Danilo Ronchi ha detto:
secondo me è anche un discorso di qualità della corrente... deve essere stabilizzato... ma alla fine costa un sacco di soldi... quindi... cui prodest?
Sicuramente mi sfugge qualcosa.
Parlo del discorso sulla "qualità" della corrente.
Piccola prefazione.
L'ampli, nella versione americana, è sicuramente dotato di un numero X di spire sul primario del trasformatore di alimentazione tali da fornire, in rapporto a quelle presenti sul suo secondario, una certa tensione di uscita che poi verrà utilizzata nell'ampli stesso.
Nel caso della versione europea, varia semplicemente il numero delle spire del primario; tanto è vero che molti prodotti hanno un trasformatore dotato di un primario costituito da due avvolgimenti che vengono collegati in parallelo per i 110 V ed in serie i 220.
Sono due trasformatori esattamente uguali, con gli stessi materiali, cambia solo qualche spira di rame.
Detto tutto questo, cosa cambia se io inserisco un trasformatore che mi abbassa la tensione della rete elettrica da 220 a 110 per poi fornirla all'ampi ?
La "qualità" della corrente sarà quella presente nella rete (se ti riferisci ad eventuali disturbi), anzi, l'inserimento di un trasformatore separatore ne elimina un po'.
Dovremmo altrimenti preoccuparci della qualità dei trasformatori presenti nelle sottostazioni di distribuzione, che svolgono la stessa identica funzione del trasformatore supplementare di cui stiamo parlando.
Parlo ovviamente di un trasformatore, non di un autotrasformatore, dando anche per scontato che la potenza sia adeguata alla'assorbimento complessivo dell'ampli (tutti i canali funzionanti contemporaneamente a piena potenza, anche se non lo si utilizzerà mai in tali condizioni).
La potenza necessaria la si ricava tranquillamente dalle specifiche tecniche, anche qui senza bisogno di strafare.
Parli anche di "stabilizzazione" della corrente, sicuramente non è aggiungendo un trasformatore esterno che varia tale parametro, credo che l'ampli in questione avrà un suo circuito di alimentazione stabilizzato che si occuperà di tale cosa; i finali sicuramente non lo saranno, ma che all'ampli la tensione di 110 V arrivi direttamente dal trasformatore nella sottostazione di rete o tramite un ulteriore trasformatore esterno non cambia nulla sotto tale aspetto.
Non so se si tratta di un sinto-ampli, in caso affermativo io invece mi preoccuperei maggiormente per quanto riguarda l'eventuale diversa canalizzazione delle emittenti (particolarmente in Italia) e, sopratutto, del circuito di deenfasi, sicuramente diverso dallo standard europeo (da 75 a 50 microsecondi).
Per quanto riguarda la convenienza dell'intera operazione rimangono invece validi i dubbi legati alla garanzia e ai costi aggiuntivi.
Ciao.