CD VS VINILE

Se un vinile ha una dinamica superiore al cd, come è possibile che una registrazione del vinile su cd non perda dinamica?

Un vinile non ha la dinamica del cd, anche se ai fini pratici la dinamica del vinile è più che sufficiente.

Io farei salti di gioia se le case discografiche facessero uscire cd con la "poca" dinamica del vinile.

Ciao.
 
sono daccordo,pero' se registrando il vinile in digitale come ho fatto io avendo risultati superiori al CD originale vuol dire che non hanno avuto cura della registrazione.
Non credo che il MINIDISC sia una tecnologia superiore a quelle usate dalle case discografiche che tra ll'altro dovrebbero avere il master originale​
 
Il problema è la "loudness war" di cui ho letto qualche tempo fa, mi pare ci sia una voce su Wikipedia.

I CD sono immessi sul grande mercato, e c'è sia una "lotta" tra le diverse case discografiche per produrre i CD che (per il grosso pubblico) "suonano meglio", sia una voglia da parte degli studi di registrazione di "mettersi in mostra" fornendo alle case stesse i CD (sempre per il pubblico ignorante) "meglio suonanti".

Per il grosso pubblico il CD suona meglio sia quando su impianti di scarsa qualità si sentono bene gli alti e gli acuti, sia quando il CD "suona forte" ai bassi volumi gestibili dall'impianto di scarsa qualità.

Come ottenere ciò ?

Alzando il livello di registrazione del CD il più possibile.

Se la registrazione aveva una escursione dinamica di (ipotesi a caso) 50 dB (cioè c'è una escursione di 50dB tra il suono meno intenso e quello più intenso) , la si comprime a circa la metà (quindi suona "più piatto"), e si fa in modo che il CD "parta" da 70 dB come livello minimo (anzichè 20-30) per arrivare praticamente a sforare con i picchi, cosa che succede in tantissiem registrazioni, vedi ad esempio (le ho tutte e due) Californication dei RHCP o Death Magnetic dei Metallica, dove si avverte il cosiddetto "clipping digitale": in pratica quando ci sono picchi di intensità della registrazione, alcuni suoni "vanno oltre" il tetto dei (ripeto, se non ricordo male) 92 dB e si trasformano in delel specie di scossette elettriche.

In poche parole : nelel registrazioni "commerciali" su CD si appiattiscono le differenze tra un suono intenso ed uno lieve, si tente a spingere allo stesso livello delle medie le alte e basse frequenze (andando ad alterare il suono degli strumenti, per esempio secondo me questo è un motivo per cui nelle registrazioni moderne spesso non si sente il basso, ma solo la cassa della batterìa, che viene pompata e lo copre) e si spinge tutto verso l'alto, per accomodare l'orecchio del pubblico ignorante e perchè il CD suoni meglio sui "bimbi".

Se invece si prende una sorgente analogica e la si copia in digitale, l'escursione dinamica dovrebbe restare la stessa della sorgente analogica e saremo noi a fare attenzione a dove stanno i picchi e che non sforino.

Questo è quello che mi pare di aver capito.
 
Con piccole imprecisioni ma il succo è giusto.

Avete fatto caso a cosa succede in questi cd impercompressi quando da molti strumenti si ritrova a suonare uno solo? Con la compressione che riduce il suo intervento sembra che il suono ricomici a respirare!
Come cavolo si può fare a meno di questa bellezza?

Per fortuna con la classica ed il jazz le cose vanno molto meglio.

Resta il fatto che il cd suona meglio del vinile, dinamica inclusa.

Ciao.
 
Sono d' accordo con chiaro_scuro :D

Un CD perfettamente registrato, con la tecnologia attuale suona meglio di un LP.
Il problema risiede nel fatto che allo stato attuale la loudness war è imperante e le implicazioni portano al fatto che la dinamica dei CD è stracompressa.
Questo pe ri dispositivi portatili può essere un vantaggio ma con un impianto Hi Fi anche solo di valore medio è una pesante penalizzazione.
La macrodinamica di un CD è nettamente superiore a quella di un LP ma... se il primo è dinamicamente compresso secondo le dispense della loudness war vanifica del tutto il suo vantaggio (che comunque è utile solo in certe condizioni) questo spiega il perché buona parte delle registrazioni vecchie rimasterizzate su CD suonino peggio delle originali su disco nero.
Per quello che mi riguarda posso solo dire che avendo provato vinili del 1960 dopo adeguata pulizia mi sono risultati sorprendentemente piacevoli da ascoltare.
Questo più per la cura con cui un tempo venivano realizzati in fase di registrazione e di trasferimento... rispetto a quanto si fa oggi, indipendentemente dal media utilizzato.
Per qunato riguarda il discorso della realizzazione dei vinili, a prescindere dal mio personale affetto per questa forma di ascolto, ricordo che alcune registrazioni audiofile della Denon negli anni '70... venivano registrate in PCM a 14 bit e suonano benissimo su disco nero.

Ora vedete qui e inorridite (loudness war).
http://www.youtube.com/watch?v=3Gmex_4hreQ
 
Ultima modifica:
Piacevolezza di ascolto e alta fedeltà sono cose differenti.
Un solo capriccio di Paganini può risultare più piacevole e riposante su LP... ma se lo senti dal vivo è spesso molto più "cattivo" aspro e con l' estremo alto tagliente e trapanante come una lama di ghiaccio :D (perdonami la terminologia eretica).
Un ascolto tutto meno che "rilassante" e molto più simile a quanto ho avuto occasione di ascoltare su CD.
Al proposito penso che oramai il red book sia morto (a livello tecnico), entro breve l' audiofilo ne supererà lo shock per la dipartita cominciando a servirsi di formati liquidi.
Il che non vuole dire assolutamente mp3 & affini... potrebbe benissimo trattarsi del formato FLAC a 24 bit 96Khz da riversare sul media che preferiamo... (si potrebbe persino provare a riesumare il DVD Audio a livello di semplice contenitore.

Il tutto sarà difficile da accettare ... ma fa tenerezza pensare che cotanta pregevole quantità di bit passa allegramente indenne attraverso un volgare doppino telefonico :D.

Ciao
 
@revenge72
Quanto affermi non corrisponde alla mia esperienza. Francamente, nel mio impianto il vinile quando serve è in grado di suonare "assai cattivo", a livello di CD. Mi chiedo se hai mai ascoltato una buona MC su un buon gira, magari DD. Peraltro nella mia esperienza di frequentatore di sale da concerto non ho mai ascoltato un suono "aspro" creato da strumenti non amplificati. Mah... Ognuno ha le sue esperienze, aggiungo la mia non per negare la tua, ma giusto per una questione "statistica".
Ciao,
SC
 
sc_ita ha detto:
Quanto affermi non corrisponde alla mia esperienza. Francamente, nel mio impianto il vinile quando serve è in grado di suonare "assai cattivo", a livello di CD. Mi chiedo se hai mai ascoltato una buona MC su un buon gira, magari DD.

Confermo. Avendo pure io una MC, il suono che esce fuori è tutto meno che il classico suono che l'immaginario collettivo associa al vinile, cioè chiuso sulle alte frequenze e *solo* per questo, automaticamente "caldo".

Avendo fatto infinite volte prove a confronto tra CD e Vinile in commutazione diretta, non posso far altro che confermare che la spiegazione che il CD suona peggio SOLO per colpa della deleteria "loudness war", è quantomeno semplicistica...

Prima di tutto, anche il vinile va compresso, e non a seconda dei gusti del tecnico del suono, ma SEMPRE, in quanto il supporto di base non ha la possibilità di gestire la dinamica del digitale e quindi, se ci possono essere anche CD poco compressi, e ce ne sono tanti (tutti quelli usciti negli anni '80 e tutte le etichette audiofile tipo Telark, Chesky, etc. ), i vinili sono TUTTI compressi, per forza di cose.

Quindi, è chiaro che non è SOLO la compressione il problema del CD, visto che anche i vinili sono costretti ad usarla.

La differenza tra CD e Vinile, per quello che è la mia esperienza, con i miei dischi e con il mio impianto, non è la compressione (il suono compresso lo conosco molto bene, e quando cerco un confronto con il vinile, non prendo certo un CD affetto da "loudness war"), e neanche la supposta maggiore estensione in frequenza del CD, che non è neanche vera, tra l'altro, visto che ci sono testine che superano tranquillamente i 22 khz di risposta (alcune arrivano a 50 khz e oltre), mentre ovviamente nessun CD lo può fare...la differenza per me è la naturalezza del suono, o comunque l'impressione di ascoltare qualcosa di "vero", mentre il CD dà sempre l'idea di una riproduzione come se ci fosse uno schermo in mezzo tra me e l'esecuzione, o che comunque è stato tolto qualcosa.

Quando metto un buon vinile, mi viene voglia di *fermarmi* ad ascoltarlo e non fare nient'altro. Con il CD non è la stessa cosa, il suono tende a perdere di interesse dopo un po', è ripetitivo.

Comunque, non è l'estensione della risposta in frequenza il problema del CD sono i filtri usati durante la masterizzazione a 44.1, che devono tagliare drasticamente *qualsiasi* cosa oltre i 22 khz, e per farlo devono usare una pendenza molto ripida, per essere sicuri di non far passare nulla, altrimenti entra il problema ancora più grosso dell'aliasing. Sono i filtri che fanno suonare "male" il CD. Il DVD-Audio avrebbe potuto essere la soluzione a questo, perchè non ci serve ascoltare i 90 khz, ma con 192 khz di frequenza di campionamento, ci possiamo permettere di usare filtri a pendenza più dolce, che suonano molto meglio, o che comunque alterano solo la parte di suono in gamma non udibile.

E, aggiungo, un vinile PUO' benissimo suonare meglio di un CD, ANCHE se il master originale è digitale, perchè se questo master è stato fatto usando, appunto, 24 bit e magari 192 khz, convertire direttamente da questo formato all'analogico, può dare un risultato migliore che decimare sia i bit che la frequenza, per tornare a 44.1/16 e mettere un filtro taglia-tutto oltre i 20k.

Certo, sono d'accordo che l'ideale sarebbe passare all'uso dei file FLAC ad almeno 96/24, perchè si eliminerebbero non solo i problemi del digitale inteso come formato Redbook, ma anche i problemi del CD come meccanica di trasporto (no jittering, no errori di lettura, bufferizzazione), ma visto che il thread parla di "CD vs vinile", più che di "digitale vs analogico", non si può non prescidere dal fatto che il formato Redbook sia oggi da considerare superato.

Del resto, se il thread avesse parlato di "digitale vs analogico", allora non sarebbe neanche corretto confrontare i FLAC a 96/24 (o magari 192/24), che possono essere considerati il meglio del digitale, con il vinile: il confronto andrebbe fatto con un registratore a bobine professionale ad alta velocità, e credo proprio che l'analogico avrebbe ancora parecchio da dire...
 
Non si può fare una graduatoria

Per la mia esperienza quoto parzialmente Sc_ita mentre sono in totale disaccordo con revenge.
Anzi non è vero (per me) che il sacd "Suona meglio" del vinile.
Ad un ascolto diretto dello stesso programma (stesso disco) in versione sacd e vinile il 90 % dei casi trovo superiore il vinile.
Ad esempio le incisioni della RCA living sacd che si trovano anche in vinile o anche un qualsiasi vinile di Diana Krall.
Anche la comparazione tra "la folia" in vinile Harmonia Mundi non ha dato scampo al corrispondente sacd.
Alcuni vinili poi sono uno spettacolo assoluto.
Anche nel genere Rock progressivo a volte il vinile è di molto superiore.
Ma ... non sempre è così.
Ad esempio i sacd dei genesis o alcuni semplici cd dei Pink Floyd suonano meglio dei vinili (a parte quelli della OMR).
Il vinile di Amy Whinouse suona malissimo.
Alcuni dischi della DG anni 70-80 fanno pena.
Alcuni CD come gli xrcd o quelli della MFSL suonono benissimo.
Ho potuto constatare che tra un CD della MFSL (ad esempio In a gadda da vida o Thick as a Brick) la differenza con il cd normale in commercio è enorme a sfavore del normale cd.
Quindi trovo sbagliato generalizzare .... alcuni vinili sono assolutamente imperdibili. Alcuni esempi ? Provate a sentire il 45 giri di Jennifer Warnes-L Cohen o Witches Brew (classic records) ....
 
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moneder ha detto:
Ma scusate la domanda ignorante......il vinile si produce ancora?????

Assolutamente si. Anzi, se c'è un fenomeno interessante che è apparso in questi ultimi anni, è che se prima il vinile era prodotto solo per mercati specifici, cioè gli audiofili e i dj, recentemente c'è stato un interesse anche da parte delle major, tanto che possiamo trovare dischi usciti nel 2008 da parte di Sony, Universal, etc.

La Universal ha lanciato una iniziativa molto interessante, chiamata "Back to Black":

http://www.backtoblackvinyl.com/

Se compri il vinile, trovi nella confezione un voucher per scaricare dallo stesso sito la versione MP3 dello stesso album. Ne ho comprati diversi, ed è davvero comodo, gli MP3 sono codificati benissimo a 320 kbit/s, e non hanno nessun tipo di DRM e, essendo MP3, possono ovviamente essere riprodotti dapertutto, al contrario degli AAC della Apple.

Dobbiamo partire dal presupposto fondamentale che oggi, anno 2009, si vendono LA META' dei CD rispetto a 10 anni fa. Il picco di vendite del CD è stato nel 1999, poi il mercato da allora è sempre calato.

Dato che SACD e DVD-Audio non sono riusciti ad essere un successore del CD, il ritorno di moda del vinile sembra essere l'unica soluzione per il momento, soprattutto se accoppiato a queste iniziative di dare assieme anche l'MP3, che è chiaramente comodo per l'iPod, la macchina, etc. Certo, sarebbe stato magari meglio avere i FLAC, ma è un buon inizio.
 
Interessante il discorso delle pendenze dei filtri in alta frequenza con i segnali digitali a 16 bit 44.100 Hz.
Mi chiedo però quante volte ascoltiamo i nostri dischi neri... perchè come specificato dalla RIAA in linea generale la pressione di una puntina sul vinile corrisponde a 1 tonnellata su cm quadrato per ogni grammo di peso applicato.
Pur con tutte le possibili varianti e attenuanti su questo tremendo dato ... il passaggio di qualunque puntina ha la coseguenza di fondere e piallare il vinile al passaggio, ne consegue che la banda eufonica teoricamente riproducibile con una testina di elevata qualità si perde nella pratica immediatamente e dopo pochi passaggi... il vinile potrà essere anche vergine con controlli di produzione serratissimi ma tale principio non può essere stravolto, e il limite dell' HI FI riguardo le frequenze superiori ci riferiamo ancora alle norme DIN 45500 che dopo qualche ascolto... non sono più soddisfatte...

Faccio riferimento ad una cosa che avete appena detto, riguardo "l' interpretazione" di una testina (o tipologia) e vi chiedo.... Siete sicuri che vi piacerebbe di più la lettura di un master analogico o la lettura del buon disco nero interpretato dalla fida testina sul un braccio sul vostro gira ?
Rimane infatti il dubbio terribile che riguarda le prime registrazioni PCM a 14 bit realizzate ... per edizioni audiofile su vinile (DENON) nei primi anni '70.

I vinili risltanti dovrebbero essere teoricamente terrificanti :D ed invece .... o negli anni '70 avevano le orecchie foderate oppure ....??

Per i discorsi riguardanti XRCD o Gold disk... siamo in pieno RED BOOK quindi sono semplicemente CD ben realizzati o poco più (qualcuno ben informato malignamente potrebbe dire... ben equalizzati :D )

Ciao
 
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Revenge mi ha preceduto sulla questione "usura" dei vinili e non mi riferisco all'aumento del fruscio di fondo dovuto all'usura, ma proprio alla "piallatura" delle frequenze altissime che avviene a cominciare già dal primo ascolto.

E questa non è una supposizione, quando esistevano solo i vinili esistevano anche i dischi test che venivano impiegati per fare i controlli e le tararure di testine e giradischi.

Tra le varie tracce c'erano anche quelle della risposta in frequenza e dopo un po' di passaggi te le eri giocate, con buona pace della gamma udibile riproducibile.

Una curiosità: poichè non mi sono più interessato a testine e dintorni, avete citato testine che arrivano ai 50 KHz, bene, una volta quelle più costose erano fornite con curva individuale di risposta (come i microfoni seri) che a 20 KHz non ci arrivava o arrivava a malapena, queste nuove testine sono fornite pure loro di curva individuale di taratura ?

Se la risposta è sì, it's OK, anche se mi piacerebbe sapere con che dischi le hanno testate, se invece è no, allora, probabilmente arrivano anche a 100 KHz. :rolleyes:

Quanto ai registratori pro da studio, ad esempio Studer (A80 e seguenti), non è che arrivassero a frequenze iperboliche, qualche dB sotto i 30-40 era normale ed anche ai 20 KHz c'era qualche sofferenza pur se a 2 piste ed a 30 ips, anche se a volte era meglio a 15 ips (poi variava con i modelli) e qualche oscillazione della risposta in gamma bassa capitava pure.

Ciao
 
Non vedo che senso abbia puntualizzare sull'estensione della risposta in frequenza, visto che mi pare di aver detto che non era questo il problema principale, il discorso sulle testine era solo una parentesi, per precisare che, se una testina *può* superare i 20 khz, nessuno lettore CD lo può ovviamente fare, in nessuna condizione.

Ma, ripeto, non è l'estensione in frequenza, ma il come ci si arriva a riprodurla per cui, anche se un vinile arrivasse solo a 16 khz ( e ovviamente, per un registratore Pro non è un problema superare i 20 khz ), non c'è a monte dei 20 khz del segnale originale un filtro con pendenza ripida che colora il suono *anche* in banda udibile, e non c'è nessun processo di decimazione di frequenze e di bit per adattarsi al formato di destinazione, visto che se si lavora in digitale, oggi, non si lavora certo a 44.1/16 durante il mixaggio, e anche la più economica delle schede audio per qualsiasi sistema lavora come minimo a 24 bit.

@Revenge72

Se il master è analogico, probabilmente il percorso del segnale per arrivare sul vinile avrà subito meno passaggi, e probabilmente suonerà più *simile* all'originale, ANCHE se avrà sicuramente meno risposta in frequenza, visto che se si è fatti tutti i passaggi in analogico, si saranno saltate tutte le problematiche di conversione A/D D/A ( c'è tutta un letteratura sul *suono* di questi convertitori, ma se non li uso proprio...) oltre a quelle di conversione di sample rate/risoluzione.

Se vogliamo prendere un esempio di un vinile di recente uscita, che suona meravigliosamente bene, l'ultimo di Norah Jones, stampato su vinile da 250 gr, ha un bellissimo suono molto naturale, per nulla "chiuso", ma piacevolissimo. E, come le note di copertina tengono a sottolineare, è stato registrato interamente in analogico senza nessuna digitalizzazione in mezzo.

Se il master è digitale, invece, specialmente l'esempio che hai fatto tu dei 14 bit delle prime registrazioni digitali, non è automaticamente detto che suoni meglio in CD solo perchè è "digitale con digitale", visto che va fatta un conversione di risoluzione di bit, oppure un vinile prelevato dall'uscita analogica della stessa macchina, magari usando convertitori D/A più recenti di quelli dell'epoca... Potrebbe suonare meglio o no, ma non è detto.

Se volete un esempio di un vinile che suona molto bene, anche se preso da una registrazione digitale, il bellissimo "Night and Day" di Joe Jackson, che è una delle registrazioni per la musica pop/rock più incredibili mai sentite (ai tempi fece storia per le tecniche usate), è realizzato in digitale, ma il vinile suona molto meglio del CD, ha molta più "aria", che è anche la caratteristica principale di quel disco, il CD non suona così "grande".

Per cui, come già detto, chi apprezza il vinile non è di principio contro il digitale: ci sono registrazioni ottime in digitale, e registrazioni pessime in analogico, ma questo è normale e non c'entra nulla. Le registrazioni buone, chissà perchè, sembrano rendere ancora meglio sul vinile.

Il vinile è purtroppo una soluzione di ripiego, per me l'ideale sarebbe stato il DVD-Audio (il SACD ha troppi problemi legati al dover usare il DSD, e il discorso dell'uso del noise-shaping e del grosso contenuto di rumore ultrasonico conseguente, sono dei limiti del sistema), e infatti alcuni DVD-Audio, penso ad esempio alla serie di HDAD di Alan Parsons, sono prodotti che non fanno per nulla rimpiangere il vinile, anzi, hanno proprio QUEL suono lì, senza le controindicazioni.

Ma se il mercato ha rifiutato i supporti digitali ad alta risoluzione, e il download di file FLAC è ancora nella sua infanzia, non mi pare che esistano altre soluzioni a parte il vinile (che ha un catalogo titoli enorme) per ascoltare qualcosa che non sia la qualità da iPod del 99% dei CD pubblicati oggi...
 
@gattapuffina
Concordo in pieno sulla importanza di come ci si arriva a 16 KHz (non pensare che non subisca il fascino del disco nero... ho appena acquistato un Thorens ed intendo acquistare dischi da aggiungere a quelli riesumati e ripuliti ...) il problema è una questione di termini su cosa definiamo che Hi Fi o alta fedeltà e che cosa definiamo come piacere di ascolto.

In termini di specifiche la famigerata DIN 45500 che definisce le specifiche dell' HI Fi (formulata nei primi anni '70) se non erro la frequenza deve estendersi almeno fino a 15 Khz ed è indubbio che i 15 KHz in questo caso te li giochi in pochi passaggi, il disco nero rimane Hi Fi (o alta fedeltà) in termini stretti per circa una decina di passaggi :eek: ... dopo di che se si vuole rimanere in ambito HI FI in termini stretti... il disco sarebbe da sostituire... cosa che personalmente io non farei mai.

Per tornare al discorso dei master a 14 bit su vinile.. dovrebbero suonare terrificanti ... punto.
La pretesa maggiore conservazione della risoluzione rispetto ad un CD a causa del downsampling qui non regge, perché la risoluzione di partenza è bassa; in questo caso i difetti della riproduzione analogica si sommerebbero ai difetti di una ripresa digitale effettuata a bassa risoluzione.

Quello che accade invece è differente, questi dischi, cui la cura effettuata in fase di trasposizione fu estrema, hanno una resa pienamente audiofila nei termini che potevano esserci negli anni '70.
La domanda che ho fatto prima... siete sicuri che vi piacerebbe più ascoltare un master analogico o la sua trasposizione su LP interpretata dal vostro sistema ...ammetto che sia una domanda fetente :D e deriva da questa lettura ed in particolare nel punto in cui dice
"....[/size][FONT=Arial, Arial, Arial, Arial, Arial, Helvetica, sans-serif][FONT=Arial, Arial]Certo il tutto non è gradevole come con la Benz.... " che tradotto significa che la piacevolezza di ascolto spesso non deriva dalla fedeltà con cui si riproduce il contenuto... una lettura assolutamente precisa e senza colorazioni non è sempre preferibile.
Per questo motivo trovo che sia pienamente giustificato acquistare copie su LP di dischi editati e realizzati in epoca antecedente l' avvento del red book o che siano chiaramente stati pensati per la trasposizione su LP.
La ripresa e le tecniche di registrazione erano infatti pensati unicamente per massimizzare i pregi tenendo conto dei limiti del media finale...
[/FONT]
[/FONT]Questo significa che tutto quanto è stato inciso negli anni 60/70 ed anche in parte negli anni '80 ha pienamente senso in supporti come LP.

....saltate tutte le problematiche di conversione A/D D/A
Su questo (anche se siamo OT) ci sarebbero i risultati sorprendenti in alcuni blind test... io il blind test non lo ho ancora fatto (ma lo farò a breve) per ora mi basta Marlenio che dice che con una scheda audio amatoriale interna al PC in PCM alla risoluzione di 24bit 48Khz la registrazione dei suoi vinili risulta indistinguibile dall' originale :eek:

Ciao
 
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revenge72 ha detto:
Su questo (anche se siamo OT) ci sarebbero i risultati sorprendenti in alcuni blind test... io il blind test non lo ho ancora fatto (ma lo farò a breve) per ora mi basta Marlenio che dice che con una scheda audio amatoriale interna al PC in PCM alla risoluzione di 24bit 48Khz la registrazione dei suoi vinili risulta indistinguibile dall' originale :eek:

Attenzione: io campiono usando un convertitore A/D esterno a 24 bit/48 kHz e poi mando il flusso sul computer. Lo riascolto poi con la Squeezebox usando lo stesso convertitore, ovviamente in D/A.
 
Questa evoluzione mi era sfuggita (inizialmente campionavi con la scheda PC) ... non dubito che l' attuale configurazione funzioni molto meglio.
Hai fatto bene aprecisare... dato che l' argomento è delicato... :D

Il succo del discorso comunque non cambia, si tratta comunque di una doppia conversione realizzata con prodotti dal costo umano non con apparecchiature PRO ultra costose... e il risultato che percepisci ... quello è..
Sarei curioso di vedere fin dove si estende (in alto) come risposta di frequenza il disco più recente che hai campionato.

Ciao
 
revenge72 ha detto:
il disco nero rimane Hi Fi (o alta fedeltà) in termini stretti per circa una decina di passaggi :eek:

Dipende molto dalla qualità del vinile e da come viene usato: per esempio quello MFSL mantiene le sue prestazioni per molto decine di ascolti (si parlava di un centinaio). Altro vinile secondo me già dopo 4/5 ascolti si degrada molto chiaramente (ho avuto un esempio qualche mese fà).

Per quanto riguarda l'uso, è sempre consigliato non riascoltare il disco prima di 24 ore per permettere ai solchi di riassestarsi dopo la pressione della testina, cosa che la stessa MFSL segnalava. Anche in questo caso, la MFSL diceva che il suo vinile poteva essere ascoltato anche più volte di seguito, senza alcun danno.
Io personalmente "venero" gli MFSL, e non li ascolto mai più di una volta a settimana. :)
 
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