Poche luci e molte ombre per questo film di N. Bloomkamp, molto atteso dopo l'innovativo e sorprendente District 9.
I punti di forza sono essenzialmente quelli visivi, e tra questi la rappresentazione di una Los Angeles ridotta ad una immensa favela, il look di Damon con gli innesti, le scene dei combattimenti, il tutto nello stile tipico del regista.
Purtroppo il film presenta una trama elementare, prevedibile, affetta da buchi e salti evidenti, che viene sviluppata in modo superficiale.
Il regista sembra aver girato il film in preda ad un violento attacco di "prescìte", è tutto affrettato, accelerato, le situazioni vengono proposte con un ritmo forsennato sorvolando sui nessi logici e soprattutto senza scene che preparino lo spettatore e gli facciano apprezzare gli sviluppi.
Probabilmente nella foga di proporre il suo messaggio politico e sociale, Bloomkamp ha sorvolato sulla necessità di rendere coerente il mondo distopico nel quale lo ha ambientato. Un conto è la sospensione dell'incredulità necessaria alla visione di un film di fantascienza, ben altro è la sospensione dell'intelletto che qui viene richiesta per accettare una trama davvero debole come questa.
Passando ai personaggi, si salva solo il protagonista grazie ad un buon Matt Damon in alcune scene (il finale in particolare) mentre Il personaggio della Foster - che pure aveva iniziato bene con uno dei dialoghi principali dell'intero film - progressivamente scompare, per lasciare il ruolo del cattivo ad un improponibile ma soprattutto incomprensibile ceffo interpretato da Sharlto Copley. Incolore il personaggio di Alice Braga, mentre è veramente da dimenticare quello del pirata informatico / trafficante che rappresenta un concentrato di stereotipi che la metà basta.
Forse anche questa scadente caratterizzazione dei personaggi è conseguenza della frettolosità nella realizzazione. Alle volte prendersi pochi minuti in più, girare qualche scena di intermezzo con qualche dialogo, aiuta lo spettatore a entrare nel mondo presentato dall'autore. E questo, anche se la trama non è proprio il massimo dell'originalità, può fare la differenza.
Ma mi viene da pensare che se Bloomkamp ha toppato in questo modo in Elysium, sia perché questo è ciò che è in grado di fare, e non molto di più.
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