Finale: basato su falsa riga Threshold

dmoglianesi ha detto:
non so se potresti evenualmente aiutarmi in questo senzo,saluti dalmazio
Ciao Dalmazio :)

La realizzazione, in casa, dei circuiti stampati non è impossibile, almeno per il metodo che ho seguito. Conosco almeno 3 metodi:

  1. Formi il circuito a mano, trasferendo sul lato ramato della vetronite le piste etc. con trasferibili autoadesivi (tanta pazienza e tanti auguri).
  2. Usi un pezzo di vetronite, con rame già trattato con vernice fotosensibile, e lo esponi per alcuni minuti in camera oscura alla luce ultravioletta (hmmm mai fatto, più professionale ma un po’ complicato).
  3. Usi pellicole fotosensibili per circuiti stampati (metodo che ho usato io).

    Un foglio A4, che ho acquistato in un negozio di elettronica a €4.00 l’uno, mi è servito per 4 circuiti (equivalente a 4 canali con 6 xfet ciascuno), per i circuiti dei canali frontali che hanno 12 xfet ciascuno ci sono voluti 1 foglio per due circuiti.

    Si stampa con una laser (o una fotocopiatrice) in una sola passata i circuiti/o lato rame sul foglio suddetto - lato ruvido - dopo di che si appoggia il foglio sulla vetronite, più precisamente sul rame, cercando di tenerlo fermo con dell’adesivo di carta (o altro) sui bordi, si passa sopra il foglio più volte - lato lucido - con un ferro da stiro a 180°C per far aderire bene le piste stampate sul rame (è importante la temperatura). Si toglie il foglio e si dovrebbero vedere sul rame, perfettamente incollate, le varie piste del circuito. A me è capitato che piccole porzioni non si siano traferite completamente - forse perché il ferro non era alla temperatura perfetta di 180° - ma con una penna nera indelebile per scrivere sulla plastica (CD e quant’altro) ho rimediato alle piccole imperfezioni aggiungendo il mancante.

    A questo punto si immerge la vetronite per circa 30 minuti in acido per circuiti stampati (il tempo dipende dall’acido se è più o meno esausto, dalla temperatura e dal mescolare il liquido durante l’operazione) e voilà il gioco è fatto. L’acido lo trovi sempre al negozio di elettronica già pronto, costa pochi euro. Va versato in un recipiente piano di plastica perché corrode, attenzione al maneggio, è caustico e sporca; può essere riutilizzato diverse volte prima di esaurirsi.

    Non resta che bucare il circuito per i componenti con una punta sottile, da 0,8-1mm per i resistori e una più grossa per fet etc. Un trapano a colonna va molto bene.
I disegni dei circuiti stampati li trovi nei primi posts del thread.

Ciao e buon divertimento.
 
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Qualche altro consiglio/precisazione sulla realizzazione in proprio dei c.s.

Il prodotto citato che utilizza il sistema del trasferimento a caldo si chiama "press 'n peel", si trova anche presso alcuni rivenditori di materiale elettronico in rete, non è molto economico, ma è abbastanza semplice e veloce da utilizzare.

Il sistema della fotoincisione. tramite lampada a luce di Wood e stampaggio della maschera con stampante laser su un lucido per proiezioni, è da tenere in considerazione se si devono fare più copie dello stesso stampato; richiede anche qualche prova per determinare la durata ottimale dell'esposizione alla lampada.

Per l'incisione vera proprio della scheda conviene riscaldare l'acido, intorno ai 30° o un po' di più, in modo da ridurre di molto i tempi di incisione.

Un altro sistema per ridurre i tempi ma, sopratutto, per ottenere una corrosione uniforme, è quello di immergere la lastra da incidere in verticale nella vaschetta e fare in modo che l'acido sia sempre in movimento, questo si ottiene facilmente con un semplice aeratore per acquari immerso sul fondo.

Come si può vedere entrambi gli scopi, riscaldamento e movimento si possono ottenere proprio con un riscaldatore e aeratore per acquari, utilizzando un vaschetta di plastica stretta e alta.

Per la foratura sarebbe meglio usare punte apposite per la vetronite, anche queste reperibili presso i negozi del settore, in quanto quelle normali durano molto poco se usate su questo materiale.

Prima di passare alla stampa vera e propria conviene fare qualche prova su carta normale per verificare e, se del caso, correggere, la scala di stampa, basta poco perchè la foratura risulti leggermente sfalsata provocando l'impossibilità di inserire poi gli integrati o i componenti con spaziatuta fissa.

Ciao
 
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finale

ciao tantissime grazie per gli schemi e i consigli.solo un'ultima informazione,dove potrei trovare dei radiatori di quelle dimensioni?sicuramente ne realizzero un esemplare della versione a 12 finali per tutte le prove del caso per poi passare alla versione definitiva ,saluti dalmazio
 
dmoglianesi ha detto:
dove potrei trovare dei radiatori di quelle dimensioni?
Bella domanda!

Come ho già scritto, mi son ritenuto fortunato di conoscere qualcuno che costruisce amplificatori (filosofia valvolari ed ideatori dell'Inpol technology, attentissimi al design, leggi Pathos). E' un po' che non lo sento, credo che la sua ultima creazione sia un amplificatore 5.1 per l'HT (:eek: sono basito).

Alcune foto per fare pubblicità :p

Il debutto nel mondo hi-fi
twin2.jpg


Il Cinema-X (5.1)
cinamaX.jpg


InPower (amplificatore monofonico)
power2.jpg


InPol2 (preamplificatore)
INPOL2-1.jpg


Tornando IT, è lui che mi ha fornito i radiatori che giacevano inutilizzati (il che vuol dire che non ne aveva in serie). Forse qualcun'altro qui può dare qualche informazione su dove reperirli o farseli fare: purtroppo io sono a corto di idee.

Tiene cmq presente, come ho già avuto modo di scrivere, che questo finale praticamente non produce quasi il benchè minimo calore: al massimo è freddo (non ho sbagliato a scrivere, anche dopo lunghi periodi di attività è proprio freddo :D).
 
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Riprendo questo post (riletto ormai non so più quante volte...) per fare i complimenti a stealth82 per la sua realizzazione, e lo ringrazio per avermi rincuorato per non avermi più fatto sentire l'unico pazzo che volesse realizzare un finale multicanale a MOS-FET :D .
E' da un po' che ci penso, ma in commercio ho visto poco o niente, e comunque dai costi impossibili.
Mi piacevano qualche lustro fa i finali delle Perreaux, e mi chiedevo, anche vista la loro disarmante semplicità circuitale, se si potessero realizzare appunto multicanale.
Ho cercato in rete per un bel po' degli schemi di finali a MOSFET per lo scopo, ma non ho mai trovato quello che facesse al caso mio.
Mi ritrovo ora a vedere realizzato quello che sognavo da un po'.

Quello che mi ha sorpreso ulteriormente è vedere come fronte sonoro quelle "mitiche" ESB....le avevo sentite suonare anch'io con un finale Carver....qualcosa di impareggiabile...e acquistate da una persona che con Pathos a ha qualcosa a che fare.....a volte la coincidenza......

Una domanda: nello schema i MOSFET hanno la sigla IRPF240: è solo una svista, sono gli IRFP240 (200V, 20A, 150W), vero?

Una strana richiesta :D : c'è la disponibilità di una eventuale prova di ascolto :eek: ??

Ciao, MAV
 
MAV ha detto:
Riprendo questo post (riletto ormai non so più quante volte...) per fare i complimenti a stealth82 per la sua realizzazione, e lo ringrazio per avermi rincuorato per non avermi più fatto sentire l'unico pazzo che volesse realizzare un finale multicanale a MOS-FET :D .
Ti ringrazio per i complimenti ;)

MAV ha detto:
Una domanda: nello schema i MOSFET hanno la sigla IRPF240: è solo una svista, sono gli IRFP240 (200V, 20A, 150W), vero?
Hai, infatti, perfettamente ragione. Mio errore di trascrizione (con le sigle è sempre facile sbagliare): sono gli IRFP240.
Vedrò, quando posso, di cambiare lo schema.

MAV ha detto:
Una strana richiesta :D : c'è la disponibilità di una eventuale prova di ascolto :eek: ??
Si può fare ;)
 
Riprendo questo thread in quanto ho in mano quasi tutti i componenti ma ho qualche difficolta' a reperirne qualcuno:

1) condensatori elettrolitici da 10.000 microFarad: quanti volts? In giro trovo quelli da 63 e da 100 volts ma non so quale sia il valore corretto (senza parlare dei costi, quelli prodotti dalla Elna viaggiano sui 12 € a pezzo...)!

2) diodi 21PT80: su internet trovo pochissime informazioni su questi diodi e ancora meno informazioni su dove reperirli (800V 20A? Ho trovato un sito inglese che, apparentemente, li vende ma a 23 sterline l'uno, parliamo dello stesso materiale?), alternative possibili?

3) ponte raddrizzatore K3L04, mi confermi che in realta' e' KBL04?

Grazie in anticipo!!!
Ciao

Angelo

P.S. ci sono ancora un paio di cose che ho bisogno di sapere ma tutto a suo tempo, ora mi interessa recuperare tutto il materiale! :)
 
Poichè la tensione di alimentazione è attorno ai 60 V è meglio che la tensione di lavoro degli elettrolitici sia un po' più elevata; sicuramente 100 V va bene, se ne trovi da 80 idem ma credo che il prezzo non cambi molto; teoricamente la tensione filtrata, utilizzando un secondario a 45 V, dovrebbe essere di 63 V.

Il ponte è il KBL04 (o equivalente: 400 V/4 A).

Per i diodi può andar bene qualsiasi altro diodo con analoga tensione e corrente (800 V/20 A); anche un 600 V dovrebbe bastare.

Ciao
 
angelone ha detto:
1) condensatori elettrolitici da 10.000 microFarad: quanti volts? In giro trovo quelli da 63 e da 100 volts ma non so quale sia il valore corretto (senza parlare dei costi, quelli prodotti dalla Elna viaggiano sui 12 € a pezzo...)!
Eh eh, tutto sommato non a caso sono stati spesi 20 anni fa circa 700/750.000L. Non credevo costassero ancora così tanti soldi... potresti sempre utilizzarne di meno... vedi tu ;)

angelone ha detto:
Stealth82, mi spieghi per favore come hai regolato i trimmer?
E' presente alla voce Note dello schema che ho postato - e che riquoto qui per semplicità - il valore corretto per la taratura dei trimmer: 150/200mA.

Schema elettrico amplificatore (tutte le schede canale) - Fatto da me, con i componenti, più leggibile


Altra cosa angelone, vorrei ricordarti questo fatto - che ho scritto qualche post fa - per quando ti cimenterai a testare il tutto:
Senza contare il pericolo latente di uno scorretto assemblaggio della componentistica che potrebbe portare alla bruciatura dei finali e/o altri transistors. Naturalmente, per ovviare a questo inconveniente, esistono degli accorgimenti: invece di dare alimetazione diretta, si mettono in serie delle resistenze di "bassa resistenza" ad attenuare l'amperaggio... ed essere veloci ad accorgersene, non star lì 10min. e staccare...
 
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Si, avevo visto la nota riguardante il Cermet, mi sfugge pero' il secondo trimmer (quello da 100 ohm), questo come lo regoli?
 
Allora, approfondimenti :D

Ciao, sono Francesco ( Shillem's dad :D ).
Per quanto riguarda i diodi 21pt80 non sono strettamente necessari, erano solo parte di una certa filosofia costruttiva - adottata anche dai giapponesi 20/30 anni fa - per ridurre il rumore indotto dall'alimentazione; puoi anche farne a meno.

Per i condensatori possono andar bene i 63Volts perchè il breakup point del test costruttivo avviene con voltaggi più alti, anche se sono un po' impiccati. Se adotti un voltaggio un po' inferiore ai 45V di uscita dei trasformatori potrebbero andare benissimo. Il calcolo del voltaggio della corrente continua risultante dopo i raddrizzatori ed i condensatori è di (x) Volts alternata x 1,41; quindi 45 x 1,41 = 63,45volts continua. Purtroppo il costo di buoni elettrolitici era alta anche 25 anni fa. Vado a spanne: forse 12.000/15.000L.

I trimmer servono per la taratura del circuito. Quello collegato ai fet di ingresso serve a ottimizzare l'offset dell'uscita all'altoparlante. Metti un volmetro tra la massa e l'altoparlante, (in assenza di segnale) e lo regoli con il valore zero o più prossimo ad esso. L'altro trimmer serve per tarare la corrente a riposo dei fet di uscita, più alta è la corrente di riposo più si avvicina alla classe 'A' (a riposo consuma anche di più). Devi mettere in serie all'alimentazione che proviene dai condensatori, ora tra il negativo e poi tra il positivo, un milliamperometro. La corrente deve essere tra i 150 e i 200mA. Se il circuito è stato montato correttamente ed i transistor sono come da specifica - e non degli equivalenti - ambedue i rami dovrebbero avere più o meno gli stessi valori.
Per fare la prima verifica dopo la costruzione usa sempre dei resistori da 15/20 watt in serie all'alimentazione d'entrata al circuito, per non bruciare i componenti se ci sono degli errori. Sempre con l'amperometro collegato, i valori non dovrebbero risultare molto discordanti.

Ciao e buon lavoro​
 
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Ciao Francesco,
grazie per le spiegazioni, ora il tutto e' decisamente molto piu' chiaro! :)
A questo punto spero di avere presto tutti i componenti!!!
Ciao e grazie ancora!

Angelo
 
Per Stealth82

..Ciao sono rimasto colpito dalla tua realizzazione ed ho voluto provare a copiarla, ho realizzato un circuito mono da 6+6 FET.
Ho provato ad alimentarlo con un variatore di tensione in ingresso al trafo 220v, ed ho notato aumentando gradualmente la tensione, un assorbimento esagerato dei finali con eccessivo surriscaldamento...:eek:
Puoi darmi qualche consiglio??:cry:
La circuitazione è come da schema:confused:
 
Rincontrolla attentamente il montaggio, confrontandolo con lo schema; verifica anche i componenti, ad esempio che qualcuno dei dispositivi attivi non sia fuori uso.

Regolando il trimmer che regola l'assorbimento, questo varia ?

Ciao.
 
darlington ha detto:
Puoi darmi qualche consiglio??:cry:
La circuitazione è come da schema:confused:
Ciao darlington,

ti posso soltando dire ciò che nordata ha giustamente ricordato; prova inoltre a verificare il corretto orientamento dei diodi.

Fammi sapere.

P.S. Se non dovessi riuscire sarei disposto anche a controllarla (se vicino di persona, altrimenti spediscimela).
 
Riprendo il post per i complimenti!
Sono intenzionato a farlo anche io, ma mi servirebbero anche gli schemi delle minibasette per i canali posteriori, il centrale ed il sub!
Inoltre vorrei sapere se per caso hai trovato (dopo tutto questo tempo) lo schema per il circuito ritardante.
Grazie ed ancora complimenti!
 
Devo purtroppo ritirare i miei complimenti! :(
Ci sono INNUMEREVOLI imprecisioni tra gli schemi forniti e le basette complete.
Già a partire tra lo schema scritto a mano e quello stamapato c'è un condensatore in meno (ma poco male!).
Nell'immagine che illustra i pezzi compressi nel rar fornito da stealth82 mancano alcuni componenti che invece sono presenti negli schemi ed inoltre c'è incongruenza tra le 2 immagini nel rar: le piste e i componenti.
Mi sono permesso (dopo molo lavoro con eagle) di rifare IN MODO ADEGUATO lo schema, ed ho ovviamente dovuto modificare anche la posizione di alcuni componenti e conseguentemente anche delle piste!
Partiamo dallo schema con i nomi dei componenti:

Schema_Completo.jpg


Poi lo schema con i soli valori dei componenti (più chiaro):

Schema_Completo1.jpg


Ora il PCB con i componenti:

PCB_componenti.jpg


Poi il PCB senza componenti (con i soli ponti, che purtroppo ne sono molti, ma data la mia inesperienza con eagle, vi dovete accontentare):

PCB_senza_componenti.jpg


E adesso il pcb con le sole piste:

PCB_piste.jpg
 
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Ora quello che tutti aspettavate... il PCB da stampare:

PCB.jpg


E qui.... quello che dovrebbe essere il circuito!
irfp240.bmp

Scusate per il rendering!
se c'è qualche errore ditemelo che ve lo aggiusto.
se vi servono i file eagle, contattatemi e sarò ben felice di darveli (sotto piccolo compenso ovviamente :p).
Non l'ho ancora assemblato perchè sto aspettando i pezzi che partono il 6 gennaio!:rolleyes:
 
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