moro ha scritto:
quello che voglio dire, è che la progressiva disaffezione che ho avuto per il mondo dei videgiochi è proprio cominciata con l'esplosione della Play 1, quando il mercato è semplicemente diventato un campo di battaglia per chi sfornava caratteristiche tecniche più avanzate, filmati in computer grafica più realistici, ma si è lasciato indietro il concetto che deve stare alla base della creazione di un videogioco ( ma diamine, ve lo ricordate che roba tiravano fuori i programmatori da un Commodore 64 con pochi Kappa disponibili? )...
Tutto vero quello che dici, però è anche vero che non bisogna imho esagerare... dall'altra parte. Ben vengano le migliorie tecniche (del resto, Nintendo 64 è proprio grazie a queste che ci ha regalato perle del calibro di Ocarina e SM64, che hanno insegnato a tutti gli altri cosa si poteva fare con un mondo in 3D e un controller analogico...) basta che vengano messe al servizio della giocabilità e non viceversa. E di giochi così, nel marasma odierno, ce ne sono ancora, basta scegliere con attenzione e scartare le cose più banali.
Io vedo di buon occhio ogni salto tecnologico perché secondo me ci permetterà di raggiungere una maturità su cui il mondo dei videogiochi ancora non può contare. L'esempio che faccio sempre in questo senso è Silent Hill 2: uscito per "scelta fotografica" con un rumore video molto marcato a "sporcare" l'immagine, è stato criticato da tantissimi giocatori proprio per questo, al punto che la versione successiva per Xbox permetteva di disabilitarlo fin dall'inizio (e non come bonus finale come nella versione PS2).
Una volta che le console saranno abbastanza potenti da gestire virtualmente qualsiasi cosa a livello poligonale, di texture, di illuminazione, di fisica e via dicendo, forse - e dico forse - uno sviluppatore potrà decidere, che ne so, di fare un gioco stilizzato e in bianco e nero senza essere tacciato di incompetenza tecnica dai tanti segaioli (e mi ci metto in mezzo, sia chiaro) che cercano il pelo nel singolo poligono.
Il cinema ha tanto da insegnare al mondo dei videogiochi da questo punto di vista: la fotografia, il "gusto", certi tipi di impostazioni anche ardite possono avere un senso se messe al servizio della narrazione. Il videogioco (media peraltro ancora giovanissimo rispetto al cinema, ovviamente) queste cose ora non se le può permettere, se non per produzioni "curiose" come Vib Ribbon o simili. L'unica sperimentazione visiva eclatante che abbiamo visto negli ultimi anni è stata il Cel Shading di Jet Set Radio (ancora Dreamcast...).