In certi casi l'unico strumento finale è l'orecchio, però questo non vuol dire che le misure non servano, infatti forniscono una base su cui ragionare.
I miglioramenti che si sono avuti in decenni in questo settore, che si tratti di ampli o di diffusori o altro, non sono venuti fuori solo ascoltando e improvvisando, non sapendo dove mettere le mani, facendo tentativi sparati a caso, ma attenendosi a solide basi, scoprendo qualcosa di nuovo, integrando; certo che poi il tutto va testato anche con l'ascolto.
Di persone che tirano fuori miracoli dal proprio antro ce ne sono anche troppe in questo settore, poi bastano però delle belle cromature e delle fiancatine in legno pregiato, una infinità di aggettivi, più strani sono meglio è, tanto poi chi li legge li interpreta alla propria maniera ed il gioco è fatto, dimenticavo, qualche supporter nei forum che decantano mirabilia, meglio ancora: il solito blog dell'autoproclamatosi esperto di turno.
L'ascolto è sicuramente la parte finale, ma alle spalle ci deve essere della solida, buona, vecchia, ricerca, con le solide, vecchie basi della fisica e dell'elettroacustica, che non cambiano e non sono soggette a mode.
Il tutto poi non deve essere condizionato dal marketing e dalla riviste che appoggiano questa o quella moda.
Coloro che, al tempo, osannavano i primi amplificatori a transistor, scrivendo fiumi di parole, in alcuni casi sono quelli che ora scrivono gli stessi fiumi di parole per il ritorno delle valvole, imposto dai produttori non perchè fossero meglio, ma solo perchè bisogna pur vendere, raschiato il fondo del barile qualcosa si deve trovare per forza (stesso discorso per il CD/Vinile, mi ricordo bene gli articoli osannanti al nuovo supporto, scritti a volte dagli stessi che ora osannano il vinile).
Le valvole suonano bene, lo stato solido suona bene, le valvole suonano male, lo stato solido suona male: tutto vero, non esiste una tecnologia migliore dell'altra, eppure si va avanti a suon di slogan tipo "Il suono caldo delle valvole" che cavolo vuol dire? Che mancano gli acuti o che i bassi sono prevalenti? Il "suono freddo dei transistor", idem al contrario.
Se un prodotto è realizzato bene suona bene, qualunque sia la tecnologia impiegata, basta saperla usare, basta avere le conoscenze e l'esperienza nel settore , il Know How, dicono gli anglofoni.
Molti "costruttori" si limitano a realizzare i vecchi schemi di 40 e più anni fa, magari facendo realizzare i trasformatori di uscita, i componenti più delicati e per cui ci vuole grandissima esperienza, dalla ditta che sino a quel momento rifaceva gli avvolgimenti ai motori trifase, tanto sempre un avvolgimento di rame è.
Poi ci sono quei pochissimi marchi che costruivano a valvole ai tempi e hanno continuato a costruire anche negli anni successivi, magari pochissimi modelli, introducendo anche innovazioni, ma, ripeto, sono pochissimi.
Quanto hai cavi, sicuramente sostituendo un cavo di infimo ordine che è al di sotto del minimo sindacale dal punto di vista tecnico, con uno che rispetta le regole si hanno delle differenze, negli altri casi ho serissimi dubbi, dubbi che si riducono a zero nel caso dei cavi di alimentazione.
Vorrei che qualcuno mi spiegasse quali devono essere i parametri da rispettare e che fanno di un cavo di alimentazione un cavo ottimo e perchè.
Il tutto con parole ed aggettivi adatti ad un bambino di 8 anni (ricordate Philadelfia?).
Per finire, suppongo che siate in grado di riconosce immancabilmente un cavo di alimentazione di quelli "buoni" da un normale cavo di giusta sezione
senza sapere quale sia in effetti collegato?
Altro dubbio che ogni tanto mi assale: poichè leggo continuamente di folle di appassionati che riconoscono al volo la sola e unica vera alta fedeltà, quella delle valvole, mi chiedo: ma dove sono stati in tutti questi anni, dov'erano ai tempi in cui partì la campagna anti-valvole? Nessuno sollevò la benchè minima obiezione (ai tempi seguivo gà da un po' questo settore e qualche buon ampli a valvole, anche del tipo OTL lo avevo realizzato), mai visto lettere sulle riviste di gente che diceva: "ma vi siete bevuti il cervello, dove avete le orecchie, ma se la differenza la sente anche un cieco?

".
Stesso dubbio per i cavi, sino a non molto tempo fa le orecchie di pipistrello che ora distinguono al volo un cavo da un altro (magari guardando bene prima) e sanno dire se è adatto o meno a quel particolare ampli dove erano? Cosa utilizzavano per i propri collegamenti? Ci sono appassionati che passano il tempo a realizzare intrecci di cavi e cavetti con risultati "incredibili", dove erano sino a non molti anni fa, non si erano mai accorti che i cavi rovinavano in modo inenarrabile i risultati?
E se ora hanno le conoscenze per realizzare cavi dalle geometrie più strane perchè non le hanno applicate già prima (suppongo infatti che quegli intrecci più o meno complicati siano infatti realizzati partendo da basi certe, con fondamenti fisico/matematici, non siamo certo nel regno dell'alchimia).
Tutto è venuto fuori dopo che un imprenditore, dotato di grande ingegno e fantasia, non sapendo che vendere, ha deciso che poteva inserirsi in un mercato ancora scoperto,. quello metafisico dei cavi, da allora tutti esperti nel riconoscere il buon cavo da quello fedifrago.
Ciao