborso dell'IVA nel suo paese d'origine, quindi lo stato di quel paese non ha incassato l'IVA sul prodotto che è stato venduto.
Vediamo adesso come procede la cosa: il prodotto viene spedito al destinatario, e siccome siamo all'interno di paesi CEE, non viene fatta dogana, ed il destinatario riceverà il prodotto senza alcun altro onere (IVA) che gli venga richiesto (apparentemente) dallo spedizioniere, o dal governo italiano, quindi alla fine ha pagato il prodotto al netto dell'IVA. Ha incassato IVA il governo del paese di origine? risposta: no - Ha incassato l'IVA il governo Italiano? risposta: no - Esiste un imposta chiamata IVA in entrambi i paesi? Risposta: si - e allora dov'è finita l'IVA, visto che nessuno l'ha mai pagata? E infine, chi è che ha inventato quel sistema? Il compratore? No, l'operazione è stata inventata da Pixmania. Chi ne potrebbe fare eventualmente le spese? Il compratore, qualora esistesse una legge nel suo paese che gli impone in qualche modo, di pagare ugualmente l'IVA su quell'acquisto.
Certi trucchetti riescono perchè ci sono attualmente dei "bugs" nella normativa vigente che regola quelle transazioni, ma prima o poi qualcuno ne farà le spese... e facilmente saranno i compratori finali, passibili di elusione. Sicuramente costoro, in quel caso, saranno molto contenti di aver fatto un acquisto da Pixmania, se poi un bel giorno salta fuori la faccenda, e gli arrivasse una bella sanzione da pagare qualche anno dopo.
La prossima volta, prima di aggredire qualcuno che sta rispondendo all'oggetto del thread, fate la cortesia di prestare più attenzione, grazie - chi ha orecchie per intendere, intenda.
Ciao,
Maurizio