FuoriTempo ha detto:
quello che non condivido nel ritorno di biagi, oltre alla veneranda età (che meriterebbe un giusto e sereno riposo per dar spazio ai giovani!), è che il ritorno è dovuto a motivi ideologici. in Italia la cosa grave è che si confonde la storia con l'ideologia. il mito con la verità. la resistenza ad esempio è stata mitizzata e non storicizzata
.. CUTTONE..
dispendioso ritorno in tv del giornalista militante biagi.
Ti quoto per riprendere il filo,
in realtà i protagonisti di quegli anni danno fastidio a poche persone in questo paese (perlomeno stando ai risultati delle
prime elezioni del 48)
e quando parlano non lo fanno secondo revisionismi più o meno interessati ma lo fanno proprio perchè hanno avuto una esperienza diretta..
poi se ci mettiamo il fatto che hanno fatto la storia del giornalismo italiano (quello buono) direi che una nicchietta alle 11 di sera su rai 3 gliela possiamo anche dare.. soldi ben spesi direi.. soldi di una certa utenza che vorrebbe che il servizio pubblico facesse il servizio pubblico
magari a 80 anni un prima serata su rai 1 potrebbe essere faticoso, a un certo punto vige la selezione naturale, la storia si cerca col lanternino e chi ha orecchi per intendere intenda i nostri vecchi stanno morendo tutti
e qualcuno non vede l'ora che nemmeno un balbettio esca dalle loro bocche, qualsiasi esse siano da Biagi a Montanelli per citare i noti.
La Resistenza (quella non delle montagne ma quella che mi fa parlare e che sempre farà parlare chi ha capito qualcosa di quello che è successo ai nostri nonni perchè li abbiamo ascoltati) e l'antifascismo sono le fondamenta delle nostra costituzione,
.. in pochi modi si può parlare di quegli anni.. e nemmeno in modo tanto eroico perchè non dimentichiamoci quanto ha vinto la repubblica sulla monarchia nel referendum del 46..
essenzialmente in quel periodo c'era la guerra si era abituati ad ammazzare, dai 60 milioni di morti si deve partire, 60 milioni.
Se ammazzavi lo facevi per un ideale ed eri aggrappato ad esso per non morire dentro, se un ideale non lo avevi lo cercavi da una parte o dall'altra.
Se non volevi ammazzare e inquadrarti scappavi e venivi preso nelle montagne, sempre per ammazzare per un ideale.
C'è chi è morto stando dalla parte giusta e chi da quella sbagliata.
Da tutto questo il solco profondo che ha diviso l'Italia negli anni della guerra fredda e che ancora ci divide irrimediabilmente se non ci si accosta almeno ragionevolmente a certi argomenti.
Malgrado tutto Antifascismo e Resistenza sono gli ideali che hanno dato dignità al nostro paese nel dopoguerra.
Vedere i fatti storici di quel terribile periodo col solo intento (
ancora follemente qualunquista) di mescolare nel calderone parti, interessi e ragioni di fondo
è un intento che non ha mai avuto presa e che è quantomeno controproducente,
da questo preambolo si può partire per conoscere i singoli fatti.
Non tutti poi possono parlare delle foibe imho.. Biagi e chi lo ascolta con rispetto possono farlo
