pyoung ha detto:
Non capisco proprio che disco abbia guardato il recensore che ha scritto questo articolo....
La recensione di Cineman è stata realizzata attraverso un check BD fornito da Fox HE, stampato da Sony DADC Austria, il disco (con codice 464563/464564) riporta la data del 26 giugno di quest'anno.
Non è da escludersi possa trattarsi di progetto non definitivo, rilasciato alla stampa troppo presto, ma credo che questa volta sia improbabile. Comunque a volte succede, come per "La sottile linea rossa", dove nel check BD ricevuto a un certo punto la traccia italiana cambiava lingua.
pyoung ha detto:
Il Technicolor a 50 Asa è la ragione sia dell'assenza della grana, sia della "pasta" del colore, sia della ridotta profondità di campo eppure tutti 3 questi fattori sono presi come scarsità dell'edizione e ragione di critica per il video. ...
vincent89 ha detto:
... La vedo dura confodere il Technicolor con il DNR. Il Technicolor non pialla i dettagli o ceronizza i volti. Casomai riduce la grana, ma CONSERVA il dettaglio...
Lungi da me spiegare in un post cos'è la pellicola Technicolor, cos'è la grana e cos'è la profondità di campo. Mi limito soltanto a sottolineare che
Breakfast at Tiffany's è stato girato con molta probabilità con un negativo
Kodak e non con un negativo Technicolor. Controllate voi stessi nei titoli di coda. Non ho con me il Blu-ray purtroppo.
Aggiungo - ma queste sono solo speculazioni - che con altrettanta probabilità è stato utilizzato il negativo
Eastman Color Negative 5250 50T che, tra il 1959 e il 1962 è stato molto utilizzato ad hollywood, quindi anche per il film di Blake Edwards.
Immagino anche che siano stati usati negativi dell'epoca, con sensibilità differenti a seconda della scena e delle condizioni di illuminazione. Quindi con grana proporzionale alla sensibilità della pellicola... Il negativo è stato quindi processato in modalità Technicolor per le fasi successive...
Non ho informazioni su cosa sia stato utilizzato per il restauro. Ovvero se abbiano scansionato il negativo originale (il master in 4K annunciato da Nexo anche per l'Italia sembrerebbe confermare questa prima ipotesi), oppure se abbiamo preso un Technicolor.
pyoung ha detto:
.. La critica poi sulla profondità di campo poi non la comprendo per niente, anche se il disco fosse veramente rovinato dai filtri rimane il fatto che la profondità di campo dipende dalla sensibilità della pellicola, non certo dall'intervento umano che filtra e rovina un film...
Infine, concludo che la profondità di campo è in relazione con il diaframma dell'obiettivo, la lunghezza focale e in parte anche con le dimensioni del fotogramma della pellicola, non è esatto dire che il "Technicolor" sia responsabile della profondità di campo o che sia "il negativo". La profondità di campo fa parte della ripresa ed è impressa così com'è sul negativo.
D'altra parte, quando per la ripresa è stata scelta una profondità di campo appena superiore alla media, un eccesso di DNR potrebbe finire per ammorbidire i particolari più deboli, ovvero quelli in secondo piano, con immaginabili effetti sulla percezione della profondità di campo da parte dello spettatore.
Concludo (stavolta concludo per davvero) rallegrandomi per il vivace confronto. Non abbiate paura a criticare le recensioni. Ma non fate come qualcuno... che sto per sospendere in maniera esemplare
Emidio Frattaroli
www.avmagazine.it