invocare placebi etc.. tra l'altro sempre degli altri - mai i propri
E' sicuramente un mio limite, ma ho riletto diverse volte questa frase senza però capirne il significato.
A cosa ti riferisci con "effetto placebo" (do per scontato che tu sappia perfettamente cosa è) nel caso delle persone che citi tu? Credo di rientrare in questo novero.
- Che io sento le differenze ma mi fa piacere dire che non le sento?
- Che non sento nulla e mi piace dirlo?
In effetti è vero, non sento questi miracoli, ma non è che il dirlo mi dia particolari soddisfazioni, è solo quanto (non) sento, dopo aver fatto tante prove, in tanti anni. (Chissà perchè chi sostiene di non sentire viene sempre accusato di "non aver provato"; credo di aver già fatto prove quando molti di voi ascoltavano le cassette con le canzoni dello Zecchino d'Oro (purtroppo, per quanto questo sta a significare).
Pertanto sarei veramente curioso di come fare per non essere condizionato da questo effetto.
Altro punto che è legato a questo particolare argomento: ho letto alcun volte che gli scettici chiedono ai credenti di fare il test, ma loro, gli scettici, si guardano bene dal farlo.
Penso che se ci si sofferma anche solo un attimo su questa frase si possa coglierne la totale incongruenza, direi che sfiora il ridicolo.
Esempio: io dico di non sentire differenze e vengo invitato a darne prova in un test cieco.
Bene, mi siedo, ascolto e faccio tutto quello che viene richiesto per fornire una prova seria.
Ci sono ovviamente due casi:
- effettivamente non sento alcuna differenza, mi sforzo e non posso che confermare che non sento nulla, magari ci provo e sparo delle risposte a caso, cosa che verrà svelata dalla statistica finale, che tenderà al 50%.
- sento effettivamente delle differenze mostruose ed eclatanti, ma essendo io bastardo dentro e non volendo perdere la faccia, dirò che non sento differenza alcuna, magari sparo risposte a caso, con lo stesso risultato dell'esempio precedente.
Credo sia chiaro che tale prova non può essere fatta dallo scettico.
Caso, invece, del "credente".
- si sottopone alla prova e scopre di non sentire nulla, oppure crede di sentire e in buona fede darà delle risposte che, alla fine, saranno incongruenti.
- sente effettivamente qualcosa che effettivamente esiste e pertanto darà delle risposte congrue ed alla fine verrà dimostrata la sua tesi.
Non avrebbe ragione di falsare i risultati (sarebbe la vecchia storia del tizio che si taglia i ... per fare dispetto alla moglie).
Ecco il motivo per cui è chi sostiene di saper distinguere le differenze che lo deve dimostrare, non chi non le sente (in buona o cattiva fede che sia).
Spero che su questo almeno sarete tutti concordi, ho letto tante volte questa critica fatta agli scettici, obiezione che non fa certo onore alle capacità raziocinanti di chi l'ha avanzata.
cinghio ha detto:
perderei almeno il 30% della resa attuale in termini di dinamica, messa a fuoco, pulizia e altro
Il 30% è diviso in parti uguali tra le varie caratteristiche o ci sono percentuali diverse?
Sicuro sia il 30% e non il 26,5 oppure il 34,7? Mi meraviglia questa precisione in tale materia, anche perchè non saprei quantificare la percentuale di una "messa a fuco" (qualsiasi cosa significhi).
A parte questo, mi limito alla questione: "dinamica", che è un termine che ha un esatto riscontro, un significato unico, ovvero il rapporto tra il massimo livello erogabile da un ampli (in potenza) o da uno stadio di linea (in tensione) con una data distorsione e il livello minimo, praticamente appena sopra al rumore di fondo, ovviamente su un dato carico.
Aumentare la dinamica vuol dire che si varia uno dei due valori o anche entrambi.
Si può abbassare il rumore di fondo studiando un circuito in modo mirato ed usando componenti attivi e passivi scelti in modo acconcio, si può aumentare il livello massimo di uscita modificando il circuito, alimentandolo con una tensione maggiore, diminuendo la distorsione massima.
Stiamo però parlando di un ampli fatto e finito, che non ha subito interventi circuitali appositi ed in cui si è ottenuto un aumento di dinamica variando uno dei due parametri indicati in precedenza tramite solo l'impiego di uno o più cavi scelti accuratamente.
Che un cavo possa aumentare la potenza di uscita di un ampli (o il livello di uscita di un pre) la vedo cosa impossibile, sempre per il fatto che un cavo non amplifica nulla, non si può aumentare la potenza di uscita di un ampli portandola, ad esempio, da 100 W a 110 W sostituendo il cavo di potenza (o qualsiasi altro cavo).
Per diminuire il rumore di fondo si può certo passare da un cavo schermato ad un altro con schermatura migliore, ma le differenze sarebbero microscopiche, il nuovo rapporto S/N che si otterrebbe sarebbe inavvertibile ad orecchio, forse neanche misurabile.
Se poi per "dinamica" si intende altro allora non so cosa dire, ma non essendo questo il forum degli amanti del punto croce sarebbe il caso di usare almeno i termini corretti, lasciando i voli pindarici e gli aggettivi imaginifici vuoti di ogni significato fuori dalle discussioni tecniche.
Probabilmente l'aumento della dinamica non sarà certo del 30%, ci sarebbe da correre subito a segnalare la cosa per concorrere per il premio Nobel per la Fisica, ma neanche dell'1%; per gli altri termini, non so, non ho idea di cosa significhino in pratica.