angelo ha detto:
Caro Stefano, come vorrei che bastasse cambiare maggioranza per far voltare il vento e trovare giustizia.
destra,sinistra,centro,giù,alto,basso..........................
tutti ad accapigliarsi sulla stampa ed in pubblico, poi a fare pace sul green o al Quisisana.
Fidati....................oggi chi fa propria una battaglia di credo politico può solo portarla avanti autonomamente, nel cuore e nel modo di essere e di relazionarsi.
Invocare un mortadella per sostituire un prosciutto, una lonza o una braciola significa solo cambiare parti dello stesso animale.
Angelo, sono assolutamente daccordo: la corruzione
non e' una questione di colore politico.
E' anche vero che se tra poco dovremmo scegliere tra berlusconi e prodi, di nuovo (!!!), la colpa non e' ne di berlusconi ne di prodi, ma degli italiani che hanno permesso che questo accadesse.
Esiste solo un modo per liberarsi dalla corruzione: ribellarsi a questo stato di cose.
Nessuno governo o organo istituzionale di uno stato democratico (e l'italia e' ancora tra questi) puo' permettersi di agire contro la volonta' popolare. come dice giustamente beppe grillo, non dimentichiamoci che sono i nostri dipendenti: se rubano noi dobbiamo protestare e loro se ne devono andare.
Invece, in italia ormai non ci si fa' neanche piu caso. Per farti un piccolo esempio, il corriere della sera del 2 dicembre, ha pubblicato il testo di una intercettazione telefonica della gdF che coinvolge pesantemente marcello pera (il presidente del senato!), in un’oscura faccenda di sottogoverno: una conversazione dell’8 giugno 2004 nel corso della quale lunardi (ministro delle Infrastrutture!) avanza all’imprenditore gavio precise richieste sulla persona da nominare alla presidenza della SALT, l’autostrada ligure-toscana. Il tono delle confidenze è concitato poiché, si apprende, la seconda carica dello stato non vuole sentire ragioni e pretende che su quella poltrona vada il suo raccomandato, costi quel che costi. Un certo giorno il povero (si fa per dire) Gavio se ne esce con una sorta di pietoso lamento: «Sono andato da Pera e mi sono sentito una girata da fuori di matto perché non facciamo il presidente... Adesso vediamo cosa possiamo fare per aiutarlo a far ‘ste trade...». Pera viene accontentato ma nasce un nuovo problema perché, sostiene gavio, il nuovo presidente, imposto a furia di urlacci «è un medico che non sa nulla di autostrade e dovrebbe accontentarsi di prendere i soldi e non intralciare il loro lavoro». Poi, è sempre Gavio a riferire che secondo Pera Berlusconi era d’accordo, ma secondo Gavio, Berlusconi non sa nulla.
Ne esce fuori un bel quadretto di impicci all’italiana. Uomini di indiscusso potere, impegnati in trame e maneggi sicuri della loro impunità.
Ora, in un paese normale, che non è l’Italia, il così poco commendevole comportamento di un personaggio al vertice delle istituzioni avrebbe certamente suscitato reazioni sconcertate e pressanti richieste di chiarimento. Inutile dire che se questi chiarimenti non fossero stati solleciti ed esaurienti, a Parigi, Berlino, Madrid e in ogni altra capitale che si rispetti le richieste di dimissioni per un personaggio che mostra così scarsa considerazione per il suo ruolo, sarebbero fioccate copiose. Qui da noi, naturalmente, nulla del genere è successo. Nessuno si è scandalizzato del fatto che un medico «che nulla sa di autostrade» sia stato piazzato dall’illuminato (dall’Enel) discepolo di Popper a intascare pingui emolumenti e a non rompere le scatole.
E sicuramente le cose non migliorerebbero con l'attuale sinistra al governo, visto che si stanno litigando de michelis(!)
E ovvio che in una situazione cosi' drammatica, la fiducia dei consumatori sia in italia cosi' bassa.
Come fare per risolvere questa situazione?
Anziche' scandalizzarci per i girotondini (che ricordo, erano e sono molto critici anche verso la sinistra italiana), uniamoci a loro e mandiamo a casa questi farabutti!
Ti ricordo poi che in rete troverai milioni di iniziative civile apartitiche (ma bollate dall' attuale governo come estremiste). facciamo sentire la nostra voce!
ciao,
stefano