maurocip ha detto:
quanti caffè si pigliano sul luogo di lavoro? quante chiacchiere si fanno con il proprio collega? quante telefonate private si fanno...
E' ovvio che se una persona deve telefonare alla moglie perché si è dimenticato di mettere a registrare "Gilda", non c'è azienda al mondo che abbia da eccepire qualcosa. Se deve telefonarle due volte perché quando la mattina l'ha lasciata, era raffreddata, nemmeno.
Ma, per esperienza diretta: una persona in due mesi telefonava alla moglie 13 volte per giorno lavorativo. In un turno di sabato di 6 ore è riuscito a telefonarle 11 volte (e non è risultato che avesse in casa problemi particolari). Quando ho dovuto pregarlo di astenersi da simili pratiche, e malgrado per scelta della stragrandissima maggioranza dei presenti in azienda, durante le ore di lavoro i cellulari devono essere spenti, viveva con una mano sul mouse e l'altra in tasca ad avvertire vibrazioni.
Così avviene per il caffè, per la pausa, per la sigaretta, ecc. Si badi bene: sto parlando a proposito di una percentuale limitata, molto limitata di soggetti. Da noi, per essere chiari, il fenomeno potrà riguardare 3-4 persone su 120. Ma gli altri 116 ne ricavano inevitabilmente comunque danni riflessi notevoli sul piano aziendale e su quello più strettamente personale.
Non ho dati recenti, ma un po' di tempo fa leggevo che in Italia l'accesso in azienda a siti particolari e affini aveva raggiunto livelli incredibili. E mi chiedevo persino a che livelli ben più alti si fosse arrivati nella pubblica amministrazione...
Insomma: altro che moralismi. Viene da chiedersi talvolta se il buon senso ancora esista.
Ovviamente, tutto questo nulla ha a che fare con Luzni, a proposito del cui intervento avevo soltanto fatto una battuta, probabilmente anche di cattivo gusto.
Ciao