• Bartolomeo Aloia Jepun + GPM Monitor One a Teramo il 22 maggio

    Nella sala d'ascolto di Studio Hi-Fi D'Abruzzo a Teramo, sabato prossimo sarà in dimostrazione un sistema con preampli Bartolomeo Aloia Jepun, finale Audiophonics con moduli Hypex NC400 e diffusori GPM Monitor One, con varie sorgenti oltre a diffusori e finali alternativi. Sessioni a partire dalle 15:30. Per informazioni: +39 339 250 3639

  • Cineversum, Dorpo, Magnetar e JBL Synthesis a Roma il 13 giugno

    Nella bella sala home cinema di Spazio Emotion, sarà in dimostrazione il nuovo proiettore DLP laser 4K Cineversum Astra con sorgenti multimediali Dorpo, Magnetar e sistema Dolby Atmos con diffusori ed elettroniche JBL Synthesis. Maggiori info a questo indirizzo.  

Il caso Kerenes

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Questo film può ricordare, per struttura ed intenti, "Una separazione" di Asgar Fahradi, film che nel 2011 vinse praticamente tutti i premi esistenti e che a mio avviso rappresenta uno dei massimi capolavori del cinema mondiale degli ultimi 10 anni.

Il regista Calin Netzer attraverso una storia privata racconta il cambiamento sociale avvenuto in Romania, e come in "Una separazione" lo fa attraverso il racconto di una tragedia che ha il risultato di mettere a confronto esponenti della nuova borghesia benestante con una famiglia che abita in una zona rurale.
Questa è il tratto principale in comune ai due film, che poi per contesto geografico, sociale e culturale finiscono ovviamente per essere molto diversi.

In parallelo a questa tematica Netzer sviluppa quella del rapporto madre-figlio, con una madre oppressiva, asfissiante, che cerca di avere un controllo totale sulla vita del figlio, così come nella vita è abituata ad ottenere - o meglio comprare in denaro contante - l'obbedienza ed i favori dei suoi interlocutori. Fino ad un finale - forse un po' troppo buonista, questa è la mia unica osservazione - nel quale rivelerà il suo lato "umano".

La sintesi tra la tematica sociale e quella privata è tutto sommato ben riuscita, e questo soprattutto grazie al personaggio magistralmente interpretato da una splendida Luminita Gheorghiu (attrice per me del tutto sconosciuta), sul quale si regge in sostanza il film e che appare praticamente in tutte le scene. Una prova notevole.

In effetti da questi cineasti rumeni, Mungiu in primis e adesso anche questo Netzer, stanno uscendo film che raccontano in modo coraggioso e soprattutto non banale quello che avviene nel proprio paese. Forse questo accade perché si tratta di una realtà in forte evoluzione dopo decenni di immobilismo dovuti alla dittatura, dai cui retaggi ed effetti non è facile liberarsi.
Fatto sta che i risultati si rivelano davvero validi, e i premi non sono incoraggiamenti, sono meritati.
 
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