In TV ho sentito un critico dire che era il delirio di un folle, un insieme di scene scollegate, e anche all'uscita del cinema molti a dire "bello ma non si capisce niente" etc. etc.
In realtà a mio avviso la spiegazione è molto più semplice di quanto si possa pensare, è un film sul cinema (o anche sul teatro) e sul rapporto di queste arti con la realtà.
Il protagonista che ha una serie di "appuntamenti" durante i quali si traveste e fa cose strane, in realtà è proprio un attore che sotto la guida del regista (l'autista della limousine) recita avendo come set/palcoscenico il mondo reale.
E i personaggi del mondo reale "recitano/vivono" momenti delle proprie esistenze insieme a lui, in una commistione tra vita e arte come recita il più famoso aforisma di O. Wilde.
Uno dei punti di forza del film, ed anche il motivo per cui gli spettatori ne sono affascinati anche se di ostica comprensione, è la fotografia estremamente artistica.
Da noi è arrivato questo mese nelle sale, all'estero c'è già il BR della Artificial Eye, che come marchio dovrebbe essere garanzia di elevata qualità nel trasferimento.
Io non lo prenderò perché pur avendolo apprezzato esteticamente non mi ha emozionato più di tanto, però potrebbe essere interessante per chi volesse accostarsi ad un lavoro senza dubbio visivamente notevole.