Ho acquistato l'SP3 qualche mese fa esclusivamente in qualità di decoder-pre multicanale per il riascolto delle tracce dopo il mastering nel mio studio di post-produzione, a prendere il posto del pre-decoder precedente un Onkyo PR-SC886.
Incuriosito dalle mille possobilità di quest'apparecchio mi sono dedicato un giorno a volerne saggiare le qualità in ascolto di musica stereofonica. Questa è la catena d'ascolto cui è collegato: sorgenti: CD player Sony CDP-X707ES, DVD player Primare DVD30, workstation Pro Tools HD 192 IO e processore digitale Sony PCM1630. Ampli finali: 5 Denon monofonici POA-4400A (modificati). Ascolti Tannoy D700 (frontali). Sala d'ascolto naturalmente insonorizzata e trattata acusticamente (essendo uno studio). In breve quello che colpisce è una notevole neutralità del pre in questione, al pari dei migliori pre stereofonici che abbia avuto modo di ascoltare, esente da caratterizzazioni o colorazioni particolari. Bassi ben estesi e asciutti, gamma media solida e al centro della scena musicale, acuti limpidi, analitici ma non invadenti. Eccellente costruzione della tessitura musicale, della spazialità scenica anche a volumi sostenuti. Insomma un ottimo equilibrio che rende l'apparecchio validissimo per l'ascolto stereo oltre che multicanale. Naturalmente le qualità diventano molto più apprezzabili con i formati audio ad alta risoluzione rendendo ancora di più l'impressione che il Bryston faccia della neutralità la sua arma vincente. Ovviamente dipenderà poi dalle caratteristiche sonore delle sorgenti collegate e dal sistema di ascolti particolare, ogni eventuale caratterizzazione timbrica. Nello specifico della mia attività si è rivelata un ottima scelta in quanto permette di ascoltare le tracce così come sono state concepite durante la fase di mastering.
Ho poi voluto effettuare un breve confronto con l'Onkyo anche perché (purtroppo) con quest'ultimo non mi ero mai cimentato in un vero ascolto stereofonico (il compito di questi pre, ribadisco, è il riascolto delle tracce dopo la codifica in studio). Devo dire che sono rimasto meravigliato ed in qualche modo anche deluso perché mi sarei aspettato differenze notevolmente più marcate a favore del più recente e costoso Bryston. Quel che mi ha colpito è stata l'ottima spazialità offerta dall'ascolto con il pre giapponese, anche quì la notevole neutralità e solidità in basso (premetto che per questa prova, essendo condotta esclusivamente su materiale stereo, ho attivato la modalità "pure audio" che mette in bypass ogni processamento interno). Probabilmente dove il Bryston primeggia è la raffinatezza timbrica nel rispetto dei singoli strumenti, la notevolissima profondità in senso orizzontale e l'analiticità (mai fastidiosa) in gamma alta, ma si tratta comunque di differenze sottili non facilmente percepibili o apprezzabili e che possono trovare più o meno riscontro nel gusto personale dell'ascoltatore: anche nell'Onkyo non ho riscontrato alcuna difficoltà d'ascolto ed anzi una morbidezza più caratterizzante rispetto al pre canadese, che personalmente trovo piacevole. Anche in questo caso, salendo con la qualità dell'audio in input ho apprezzato come il pre fosse sostanzialmente neutro all'ascolto. Sicuramente due apparecchi molto riusciti con un eccezionale rapporto costo/prestazioni/versatilità nel caso dell'Onkyo che vanta anche un ottima sezione video.