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Cosa ne pensate di aiutare di più il cinema Italiano?

Luka74 ha scritto:
Quindi la pubblicità aiuta si ma non è determinante nella scelta.

E il contrario?
Cioe' senza pubblicita', quante possibilita' ha un film di essere visto?

Cambiando discorso, trovo deprimente che il cinema italiano (che quando vuole sa essere grande) sia seguito + all'estero che in patria.
Vicino casa mia, propio al confine con la francia, in un paesino che non contera' + di 10000 anime si svolge da oltre 20 anni un importante festival del cinema italiano:
Festival del cinema italiano di villerupt . (scommetto che molti titoli neanche li conoscevate)

Per concludere mi amareggiano le parole di alex e stazzaletta.

Se i fondi vengono dirottati per evidenti fenomeni di corruzione, si deve combattere la corruzione e non tagliare i fondi. non a caso la corruzione dilaga presso le popolazioni lasciate in stato di ignoranza.

Ciao e scusate lo sfogo,
Stefano
 
Ultima modifica:
vernavideo ha scritto:


Per concludere mi amareggiano le parole di alex e stazzaletta.


ti amareggiano, ma sono la sacrosanta verità. ne ho i marroni pieni di rimpinguare l'assistenzialismo profuso a tutti i livelli.

sto generalizzando ed uscendo dallo specifico, però se hai possibilità e capacità trovi chi nel privato ti finanzia. non vedo perchè lo stato dovrebbe investire in progetti destinati a fallire prima che partano.
 
stazzatleta ha scritto:
sto generalizzando ed uscendo dallo specifico, però se hai possibilità e capacità trovi chi nel privato ti finanzia. non vedo perchè lo stato dovrebbe investire in progetti destinati a fallire prima che partano.
Perchè alcuni beni e servizi essenziali vanno ben gestiti a livello statale.
Il fallimento dello stato basato sul mercato è evidente anche al più ottuso capitalista (a parte il ns presidente del consiglio ed il suo amichetto americano).
La malversazione e la corruzione esistono sia se è lo stato che eroga sia se è il privato.
Il segreto non è privatizzare ma è controllare l'uso delle risorse.
invece di prendercela con le pagliuzze, guardiamo alle travi (vedi il ridicolo progetto del ponte sullo stretto, evidentemente non produttivo di reddito e falsamente finanziato dai privati...).
Un regista emergente (sia esso di teatro o di cinema) o un jazzista che si affaccia alla ribalta grazie a queste sovvenzioni può sbocciare.
La cultura è un bene collettivo, non lo si può delegare al finanziere d'assalto di turno....
 
stazzatleta ha scritto:
sto generalizzando ed uscendo dallo specifico, però se hai possibilità e capacità trovi chi nel privato ti finanzia. non vedo perchè lo stato dovrebbe investire in progetti destinati a fallire prima che partano.

La scala non potrebbe esistrere senza i fondi pubblici (cosi' come il teatro in genere)
Senza fondi pubblici trovamelo un privato che ci investa, e lo stesso vale per il cinema.

Il problema e' che la stragrande maggioranza degli organi statali e ' corrotta all'inverosimile e si investe in progetti dove e' piu' facile rubare. questo si' che mi scassa i marroni.

Ciao,
Stefano
 
maurocip ha scritto:

La cultura è un bene collettivo, non lo si può delegare al finanziere d'assalto di turno....

Anche xche', mi preme ribatterlo, e' propio nelle popolazioni meno 'colte' che + dilaga la corruzione.

ciao,
stefano
 
maurocip ha scritto:
Un regista emergente (sia esso di teatro o di cinema) o un jazzista che si affaccia alla ribalta grazie a queste sovvenzioni può sbocciare.

Ma parliamo di creare dei professionisti o dei mantenuti. ???
Se la musica non "tira" e il jazz ancora meno .... qui prodest ???
Alla cultura o al Jazzista ???

Non è mica obbligatorio vivere jazzando sovvenzionato dallo stato: si può sempre andare a zappare un poderetto e tenersi la musica come hobby.
O a lor signori fà troppo volgare ???
 
Peval ha scritto:
Ma parliamo di creare dei professionisti o dei mantenuti. ???
Se la musica non "tira" e il jazz ancora meno .... qui prodest ???
Alla cultura o al Jazzista ???

Non è mica obbligatorio vivere jazzando sovvenzionato dallo stato: si può sempre andare a zappare un poderetto e tenersi la musica come hobby.
O a lor signori fà troppo volgare ???

Il jazzista campa bene facendo il suo mestiere, poichè alla fine fa la vita che vuole fare, realizza i dischi che vengono comprati e fa i concerti in giro per il mondo a pagamento.
Perchè questo sia possibile è necessario che esistano i festival jazz (umbria jazz è uno di questi ed è universalmente riconosciuto).
Questo circuito virtuoso nasce è può fiorire solo grazie alla attenzione dello stato.
La recente creazione della casa del jazz a Roma da parte del comune, prendendo e ristrutturando una villa appartenuta ad un boss mafioso è un esempio.

Vuoi vivere ascoltando Britney Spears... accomodati.
Sono orgoglioso che in italia ci siano cose come l'accademia di S. Cecilia o i vari festival jazz estivi; sono orgoglioso del fatto che l'auditorium di Roma sia unico in europa.
Senza lo stato non esisterebbero queste cose e certi movimenti morirebbero prima di nascere.

Ma forse è troppo facile sparare a zero (d'altronde quello di Roma Ladrona è un cavallo di battaglia della Lega che ci governa), evidenziare i casi eclatanti di nepotismo e di malversazione.

Preferisco pensare che Fabrizio Bosso suoni una tromba piuttosto che maneggi una vanga.
Ma c'è chi vive felice con la suddetta B. Spears, la De Filippi e compagnia cantante.
 
maurocip ha scritto:
Il jazzista campa bene facendo il suo mestiere, poichè alla fine fa la vita che vuole fare, realizza i dischi che vengono comprati e fa i concerti in giro per il mondo a pagamento.

Quindi può "sbocciare" da solo, senza bisogno dei miei/nostri soldi: una bella notizia, soprattutto considerando che "fa la vita che vuole fare"; l'importante è che non la faccia sul mio groppone.
Se il signor Vattelapesca dovesse pretende di fare "la vita che vuol fare" a mie spese solo perchè "fà cultura" ..... a mio parere può iniziare ben altre culture (magari dei cachi).
Per il resto possiamo parlare mesi, forse anni: ciò che per tè è cultura per mè potrebbe essere cultura d'elite.
Perchè sovvenzionare il festival jazz e non la sagra della castagna che magari attira più gente .... o il museo della piadina che sicuramente è maggiormente legato alle mie tradizioni ???
 
Peval ha scritto:
Perchè sovvenzionare il festival jazz e non la sagra della castagna che magari attira più gente ....

Perche', non lo sapevi che anche quelle vengono sovvenzionate con soldi pubblici?:D
E non sai che vengono stanziati finaziamenti pubblici per promuovere prodotti dop come la tua piadina?

Certo, non tanti come quelli spesi per cinema, teatro e musica...per fortuna.

Ciao,
Stefano
 
forse si è arrivati ad un punto tale in cui è difficile discernere il pulito dal losco.

forse anche chi potrebbe essere meritevole di avvantaggiarsi di un contributo non l'ottiene perchè altri affondano i denti prima di lui

forse tutti avete ragione quando parlate di promozione a carico dello stato

sta di fatto che mi ruga particolarmente sapere che i soldi di tutti vengono mal utilizzati
 
certo che con un certo cinema italiano è difficile appassionarsi...

vedi le grandi produzioni, "a mandrakata 2", er monnezza 2" ora anche terruncielli della curva sud 2"...

veramente esempi da esportare fuori da ns. confini, e magari lasciarceli là....

cmq, come si vede dalle classifiche degli incassi, sono questi che attirano di più, vedi i soliti film di natale, serie infinita di vacanze in tutto il mondo, ecc.ecc. che si contendono sotto dicembre il titolo di film più visto assieme a produzioni estere da centinaia di milioni di dollari...boh..

la cosa più triste è che a Cinecittà le produzioni estere fanno i filmoni, noi ci giriamo il fischio col fiasco senza whiski...

:D
 
certo che con un certo cinema italiano è difficile appassionarsi... vedi le grandi produzioni, "a mandrakata 2", er monnezza 2" ora anche terruncielli della curva sud 2"... veramente esempi da esportare fuori da ns. confini, e magari lasciarceli là....

Possiamo discutere sulla qualità artistica di questi film, che concordo con te è molto bassa, ma ti assicuro che nel mio cinema sono stati campioni d'incasso.

E' vero che il pubblico va educato ma non ho potuto trattenermi dal provare un certo piacere quando, girando per le sale, sentivo la gente sganasciarsi dal ridere.
 
Ho letto con interesse tutto il 3d. Fermo restando l’unico punto sulla necessità del quale tutti concordano (l’onestà di chi elargisce o amministra sovvenzioni) per il resto ci si spacca come sempre tra due squadre: chi vede nella cultura, nel senso più ampio del termine, un valore di ritorno che giustifica i soldi che essa costa (la fascia di capitano mi sembra se la meriti Maurocip) e chi invece la ritiene un inutile onere per la società (e qui mi sembra che Peval sia in prima fila).
Per quanto mi riguarda, non ho dubbi, mi schiero nella prima squadra: ho un figlio di 5 anni ed inorridisco al pensiero di una società completamente “narcotizzata” con dosi massicce di Vanzina, Grandi Fratelli, Isole, telefonini ultimo grido, ecc. e che non sappia più cosa sia un concerto sinfonico o jazz, non frequenti mostre e musei, non conosca il piacere di iniziare a leggere un nuovo libro. E tutto ciò non vedo perché non possa coesistere con la sagra della piadina o della castagna!
Ad aggiungo anche, come ha già accennato qualcuno, che l’assenza di cultura rende una società molto più vulnerabile alle manipolazioni di chi è scaltro abbastanza da saperne approfittare.
Ciao, Marcello.
 
Toro Seduto ha scritto:
Ho letto con interesse tutto il 3d. Fermo restando l’unico punto sulla necessità del quale tutti concordano (l’onestà di chi elargisce o amministra sovvenzioni) per il resto ci si spacca come sempre tra due squadre: chi vede nella cultura, nel senso più ampio del termine, un valore di ritorno che giustifica i soldi che essa costa (la fascia di capitano mi sembra se la meriti Maurocip) e chi invece la ritiene un inutile onere per la società (e qui mi sembra che Peval sia in prima fila).
Per quanto mi riguarda, non ho dubbi, mi schiero nella prima squadra: ho un figlio di 5 anni ed inorridisco al pensiero di una società completamente “narcotizzata” con dosi massicce di Vanzina, Grandi Fratelli, Isole, telefonini ultimo grido, ecc. e che non sappia più cosa sia un concerto sinfonico o jazz, non frequenti mostre e musei, non conosca il piacere di iniziare a leggere un nuovo libro. E tutto ciò non vedo perché non possa coesistere con la sagra della piadina o della castagna!
Ad aggiungo anche, come ha già accennato qualcuno, che l’assenza di cultura rende una società molto più vulnerabile alle manipolazioni di chi è scaltro abbastanza da saperne approfittare.
Ciao, Marcello.

Sempre che la cultura non diventi uno strumento di manipolazione sociale e politica.

Ale
 
Toro Seduto ha scritto:
.... chi vede nella cultura, nel senso più ampio del termine, un valore di ritorno che giustifica i soldi che essa costa (la fascia di capitano mi sembra se la meriti Maurocip) e chi invece la ritiene un inutile onere per la società (e qui mi sembra che Peval sia in prima fila).

Solo per chiarire: non è che sia contro la cultura e gli oneri che questa comporta, solo che non vedo perchè privilegiare sempre certi ambiti e non altri.
E' logico che Maurocip tiri la carretta del "festival jazz": a lui piace, ma a mè che non me ne cala niente ???
Perchè allora non fare misure un attimino più "erga omnes" tipo abbassare l'IVA sugli strumenti musicali, abbassare i prezzi dei CD oppure delle entrate in sala ?????
La logica a mio parere dovrebbe essere: ti piace il Jazz ??? pagatelo, come io mi pago tutto il resto.

Perchè è sempre e solo cultura quando viene seguita da meno del 5% della popolazione ????
 
Peval ha scritto:
Solo per chiarire: non è che sia contro la cultura e gli oneri che questa comporta, solo che non vedo perchè privilegiare sempre certi ambiti e non altri.
E' logico che Maurocip tiri la carretta del "festival jazz": a lui piace, ma a mè che non me ne cala niente ???
Ma perchè tendi a ridurre tutte le cose in modo così semplicistico e riduttivo.
Ho parlato di jazz perchè è una cosa che conosco più da vicino.
Ma ho parlato del cinema (che è quello che ha fatto nascere il 3d) e, come ho detto, non amo il cinema italiano.
Ho parlato dell'accademia di S. Cecili (e non mi risulta sia jazz), ma potrei parlarti anche della pinacoteca di Terni (per rimanere bassi-bassi, parlare degli Uffizi è troppo facile ;) ) oppure di una semplice emeroteca, dove quando le cose sono organizzate per bene oltre al sole 24 ore degli ultimi 10 anni puoi trovare anche collezioni incredibili di fumetti...
La cultura non è solo quello che piace, ma va sempre tutelata anche per quello che non piace.
P.S. pure la fiera della lumaca organizzata dalla pro-loco ha la sua dignità e, specie in regioni con forti radici contadine, ha anche la funzione di tutelare e ricordare delle tradizioni da non perdere...
 
Peval ha scritto:
Perchè è sempre e solo cultura quando viene seguita da meno del 5% della popolazione ????
ho lasciato questa frase a parte, perchè a differenza di quello che è stato detto fino a qui, questa mi ha fatto venire i brividi.
E' una frase molto sinistra che mi evoca scenari alla Metropolis o alla fharenheit 451...
La maggioranza è uno dei cardini della democrazia, la massificazione è uno dei cancri dell'umanità ;)
 
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