Il Cigno Nero

cattivik83

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Visto ieri, e devo ammettere che mi ha colpito molto come film

La Portman si cala perfettamente nella parte, le bellissime riprese la inseguono, come fosse una preda, eccezionale anche perchè è riuscita a rendermi partecipe del suo lento cadere verso l'oscurità, e la pazzia.

Darren Aronofsky complimenti!
 
Un'ascesa di emozioni, incubi, allucinazioni; se la prima parte del film può far storcere un po' il naso, nella seconda Aronofsky da sfogo a tutta la sua bravura con un crescendo emozionale inesorabile. Muove la mdp ottimamente,
Spoiler:
(ecco forse abusa un po' troppo della ripresa alle spalle)

catturando per quanto più possibile le bellissime sensazioni di paura, timore, insicurezza ma anche gioia che sa trasmettere Natalie Portman (secondo me da Oscar). Struttura narrativa semplice e splendidamente convulsa ma non troppo. Straordinaria fotografia. Un'altra pellicola che si insinua sotto pelle, creando un collegamento prettamente empatico tra il film stesso e lo spettatore. Brividi un paio di volte nel finale.

8
 
Un film "al femminile",ma anche una metafora della paura di non riuscire

Non rivelo nulla della storia, ma parlo esplicitamente della struttura narrativa. Per vostra cautela metto tutto sotto spoiler.

Spoiler:
Per la prima parte sembra un film pensato per le ragazzine fan di "Amici" e dei vari talent show, poi entrano in scena elementi di sessualità più o meno esplicita e si comincia a capire che il film parla d'altro, e solo nel gran finale, quando l'autore realizza una impeccabile sintesi di tutti gli indizi che aveva messo in campo, si rivela finalmente la vera natura della storia, con una sequenza ritmata di scene mirabili e coinvolgenti.


Un ottimo film, da vedere anche se la danza classica vi fa venire l'orticaria e se siete uno di quelli che quando in TV c'é "Amici" buttereste volentieri l'apparecchio dalla finestra.

Resta il fatto che alle ragazzine piacerà un tantino di più.
 
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ma non credo sai :) , certo, ad una prima occhiata, (specie se non sei un cinefilo o affine), potrebbe attirare più il pubblico femminile, ma insomma basta avere un po' di fiuto e sapere che il regista si chiama Darren Aronofsky ;)

alle ragazzine piacerà un tantino di più? per me è proprio il contrario :), anzi alle "ragazzine" non piacerà affatto
 
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mickes2 ha detto:
...alle "ragazzine" non piacerà affatto...

Si tratta evidentemente di una mia categorizzazione del film basata sul corrente stereotipo di "ragazzina" quindi doppiamente scorretta perché non si dovrebbe né categorizzare né ragionare per stereotipi.

Pero' sono sicuro che in una prossima edizione di x-factor o di Amici riusciranno ad impiantare qualcosa del genere per far schizzare l'audience alle stelle.
 
l' ho visto ieri e l' ho trovato bellissimo, l' ossessione della protagonista, il suo bisogno di perfezione, il suo "autolesionismo" e soprattutto il finale così intenso e catartico...
 
insieme a The Company di Altman chiude come un cerchio intorno al mondo della danza, dei sacrifici estremi che sono costretti a fare i ballerini per affermarsi o per restare sulla cresta ancora un pò; un microcosmo spietato, affascinante, che contiene un intero universo di emozioni di cui nutrirsi avidamente, disposti ad ogni cosa per averne ancora; fino all'estremo sacrificio, donarsi completamente, mente corpo e anima.
strepitoso!
 
Apprezzando il regista sono curioso di vedere il film (aspetterò il noleggio) e mi fa piacere trovare commenti tutti positivi perchè ho letto almeno un paio di recensioni negative che bocciavano il film.
 
shiryu ha detto:
...film troppo femminile,...

A me l'universo femminile piace ( :D ) ma, a parte questo, non definirei il film "femminile" nel suo complesso, forse lo sarebbe stata una versione cinematografica di "Amici", una versione di rivalità femminile senza niente altro.

Spoiler:

Il film tratta della manifestazione di una malattia mentale allucinatoria scatenata da un stato di fortissimo stress mentale (cosa realistica - per quanto ne so - se il soggetto è predisposto geneticamente, meno realistico che non ci siano altri sintomi e che nessuno se ne accorga prima della tragedia finale); la natura dello stress e le reazioni del soggetto sono confinate in un universo femminile ma questo anche è abbastanza realistico.
 
non si può prendere tutto come "realistico".
Aronofsky si ispira, su tutti, ad autori come Tsukamoto, Lynch Cronenberg.
il cigno nero è anche, o forse soprattutto, una favola dark con venature thriller horror, appunto sulla falsariga di un Lynch o di un Cronenberg, con una spruzzata di allucinazioni Tsukamotiane.

sul film femminile non sono affatto d'accordo :)
 
fortyseveninches ha detto:
A me l'universo femminile piace

piace anche a me,ovvio
intendo dire che il dramma che lei vive non potrò mai capirlo fino in fondo perchè non sono una donna,ho un'altra sensibilità
ma in generale tutti i film centrati troppo su una figura femminile non mi piacciono...per dire,anche il favoloso mondo di Amelie non mi piace...maschilismo?no non credo,semplicemente mi piace immedesimarmi nei personaggi quando guardo un film
 
...

@shiryu

Il tuo punto di vista è chiaro; ma non dimentichiamo che l'autore è un uomo e quello che vediamo non è veramente il vissuto interiore di una donna.

@mikes2

E' chiaro che l'autore vuole lasciare aperta la porta a diverse interpretazioni del testo cinematografico per accontentare diversi tipi di pubblico (o, se preferisci, per coinvolgere lo spettatore nelle scrittura dell'opera ;) ) resta il fatto che avendo egli suggerito una robusta spiegazione razionale questa finisca per prevalere sulle altre. Del resto già in "beautiful mind" si assiste

Spoiler:
ad una storia narrata per alcune decine di minuti come la vede il protagonista, affetto da turbe mentali, e poi il film vira in chiave realistica e la narrazione assume il punto di vista di un osservatore esterno razionale
 
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