capire i termini del suono: timbrica, dinamica ecc

joe49sae ha detto:
Si..ricordo che ai tempi,le uniche che mi parevano simili al "vivo" per l'ascolto della musica da camera erano le Acustat Monitor o in alternativa i Magneplanar "Tympani" - quelli grossi..naturalmente tenendo anche l'altro impianto per ascoltarci il pop - rok...inutile dire che ho demorso,dato che il costo di uno di questi sistemi mi sarebbe costato il prezzo di una buona autovettura...:cry:


ti invito ad ascoltare i diffusori che distribuisco io
sono tra i pochi che hanno messo in crisi le maggies sulle medio alte
e ricostruzione prospettica
pur avendo una gamma bassa e una dinamica imponente
 
ragazzi scusate ero sparito e non ho potuto rispondervi!

innanzitutto grazie per le segnalazioni di link e cd test.

diciamo che il mio problema, per passi, era questo:
sto ascoltando un cd
vorrei capire ad esempio com'è la scena, com'è la dinamica ecc
dunque mi serve subito un pò di teoria sui termini
una volta che ho tratto le mie conclusioni che possono essere positive, negative o nel mezzo ...
mi chiedo se è colpa/merito dell'incisione (fatta bene/male o anche per intenzione dell'artista)
o è colpa/merito del mio impianto???

spero di essermi spiegato!

un altro problema è che io posso anche andare a gusto personale, cioè dico: "ok sento bene e questo cd mi da emozioni!"
però poi mi dico: "ma non è che si potrebbe fare di più?"
... ma questo penso sia un problema un pò di tutti gli appassionati del settore!

ciao
 
Ricordavo questo 3D e proprio ieri mi sono imbattuto in un bell'articolo, a firma Alessandro Crea, pubblicato lo scorso novembre su Pctuner.net.
Ho trovato delle spiegazioni concise ed esaurienti della terminologia "audiofila".
Poiche' ho eseguito un brutale copia-incolla, ho citato fonte ed autore: prego i moderatori di rimuovere il mio post qualora fosse lesivo di qualche diritto o regola del Forum, e, nel caso, mi scuso.

Veniamo al dunque:


Dinamica

Per dinamica bisogna intendere la capacità di un impianto di passare con agilità dal suo volume minimo al massimo senza perdere in intelligibilità. Per microdinamica invece si intende lo stesso fenomeno, ma riferito a ogni singolo strumento presente nella registrazione.

Timbrica

Per timbrica si intende la capacità di riprodurre i suoni reali dei singoli strumenti, nella maniera più fedele possibile, nelle tre zone dello spettro sonoro (alti, medi e bassi).

Immagine e Soundstage

Con soundstage si intende la capacità di riprodurre in maniera corretta la disposizione spaziale degli strumenti riprodotti, mentre l’immagine indica la capacità di tenere questa disposizione spaziale ferma e focalizzata, senza eccessive fluttuazioni delle fonti sonore.


Ovviamente gli esperti sono invitati ad esprimere pareri rispetto a quanto sopra: Vi ci ritrovate?
 
Beh, ad essere pignoli, passare da un volume basso ad un alto, è più corretto chiamarlo range dinamico. Per me, quando si parla di dinamica pura, è l'energia, la spinta con cui esce fuori il suono dagli altoparlanti. Un paragone può essere il classico rubinetto: per dinamica si può intendere la spinta, non la quantità, con cui fuoriesce l'acqua. Per la timbrica, purtroppo :( , il discorso si complica. Non tanto per sapere cos'è o cosa non è, ma per il fatto che dipende in larga misura dalla qualità della registrazione, poi dall'impianto. In genere per sentire meglio la timbrica conviene ascoltare i cosiddetti "strumenti naturali", cioè quelli che non hanno bisogno di ausili elettronici per suonare (da evitare tipo le tastiere con suoni campionati). Quindi strumenti ad arco, fiati, percussioni ecc., per capire la loro "voce", il timbro. Anche la voce umana è uno "strumento naturale" (ovvio...). Il problema, appunto, è che non c'è una registrazione che inciampa nell'altra. Qundi è difficile alla fine capire se, durante un ascolto, una timbrica poco corretta è da imputare all'impianto oppure no. L'unico, come è già stato suggerito, è cercare di fare una selezione e di ascoltare in modo da farsi "l'orecchio". :)
 
paolo137 ha detto:
Timbrica

Per timbrica si intende la capacità di riprodurre i suoni reali dei singoli strumenti, nella maniera più fedele possibile, nelle tre zone dello spettro sonoro (alti, medi e bassi).

aggiungo che un suono si compone di armoniche dipsari e pari con rapporti che vanno rispettati in riproduzione per avere un timbro fedele.

vedete ad esmepio qui: fisica onde e musica
 
joe walsh ha detto:
sento spesso parlare di timbrica, dinamica, profondità, scena sonora, suono caldo o freddo ecc
Provo a rispondere.
Premetto che per l'idea che mi sono fatto io un impianto che si faccia notare per avere una buona timbrica,dinamica,scena sonora etc...non è detto che sia un buon impianto,ma che sicuramente è sulla buona strada per diventarlo e quando la meta viene raggiunta te ne accorgi perchè nessuna di queste cose avrà più un particolare risalto.
In altri termini si finisce di ascoltare l'impianto descrivibile coi termini di cui disquisiamo e si inizia ad usare altri termini,non meno strani,quelli che descrivono però adesso la musica,si critica l'autore l'esecutore e si fanno apprezzamenti di genere.
Per il resto suono caldo è prevalenza di bassi e freddo viceversa.
Una buona timbrica si ha quando ogni singolo strumento è ben riconoscibile;qui però una esperienza di ascolto dal vivo è imprescindibile per giudicare.
Chi ha molta esperienza riuscirà a distinguere anche la marca del pianoforte che suona.Non io.
Nei casi più disperati invece si può arrivare a confondere un flauto con un violino.
Quando gli strumenti suonano uno sull'altro e/o la scena si riduce ad uno osceno informe malloppo vuol dire che i componenti sono mal accoppiati anche quando fossero singolarmente degli ottimi componenti.In questi casi si è soliti dare con troppa fretta la colpa all'ambiente,che di colpe ne ha,però...
Per una guida ricordo dei begli articoli usciti sui primi numeri di FdS.
Ciao,Sebastiano.
 
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