Dac che fanno anche il pre- suonano?

jakob1965

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Una curiosità che avevo da molto tempo era quella relativa alla possibilità di alcuni DAC di funzionare anche da pre -

Da 7 mesi ormai sono un felice possessore del Cambridge 851 Azur D - un tipico Dac della classe media con 2 chip AD 1955 che sono spesso presenti in macchine piuttosto costose - inoltre vi è il sovracampionamento etc.. etc..

Una feature di questa macchina è di avere il potenziometro e dunque di poter funzionare anche da pre

vantaggi? A livello teorico se collegate direttamente ad un finale un pre non è più necessario e si elimina (credo o quasi) un passaggio.

Ho fatto qualche prova con l'Onix Ra 125 che può funzionare anche da solo finale.

Risultato? Piuttosto deludente con mia grande sorpresa - ma approfondirò più tardi.

Qualcun altro ha provato?
 
"Deludente" è una definizione in po' vaga, quali sarebbero le differenze?

A rigor di logica e dal punto di vista strettamente tecnico se la parte di elettronica che precede quella di potenza all'interno dell'Onix è lineare, ovvero non introduce colorazioni particolari e se il DAC, a sua volta non ne introduce, cosa che sarebbe normale per qualsiasi apparecchio che si voglia fregiare dell'appellativo di "Hi-Fi", non ci dovrebbero essere differenze all'ascolto. sarebbero comunque molto piccole.

Il "pre" non ha alcuna particolare virtù, non deve svolgere compiti strani oltre a quelli soliti: scelta dell'ingresso, eventuale amplificazione del segnale per portarlo al livello sufficiente a pilotare il finale (cosa che con la maggior parte delle sorgenti normalmente non serve), adattamento tra le impedenze di uscita dalla sorgente e di ingresso del finale (anche questo avviene già normalmente nei vari apparecchi), controllo del volume.

A parte la scelta degli ingressi sono tutte cose che può fare benissimo anche un DAC, se vi sono differenze può darsi che la parte "pre" dell'Onix sia stata concepita per colorare un pochino la timbrica del segnale per renderlo più piacevole (trucco usato da alcuni costruttori): passando ad un ascolto non enfatizzato l'impressione che se ne ricava è proprio quella di un segnale meno piacevole, non accattivante, è solo questione di abituare l'orecchio ad un suono "più vero".

Se poi si pensa che che il pre sia assolutamente necessario perchè svolge chissà quali compiti misteriosi (come capita a volte di leggere) allora il cervello fa la sua parte e fa apparire l'ascolto come meno piacevole.
 
secondo me il controllo del volume non è cosa da sottovalutare.
dipende molto da come è implementata. alcuni DAC l'eseguono in modo digitale (si dice con perdita di bit), altri no ma non è detto che sia migliore...
 
Qualche ulteriore premessa:

a) avevo l'aspettativa (se mai questo effetto è potente pure per me - diciamo di sì) che con il Dac come pre tutto suonasse meglio

b) mi piace molto il cambridge come Dac - lo trovo molto preciso , corretto e capace di affrontare segnali complessi come le masse orchestrali - un Dac ben suonante ad un prezzo tutto sommato ancora ragionevole

c) L'Onix in questione (da quello che ho letto e guardandolo bene dentro) è " quasi " un finale con una sezione pre molto limitata - posso anche sbagliarmi qui - per molti è un finale con potenziometro

Mi riprometto di fare ascolti più approfonditi ma ho notato un certa differenze ovvero:

con il Cambridge come pre: il suono è più asciutto - più secco - stessa timbrica - stessa dinamica e riposta in frequenza - ma tutto più asciutto - più povero rispetto al funzionamento classico ovvero Dac + integrato nella sua completezza. E' come se (scusate ma cerco di farmi capire) passassi da un piatto di frutta succoso e turgido ad un piatto con le medesime cose ma leggermente avvizzite.

Non voglio portare il discorso su nessuna tesi o ipotesi - ne voglio solo parlare con voi e cercare di capire il perché
 
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Strano
ho usato il dac 851 sempre come pre,l'ho sempre trovato Ottimo,anzi mi ero pentito di averlo venduto...
ottimo il controllo del volume,senza perdita di risoluzione.
 
Se il controllo di volume è posto dopo il circuito del DAC diventa un normale controllo di volume analoigico, pertanto è normale che non vi sia perdita di risoluzione, come non c'è in alcun controllo di volume in ampli analogici.

Non vedrei neanche molto il senso nell'inserire un controllo digitale nella parte digitale di un DAC.

Ovviamente anche un controllo di volume analogico ha bisogno di alcune accortezze a seconda del punto del circuito in cui lo si implementa, ma tutto sommato sono problematiche ben conosciute da decenni, con relative soluzioni.
 
Infatti ho scritto: "se".

In ogni caso non è certo questo il motivo di una eventuale differenza tra "pre e "pre".
 
infatti.
se posso aggiungere,ho una discreta esperienza di dac con regolazione del volume..
purtroppo debbo dire che molti integrati usati come finale,sono zoppi.
mi è successo un paio di volte di usare un integrato con l'ingresso finale,e suonava peggio di quando lo usavo come integrato.
 
Penso anche io che sia come dici tu ... ovviamente è un sensazione d'istinto

Forse anche una questione di sinergia ...

Comunque il cambridge come Dac è notevole - uso come parametro di confronto il Saturn

Proseguo negli ascolti - ora ho ascoltato questo come musica ( bellissimo)


Immagine non regolamentare
 
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bisognerebbe fare una distinzione di fondo:

controllo analogico del volume

controllo digitale


Ci sono importanti differenze.... Il controllo analogico aggiunge della circuitazione nel percorso del segnale, cosa che può innalzare un po' il rumore di fondo e introdurre un filo di distorsione (colorazione magari che ad alcuni può pure piacere)

Nel controllo digitale ci vuole ci vogliono parecchi bit in eccesso a quelli della nostra musica per evitare la perdita di definizione, che però attenzione, la si può sentire solo a bassi volumi, quando si esauriscono i bit disponibili per attenuare. In pratica con dac a 32 bit, controllo volume ben fatto e musica a 16 bit, non succede mai. Con i file a 24 può succedere, ma tocca farsi due conti, anche in relazione al gain del finale e alla sensibilità delle casse.

Se poi si usa un controllo digitale del volume in un HTPC con JRiver, il problema è del tutto superato ed a quel punto, se il dac ha livelli di uscita adeguati, ci sono solo vantaggi.

Ah... il controllo digitale del volume non attenua il rumore di fondo del dac, quindi è bene che il dac abbia un rapporto S/N decente
 
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io ho l'audiolab 8200 CDQ che è sia pre che dac oltre che lettore cd, esiste anche la versione DQ che è solo dac e pre, mi trovo da dio....anche belcanto ha un dac che fa anche da pre ed è un signor prodotto

venivo da un rotel RA1570, avevo bisogno di più pilotaggio e il mio spazio per le elettroniche è risicato per cui questa soluzione mi ha permesso di collegare direttamente al finale, con due sole elettroniche penso di esser messo bene
 
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Come controllo digitale intendi ad esempio quello degli ampli Luxman/ Primare e Accuphase?

Per capire -

Come il controllo digitale normalmente se intende quello implementato nel chip del DAC o nel DSP dove l'operazione viene fatta nel dominio digitale. Quanto ne so Luxman e Accuphase usano i controllo analogici.
 
Interessante

ma nel chip (non so se dedicato a questo punto) vi saranno delle resistenze miniaturizzate che dopo la codifica regolano il volume?

Mi risulterebbe oscuro che nell'algoritmo di decodifica vi sia anche la possibilità di regolare il volume senza ricorrere a resistenze
 
La pura operazione informatica (dall'articolo che hai allegato) non è che ne esca poi così bene

Quindi il mio cambridge fa quel lavoro lì?
 
Grazie comunque - molto molto interessante

quindi siamo al punto di un confronto tra alterazioni del segnale analogico per la presenza del circuito potenziomentro

e alterazioni introdotte da un processo di shift e troncatura del segnale digitale

Molto interessante come punto

Non lo sapevo - forse qui (più che additare la sezione pre dell'Onix) mi spiego la sensazione di suono più asciutto e avvizzito - forse
 
La pura operazione informatica (dall'articolo che hai allegato) non è che ne esca poi così bene

Quindi il mio cambridge fa quel lavoro lì?

Non è detto, dipende dal DAC. Per esempio il NAD M51 fa upsampling a 35 bit pertanto anche nel caso peggiore con il file a 24 bit hai 11 bit da sacrificare che è una enormità (66 dB). Dopo possono essere i DAC o DSP che non lavorano con i numeri interi ma con i numeri in virgola mobile e qui si apre una prateria infinita. Il tuo Cambridge fa parte di questo gruppo. Dopo quello che tu senti è tutto molto personale. Puo essere che il Cambridge sia più corretto ma a te non piace come suona.

PS

Se vogliamo esser precisi neanche la soluzione con i numeri in virgola mobile è perfetta, perché, a differenza dei numeri interi dove la differenza tra due numeri è sempre la stessa, con la virgola mobile la differenza varia con la grandezza del numero. Ovvero con i valori molto piccoli o molto grandi la differenza tra due numeri è più grande che fra i numeri "medi". Però direi che qui non che spacchiamo il pelo in due ma in mille. :D
 
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