Quanto citato, in pratica, dice semplicemente la solita (e ovvia) cosa che molti di noi hanno sempre sostenuto: il parametro fondamentale è la sezione del cavo, che deve essere dimensionato per l'assorbimento massimo previsto, non serve andare a tirare in ballo le motivazioni.
Tanto per fare un esempio: con una alimentazione di 230 V nominali (che è quella ufficiale), volendo ipotizzare un assorbimento di 3.000 W (ovvero 3 KW), che mi pare siano tantini per un singolo apparecchio, usando un cavo con sezione di 0,7 mm[SUP]2[/SUP] e con una lunghezza di 1,5 m. si avrà una caduta di tensione di 1 V, ovvero l'ampli in questione verrà alimentato con 229 V.
Con una sezione di 0,75 la caduta di tensione è leggermente inferiore a 1 V.
Poichè sono sicuro che il valore effettivo della tensione di alimentazione presente nelle nostre case abbia uno scarto rispetto a quello nominale, maggiore di 1 V (che è meno dello 0.5%), anche usando uno stabilizzatore, non credo che questo influisca sulla resa; se poi vogliamo stare sul sicuro mettiamo un cavo con sezione maggiore, ce ne sono da 1,5 ed anche più, però sono sempre normalissimi cavi, costano 2 Euro al metro e risolvono il problema indicato prima, con una sezione di 1.5 mm[SUP]2[/SUP] si avrà una caduta di 0,45 V, sempre per un assorbimento di 3 KW.
Se poi volete strafare acquistate un cavo che abbia la schermatura (efficace per tutto lo spettro elettromagnetico, oppure una ferrite, efficace però solo per l'Alta Frequenza), così vi togliete anche questo dubbio, il tutto costerà sempre e solo meno di 10 €, avrete così caduta di tensione irrilevante e schermatura, non esistono altre caratteristiche in questo particolare uso.
Ho visto cavi di alimentazione pure loro con il "verso", poichè la corrente alternata che usiamo ha una frequenza di 50 Hz, vuol dire che gli elettroni cambiano "verso", ovvero direzione di scorrimento 50 volte in un secondo, non mi pare che questi cavi si invertano automaticamente con questa velocità.
Ritengo comunque che un ampli ben progettato dovrebbe avere una sezione di alimentazione adeguata, pertanto con elettrolitici di capacità tale da non dovere "svuotarsi" durante le richieste causate da picchi di potenza, questo discorso poi varrebbe comunque solo per gli ampli di potenza, tutti gli altri apparecchi hanno alimentatori stabilizzati, pertanto il discorso della tensione inferiore su grandi richieste di corrente viene a cadere.