Il punto non è se piaccia lo streaming o no, ma la penalizzazione dei canali on-air, cioè, in buona sostanza, dell' offerta nazionale che include non solo l'intrattenimento ma anche l'informazione e la politica (che oggi credo che pesi oltre il 50% dei canali nazionali; d' altro canto l' intrattenimento stesso è, in buonissima parte, un modo diverso per somministrare allo spettatore una visione politica).
Di qui l'interesse dell' Unione Europea (timeo danaos, et dona ferentes!) e, ovviamente degli stati nazionali.
Che poi a me come cliente / utente del sistema televisivo il ritorno ai telecomandi classici mi sta bene in quanto più comodo è un' altra storia...