Per l'era pre-DI possiamo rissumere:
1 - negativo (quello che esce da una cinepresa)
2 - interpositivo
3 - internegativo
4 - positivo
Prendi una cinepresa e giri un film. Avrai i vari rulli di negativo che sviluppi. Da questi fai una stampa in interpositivo, e con questa pellicola monterai il film. A film montato realizzi un internegativo e in questa fase ultimi il processo fotografico per eventuali color correction e color timing (in certi casi effettuati già sull'interpositivo). Da questo realizzi il positivo che verrà proiettato.
Una stampa su positivo deve essere realizzata da negativo. Visto che stampando dal negativo originale rovineresti (distruggeresti in certi casi) il negativo di ripresa è meglio farlo dal negativo successivo che è appunto l'internegativo
Negli anni pre-DI il successo di un film vedeva anche il deterioramento del materiale: più positivi stampi più rovini gli internegativi e quando questi sono inservibili devi retrocedere di una generazione per ricrearne di nuovi con il rischio di rovinare pure le prime due generazioni del girato.
Di solito di interpositivi venivano fatte due copie, una per creare gli internegativi l'altra per archiviarla.
Tutti i bellissimi reportage che leggiamo quando avvengono i restauri sono dei veri e propri viaggi archeologici a cercare fra archivi, musei, collezionisti, per cercare di capire non solo lo stato di conservazione ma anche il numero di generazioni dall'originale e quanto la stampa sia stata utilizzata (e quindi rovinata) per i vari processi distributivi.
A questo va aggiunto che fino a qualche tempo fa non c'era una coscienza culturale in tal senso, l'archivio finiva con l'essere più una copia di sicurezza per motivi commerciali che non per motivi artistici (pensa che per "Il Padrino" la Paramount non possedeva più nulla...)
A leggere in giro se ne trovano di incredibili per decenni le case hanno operato in ordine sparso, ognuna con un differente approccio alla gestione dei film e quindi in ogni restauro il processo è ogni volta differente, ogni volta un nuovo viaggio tecnologico/artistico