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Confindustria: pirateria limita crescita e innovazione

Redazione

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Link alla notizia: http://www.avmagazine.it/news/6614.html

Confindustira Cultura Italia ha fatto il punto sulla situazione della pirateria in Italia e chiede un confronto con il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan per mettere la tutela delle proprietà intellettuali al centro dell'agenda politica del Governo

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Avessi lavorato in UNA azienda che non mi ha chiesto di usare sw copiato. Chiaramente da me scaricato, procurato e distribuito agli altri colleghi!
Passi per l'aziendina da 3-5 dipendenti in affanno visto il periodo, ma davvero impossibile per quella grande (>500 dipendenti) che non vuole spendere per il compilatore da 1.100 + iva
Poi corre a comprare l'IPhon al commerciale sulla Mercedes da lui scelta, con monitor da ultimo grido mentre a me che sviluppo basta un vecchio portatile di 5 anni e schermo risibile. Ma questa è un'altra storia ...
 
la maggior parte degli enti pubblici invece di usare freeware usa software pirata. mi ricordo una volta di un manifesto elettorale realizzato con software pirata
 
Fino a qualche tempo fa avrei detto che la colpa è stata di una politica commerciale troppo avida : prezzi alti,protezioni antipirateria che di fatto creano più problemi a chi acquista i prodotti originali(con annessi filmati o scritte intimidatorie ....).
Ora però le cose sono peggiorate,la pirateria è sistematica,vedo gente con alti livelli di vita ,che si potrebbe permettere una collezione di migliaia di contenuti originali,scaricare a più non posso.Anche se un cd audio o un dvd o un Bd costassero € 2,00 scaricherebbero comunque.....
Diciamo che le industrie dei contenuti con la loro "ingordigia" hanno affossato il mercato ,portando a seguire strade sbagliate i potenziali clienti .Mentre gli addetti "ai lavori" navigano in cattive acque,(la manovalanza del settore) gli attori, registi ,autori e cantanti famosi vivono sommersi nell'oro e francamente l'idea che se non ci fosse la pirateria sarebbero ancora più ricchi non aiuta la causa.....:rolleyes:
 
Pistoccu ha detto:
la maggior parte degli enti pubblici invece di usare freeware usa software pirata.

Se usassero software freeware il risultato finale sarebbe ugualmente un mancato introito per chi realizza quello a pagamento. Ergo, il problema resterebbe tale e quale - al massimo l'industria morirebbe in un modo eticamente sano, ammesso che la cosa possa importarle.
 
Tutto tempo sprecato... il problema è culturale...della gente...
Questi rincorrono da decenni i sistemi anti-pirateria e da decenni questi sistemi non fanno che creare problemi a chi acquista legalmente (vedi hdcp che era crackato il giorno prima che uscisse, ma che crea un sacco di problemi di sync e tempi di aggancio segnale).

Ma ve lo vedere il ragazzino che si riempie di harddisk in casa per copiarsi i bluray 1:1 e poi vederseli sull'lcd 24"? :D
La "gente" si vede il divx ripreso al cinema...magari solo per il gusto di vedere il film "prima"..e potersene vantare.
Non ci si fa nulla...dovrebbe cambiare la gente..e la gente non la si cambia con le leggi o le multe.
La pirateria del formato originale è una cosa molto marginale.
A me è capitato in passato di scaricare qualche film..vederlo e molti me li sono comprati in dvd perché ne valeva la pena.
E mi hanno dato tutti del pazzo :D

Il materiale commerciale, almeno in italia, è destino che venga piratato...il problema è culturale, non di protezione o meno.
Poi scusate....vogliamo poi parlare di "cultura" riferendoci alla musica pop che gira al giorno d'oggi ed i film tipo "i fantastici quattro"? :rolleyes:
Ma andiamo a vedere quanto incassano i film di merda al botteghino? Io non penso ci sia chissà quale perdita sulla roba commerciale...dovrebbero smettere di farne..invece è sempre peggio.

Sui software...
A scuola insegnano windows, word, excel & co.. ed il ragazzo lo cracka perchè non ha soldi (o non vuole spendere soldi se li ha) per comprarsi tutto l'ambaradan. Hanno dovuto mettere le licenze OBBLIGATORIE quando compri un pc nuovo.. e se non vuoi windows devi diventare cretino per farti ridare i soldi del software.

Dovrebbero insegnare su software open source...almeno a scuola! E magari insegnare pure a migliorarlo e partecipare al progetto stesso del software.

Il software a pagamento dovrebbe essere destinato a chi ne fa uso per lavoro o per uso intensivo ed ha bisogno di supporto e roba molto stabile...ed è disposto a pagare per questo.
Possiamo pure portare degli esempi in vari campi.

La mia opinione, ovviamente. ;)

Ciao,
Edo
 
Abbassassero l'IVA al 4% come per i libri invece di aumentarla. Per chi compra, non certo per chi scarica e che continuerà a scaricare, sarebbe già un primo passo.
 
Io ho un negozio dove "tutti" gli articoli hanno l'iva al 21% e non sono certo da considerare generi di lusso,tuttavia troverei alquanto discutibile favorire un settore che comunque neppure lui è indispensabile.
Altri esempi : perchè devo pagare il gas da riscaldamento al 21 %(quello da cucina è al 10%) invece un BD l'iva al 4% ,è più necessario "riscaldarsi" che acquistare un Bd non vi pare?E comunque un ribasso del 16% non farebbe crollare i prezzi di questi generi di contenuti con conseguente aumento di vendite....:rolleyes:
 
Questo perché il problema è ben più ampio e generale della semplice "pirateria", ma immagino che gridare al pirata e chiedere sanzioni punitive esemplari sia molto più semplice che guardare alla radice del problema...
 
Per la crescita e l’innovazione ci vuole ben altro, in Italia ci siamo ormai bevuti il cervello, ma che la facciano finita di SCARICARE le proprie responsabilità ai soliti noti. BUFFONI! :mad:
 
Io credo che il problema abbia diverse sfaccettature.
Da una parte abbiamo un sistema di regole che si adegua in modo lento ai bisogni. Succede per molte cose e in un certo senso è fatto così perché di solito i cambiamenti all'interno della società non sono veloci. Il problema è la rapidità di diffusione permessa dai mezzi tecnologici odierni. Il Diritto in pratica non è fatto per reagire rapidamente, e in questo contesto la pirateria ci sta' sguazzando.
Poi c'è il modo scelto per affrontare questi problemi, che è indice di scarsa conoscenza delle dinamiche di diffusione e di fruizione del materiale.
E infine c'è il problema che nessuno vuole rinunciare alla sua fetta di guadagno in tutta questa storia.

In realtà la struttura stessa dei diritti d'autore è ormai inadatta all'epoca in cui ci troviamo. Se io acquisto del materiale, ci dovrebbe guadagnare l'artista, la casa discografica e lo Stato (con l'IVA). In più ci sta' il costo di produzione dei supporti (che diventa costo di gestione dei server e della vendita/distribuzione online). La SIAE io non ce la vedo più, a gestire l'ingestibile.
 
ev666il ha detto:
Se usassero software freeware il risultato finale sarebbe ugualmente un mancato introito per chi realizza quello a pagamento. Ergo, il problema resterebbe tale e quale - al massimo l'industria morirebbe in un modo eticamente sano, ammesso che la cosa possa importarle.

Si ma si tratta di rimanere nel mercato, se sei fuori per colpa della pirateria è un conto, se sei fuori a causa della concorrenza leale il problema risiede nel tuo modo di agire nei confronti del mercato.
Secondo me si nascondono dietro la pirateria quando ultimamento è il prodotto (spesso) ad essere di bassa qualità.
 
ma questi hanno proprio la faccia tosta..intanto la siae vuol fare pagare i siti che trasmettono trailer.....chi sarebbe il ladro?
 
"Solo in Italia i danni sono stimati in 1,4 miliardi di euro, con 22.400 posti di lavoro perduti."
E sarebbe colpa della pirateria? Qualcuno può spiegare a questi pagliacci che siamo in piena crisi? c'è gente che non arriva a fine mese a cui non frega una cippa dei loro bd a 30 euro!!
 
Ultima modifica:
Eppure secondo me tutto sommato i BD si salvano. I CD musicali invece sono destinati a soccombere. I posti di lavoro in questo settore sono molto più a rischio. Dovrebbero aggiornarsi e puntare sulla qualità, anche nel digitale. Invece l'offerta da questo punto di vista non è all'altezza. I grandi negozi online, quelli più conosciuti e di facile accesso, offrono gran parte delle canzoni a 256kb. Non che sia pessima, come qualità. Solo che su canali pirata lo stesso brano si trova FLAC (e alla fine pure gratis). Se ad esempio Amazon o IBS o Feltrinelli fossero più aggressivi con i prezzi e proponessero un ampio catalogo di musica di qualità il discorso sarebbe diverso. Solo che questo non salverebbe i posti di lavoro.

Alla fine secondo me questa cosa andrebbe legata con l'abbonamento ADSL. Se uno vuole, si fa' un'apposita opzione con una decina di euro al mese, e si ha a disposizione un catalogo di qualità, senza DRM e senza esclusive.
Ovviamente per farlo la linea ADSL dovrebbe avere costi in linea con l'Europa e le case produttrici dovrebbero essere meno avide. Senza contare che la SIAE non rinuncerà mai alla sua fetta. Per cui questa è tutta aria fritta.
 
Questo è un problema che può essere analizzato da moltissimi punti di vista.
In ogni caso se vogliono migliorare le vendite devono ripensare completamente i servizi e il concetto di diritto d'autore vecchio di un secolo, adeguare un mercato all'era digitale.
Questi vogliono continuare a navigare nell'oro indipendentemente dalle condizioni economiche mondiali, proteggendosi dietro a paroloni come "arte" e "cultura", di cui guardando le produzioni recenti in ogni ambito (sia musicale, che cinematografico e letterario) non conoscono nemmeno le basi.
Sono solo mediocri mestieranti mossi dal profitto, quei pochi che si salvano grazie a talento e qualità "stranamente" sono coloro che non si lamentano degli aspetti monetari :)
 
@nenny1978: tu hai mai visto il casino di carte che deve compilare un dj o uno qualsiasi che suona dal vivo in pubblico? Ti passa la voglia di fare sti lavori.. La siae è il primo organismo da togliere dai piedi. E' una "istigazione" alla pirateria... Leggevo tempo fa, all'epoca dell'arrivo dei film su iTunes Store, quanti ostacoli hanno trovato davanti per aprire quel servizio. Occorre un rinnovamento, questo è certo.
 
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