I TV LG ci spiano davvero? Cosa c'è dietro la bufera su privacy e microfoni

La "verità" sul ci spiano o non ci spiano è come tutt i deviced: nonn ci spiano fino a che a "qualcuno" serve che lo facciano.
In fase di prima confgurazione del televisore (o di un telefono, o di uno streamer video e di un servizio VOB e tutto quello che volete) "provate" a non dare i vari consensi perchè volete mantenere la privacy e poi semplicemente "il servizio / device" non si attiva.
Qualcuno si ricorda "le battaglie" della doppia firma in banca ?
Gamer Nexus ha la tendenza ad essere "distruttivo" nelle critiche perché genera un tipo di hype che evidentemente è fuìnzionale al suo canale; è molto molto tecnico e competente ma a volte sbaglia la forma. Quello che ha "scoperto" è tutto sacrosanto, così come doverosa la risposta di LG (cosa ci si aspettava ?).
Il fatto è che le regole del gioco sono quelle; se ti vuoi sedere al tavolo sai a cosa vai in contro e cosa ci lasci (sul tavolo).
Altrimenti non ti siedi proprio e così non ti serve "neanche protestare" per le regole che obtorto collo hai scelto di approvare.
 
Grazie per la news.

Ciao AlbertoPN è sempre un piacere leggerti, obtorto collo locuzione latina che esprime quasi una scelta controvoglia, ma allora la bolletta a 28 giorni dovevi accettarla o dare disdetta, la scelta da parte del consumatore è forzata (obtorto collo).

Le regole sono fatte anche per essere cambiate a mio parere, troppo semplice per i vari brand o accetti o te ne vai, il procuratore del Texas su questa tematica ha lasciato spazio alla tutela delle persone, chiedendo di modificare le clausole:


Uno stralcio dell'articolo:

Inoltre, obbliga Samsung ad aggiornare tempestivamente i suoi televisori smart e ad implementare schermate informative e di consenso chiare e ben visibili, in modo che i cittadini del Texas possano prendere una decisione consapevole in merito alla raccolta e all'utilizzo dei propri dati.
 
Ultima modifica:
Condivido l'analisi di AlbertoPN. Oltre ai consensi iniziali obbligatori per l'accesso allo store e alle app di terze parti, il vero nodo tecnico sollevato dall'inchiesta riguarda l'ACR (Automatic Content Recognition) e il campionamento periodico del frame-buffer per il fingerprinting pubblicitario.
Anche disattivando l'ACR e la pubblicità personalizzata nei menu di webOS («Impostazioni aggiuntive / Accordo con l'utente»), analizzando i log di rete tramite Pi-hole o router con DNS filtering si nota chiaramente che il TV continua a inviare query di telemetria verso endpoint come `*.ad.lgappstv.com` e `*.ibis.lgappstv.com`.
La contromisura più pulita ed efficace, per chi desidera continuare a utilizzare il TV e lo streaming senza cedere dati d'uso continui, resta bloccare questi domini specifici a livello di rete locale (DNS sinkhole), mantenendo aperti solo gli endpoint necessari per i certificati DRM e i server CDN dei contenuti.
 
Contromisura ulteriormente efficace, disabilitare la connettività ad internet sulla tv e, se necessario, utilizzare un box esterno tipo Apple TV o similari, si ha un controllo decisamente maggiore.
 
Concordo al 100%, alla fine staccare del tutto la TV dalla rete resta la soluzione più pulita e drastica. Oltre alla privacy, si evitano anche gli aggiornamenti forzati di webOS che ogni tanto cambiano il layout della home o rallentano l'interfaccia.
Un box esterno dedicato fa il suo lavoro senza troppi pensieri.
 
Oltre a disattivare il riconoscimento vocale sempre attivo e i consigli personalizzati nei menu di webOS, il metodo più sicuro rimane bloccare direttamente a livello di router (o tramite DNS locale come Pi-hole / AdGuard Home) i domini di telemetria ACR.
In questo modo la parte Smart TV continua a funzionare regolarmente per le app di streaming principali senza inviare continuamente statistiche di visione in background.
 
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