Qualche precisazione e puntino sugli “ i “ visto gli equivoci generatesi.
-Conduttore: per le applicazioni audio il rame ha tutte le caratteristiche necessarie. Ha il difetto di ossidarsi, anche all’interno delle guaine isolanti o anche nelle zone di contatto qualora non si tratti di contatti ad altissima pressione (crimpature, in cui avviene una specie di estrusione del metallo) oppure saldati.
E’ quindi molto opportuno che si tratti di conduttore in rame stagnato o argentato. Anche questi due metalli sono soggetti ad un fenomeno di ossidazione superficiale (l’argento annerisce, ma l’ossidazione è molto superficiale ed in genere non è dannosa. Personalmente considero la stagnatura migliore dell’argentatura qualora non si tratti di radiofrequenza.
Zona di contatto: ho parlato di doratura, termine che si usa in senso generale, anche se il cavetto citato per esempio al link è proprio descritto con connettori dorati. La tecnica utilizza metalli diversi a seconda bel tipo di connessione e del numero di manovre di connessione – disconnessione previste nella vita del connettore. Chiaramente si devono utilizzare metalli dal seminobile (nichel o simili) al nobile (oro – rodio palladio e varie leghe, comunque metalli con notevole resistenza all’attacco acido).
La doratura superficiale è comunque impiegata il tutti i connettori professionali e militari: ad esempio vedasi la descrizione di un contatto a pinzare AMP Italia (il famoso “AmpModu” da me ampiamento usato nei miei progetti nel campo servo industriale) di cui al link:
https://www.digikey.it/product-deta...mp-connectors/1-104480-2/A100409CT-ND/2233204
Sono comunque d’accordo con Nordata che il settore HI-Fi è un pascolo troppo ricco e frequentato da furbesche iniziative commerciali.
Autocostruzione: pur avendo una formazione tecnica teorica e partica pluridecennale (sono senior), i miei precedenti nella realizzazione di cavetti stereo non hanno portato risultati eccezionali: li ho buttati tutti. Sconsiglio vivamente la realizzazione in proprio dei cavetti audio da parte di chi non è in familiarità con l’autocostruzione ad un discreto livello: spelature, pinzature, saldature estrazione dello schermo se non perfette ed eseguite con attrezzatura professionale portano a risultati modesti. Meglio un cavetto di Amazon o del sito che ho lincato.
Meno impegnativa la realizzazione della connessione dei diffusori, che comunque richiede una certa praticità e competenza.
Premesso che un appassionato è libero di spendere anche migliaia di euri in un cavetto, specialmente se ha già speso 50.000 € in un amplificatore, mi sia consentita una nota su come proporzionare le spese:
Fatta 100 la spesa globale prevista ritengo ragionevole:
60 in diffusori
35 in elettronica di cui 20 in ampli e 18 in lettura
5 in accessori (cavi)
Questo qualora non siano previsti interventi di trattamento ambientale.
Naturalmente questa partizione può essere leggermente variata a seconda dei gusti.
Con questo penso che Stefano possa decidere a ragion veduta per i sui cavetti.
