Il problema di base (secondo me), e' che si mescolano aspetti scientifici, con aspetti psicologici e di marketing. Si mescola il tutto e si tirano le conclusioni.
Io da giovane mi sono laureato in ingegneria elettronica (indirizzo strumentazione elettronica), poi per mille motivi mi sono occupato professionalmente di informatica (architetture informatiche infrastrutturali).
Questo per dire che, anche se ora faccio altro, un minimo di basi ai tempi le ho avute, ed ora, anche se sono ahime' ormai rincoglionito (58 anni compiuti), qualche cosa mi e' rimasta.
Sono appassionato di musica e di hifi dall'eta' di 15 anni, quindi ora che ne ho 58, sono passati ormai ben 43 anni dai tempi del mio primo impianto hifi (modulo 20 akai). Il discorso dei cavi e' un discorso storico.
Detto questo, penso che differenze tra i cavi ci siano.
Non e' corretto un approccio che nega per principio qualsiasi effetto sui cavi. Tra il cavo mezzo arrugginito, ultra economico ed un cavo costoso c'e' sicuramente differenza.
L'induttanza, la capacità e l'impedenza dei vari cavi e' un dato misurabile e caratterizza in ogni caso qualsiasi cavo.
Piaccia o non piaccia e' cosi'.
Tuttavia, per quel poco che mi ricordo, le frequenze basse (cioe' quelle in campo audio, dai 20 ai 20000 Hz) non risentono in modo significativo delle variazioni infinitesime di capacità, induttanza o resistenza del cavo.
Essendo cosi' bassi i valori degli effetti parassiti sono trascurabili (considerando i pochi metri di cavo utilizzati per connettere l'amplificatore alle casse) ed essendo elevate le correnti in gioco (considerando un'impedenza ideale di 8 ohm dei diffusori, in prima approssimazione, trascurando volutamente per semplificare gli effetti induttivi e capacitivi), considerando una tensione in uscita di un amplificatore domestico di qualche decina di Volt, le correnti in gioco sui picchi di segnale sono dell'ordine di diversi Ampères per generare un centinaio di Watt.
Con correnti cosi' elevate, l'effetto indotto dagli effetti parassiti, sono tendenti a zero.
Ci sono tuttavia amplificatori che lavorano male se il carico e' troppo capacitivo, quindi sono suggeriti dei cavi con minor capacità.
Corretto, tuttavia la capacità vista dai morsetti dell'amplificatore non e' solo quella del cavo, ma quella del cavo piu' i diffusori collegati (che e' molto maggiore di quella del cavo), quindi sarebbe piu' corretto considerare il totale, non solo la capacità del cavo. (Una considerazione corretta, viene applicata in modo improprio perche' si trascura la capacita' totale includendo anche il diffusore).
La differenza la puo' fare semmai al limite la dimensione del cavo. Qualcuno fara' osservare che anche con un cavo da 2 centimetri di diametro non tutto il diametro del cavo verrà utilizzato a causa dell'effetto pelle.
Ora e' anche vero che c'e' l'effetto pelle, per cui aumentando la frequenza del segnale, la corrente modulata ad alta frequenza tende a non utilizzare tutto il conduttore, ma a distribuirsi all'esterno del cavo. Anche questo e' un fenomeno fisico, reale, misurabile, studiabile, ma significativo a frequenze maggiori di 20Khz. Stiamo invece parlando di frequenze tra i 20-20000 Hz non di Ghz. L'effetto pelle c'e', e' reale, ma non cosi' importante.
Non stiamo parlando di frequenze radio o di microonde per le quali l'effetto in gioco e' significativo ma di segnale in banda audio.
Detto cio'. Non e' che tutti i cavi suonano allo stesso modo.
Semplicemente bisogna contestualizzare. Un cavo sottile, costruito alla cavolo "suonerà" peggio di un cavo di buon livello costruito bene. Tener conto dell'effetto pelle, e' importante, ma estremizzare l'effetto non e' corretto. (viste le frequenze in gioco).
Poi tra il buon cavo 'onesto', venduto al prezzo corretto, ed il cavo esoterico, venduto a cifre da furto, onestamente, non saprei in modo scientifico defnire i vantaggi del cavo esoterico.
Qui passiamo non piu' nel campo scientifico, ma nel campo della psicoacustica, nel campo del condizionamento da marketing, nel campo di essere piu' contenti e gratificati perche' si sono spesi piu' soldi.
Quindi, concludendo, va speso il giusto, in funzione dell'impianto, risparmiare con cavi ultraeconomici non ha senso, spendere cifre assurde non e' giustificato da considerazioni tecniche e scientifiche.
Bisogna sempre contestualizzare, investire il giusto, ed evitare proclami assolutistici.
Se poi qualcuno e' disposto ad investire migliaia di euro per un cavo, a me sembra veramente assurdo.
Se uno puo' farlo ed e' contento, buon per lui.
Onestamente mi sfugge la necessità.