Poichè mi sembra di capire che anche per i collegamenti in bilanciato si verifica la stessa cosa dei circuiti a valvole, ossia basta tale parola per attribuire automaticamente virtù e patenti di qualità: ("usa il bilanciato" - "perchè?" - "perchè è "bilanciato", così come: "quello suona meglio" - "perchè" - "perchè è a valvole"), ritengo utile spiegare, in modo molto succinto, cosa è e come funziona tale tipo di collegamento, poi ognuno trarrà le proprie conclusioni.
Il segnale audio viene generato solitamente da sorgenti sbilanciate: testina fonografica, DAC, sintonizzatore e viene trattato da apparecchiature che al 99,9% dei casi lavorano con circuitazioni sbilanciate, anche quelle che dichiarano di essere "bilanciate" lo sono non in modo completo o solo in parte.
Quando si deve trasportare un segnale per lunghe tratte, specialmente con segnali di livello molto basso, caso tipico il segnale proveniente da un microfono, c'è il rischio di raccogliere anche dei disturbi, che verrebbero poi amplificati assieme al segnale utile.
Per evitare o minimizzare questo si ricorre all'uso dei collegamenti bilanciati: due conduttori trasportano il segnale, opportunamente sfasato, all'interno di una calza schermata collegata a massa; in questo modo l'eventuale disturbo raccolto dal cavo viene eliminato durante la fase di trasformazione all'arrivo da un circuito che lavora al contrario di quello che bilancia il segnale alla partenza.
Come si ottiene questo? Ci sono due modi, il classico e più vecchio che utilizza un trasformatore posto all'uscita ed a cui viene inviato il normale segnale sbilanciato che viene sfasato tramite gli avvolgimenti del trasformatore, nell'apparecchio ricevente esiste un altro trasformatore che converte il segnale riottenendo il normale segnale sbilanciato di partenza.
Pro: il trasformatore non aggiunge rumore di fondo (se è ben schermato).
Contro: è relativamente ingombrante e pesante, deve essere realizzato molto, molto bene per avere una larghezza di banda sufficiente, è costoso (se si vuole la qualità); questo trasformatore, così come per quelli di uscita negli ampli a valvole, non è un componente banale, non ci si improvvisa costruttori, i buoni risultati si ottengono con Know How di anni.
In tempi più recenti si è cominciato a sostituire i trasformatori con un circuito elettronico: prima a transistor, ma per lo più con un operazionale; in pratica due operazionali con guadagno unitario posti in cascata: da uno viene preso il segnale non invertito, dal secondo posto in serie al primo si preleva il segnale invertito, tutto molto semplice e banale: nell'apparecchio ricevente c'è un analogo circuito con altri due operazionali che riottengono il segnale originario sbilanciato.
Pro: economico e poco ingombrante, nessun problema di larghezza di banda.
Contro: eventuale aggiunta di rumore di fondo (basta però scegliere operazionali appositi e si risolve, con un leggero aumento di costo), stesso discorso per i componenti passivi necessari al circuito (una serie di resistenze) che devono essere di precisione elevata (anche questo su scala industriale non è un problema).
In entrambi i casi richiamo l'attenzione su un fatto inevitabile: il segnale audio deve attraversare due circuiti aggiuntivi, o un trasformatore o un circuito elettronco vero e proprio.
I puristi, che poi sono quelli che attribuiscono virtù taumaturgiche al collegamento bilanciato, dovrebbero rifletterci un attimo.
Inoltre i circuiti citati non aggiungono o tolgono (se fatti molto bene) nulla al segnale originale, che, volgarmente parlando, viene solo sdoppiato.
L'unico vantaggio è quello della maggiore insensibilità ai disturbi, ma un collegamento casalingo di un metro che disturbi può mai raccogliere? Un collegamento
microfonico di 50 metri attraverso uno stadio durante un concerto live forse

ha maggiori probabilità di essere interferito, idem per i collegamenti in uno studio TV o radiofonico o in una sala di registrazione in cui ci si deve premunire contro possibili interferenze e dove si usano abbondantemente tale tipologia di collegamento, anche se gli apparecchi impiegati non hanno circuitazioni interne bilanciate.
Come ho scritto in precedenza, io li ho usati in parte del mio impianto, ma solo perchè avevo una scatola piena di XLR nonchè un bel po' di cavo bilanciato, per cui non mi è costato nulla fare 8 cavi da 1 m. (dopo centinaia lunghi decine di metri fatti negli anni), tra l'altro i connettori XLR si infilano e sfilano facilmente, senza sforzi, al contrario degli RCA.
Ciao