Boicotta la SIAE per un mese

vernavideo

New member
Buongiorno a tutti,

C'è un solo modo per far valere le ragioni di chi vuole un altro diritto d'autore nell'era di Internet ed è quello di ferire chi difende lo status quo là dove più fa male: il portafogli.

Con questo spirito, il Partito Pirata italiano, propone uno sciopero degli acquisti per l'intero mese di marzo.

L'idea è quella disfruttare il momento favorevole visto che negli Stati Uniti proprio oggi parte il mese del boicottaggio della musica diffusa dalle major statunitensi della RIAA.

Spero che questa discussione non degeneri in uno scontro improduttivo tra i sostenitori del diritto d'autore e chi invece e' contrario.

So che nel forum esistono sesibilita' diverse sull'argomento, e, con questo 3ad voglio semplicemente rivolgermi a chi come me vuole sostenere le libertà digitali ed informarli di questa lodevole iniziativa.

Se potete, provate quindi ad astenervi dagli acquisti di brani musicali, giochi o filmati video protetti dalla SIAE per tutto il mese di Marzo.

Ciao,
Stefano
 
Bisognerebbe chiedere il parere anche di chi vive del diritto d'autore, e per VIVERE intendo un guadagno decoroso che permetta di mantenere una famiglia.

Sappi che con il tuo sciopero non danneggi una sparuta minoranza di miliardari ma la maggioranza di iscritti che riescono a racimolare un migliaio di euro al mese grazie ai borderò delle serate o qualche sottofondo!

L'equazione semplicistica e arraffazzonata di chi considera il diritto d'autore una forma di arricchimento "illecito" denota poca intelligenza e sicuramente pochissima informazione.

Mi auguro che in questa discussione (che vedrei meglio chiusa) si possa formare un'opinione più alta e meno sloganistica dell'argomento "diritto d'autore".
 
Gordon ha detto:
Sappi che con il tuo sciopero non danneggi una sparuta minoranza di miliardari ma la maggioranza di iscritti che riescono a racimolare un migliaio di euro al mese grazie ai borderò delle serate o qualche sottofondo!
Perdonami Gordon, ma il discorso degli artisti affamati da difendere non mi ha mai convinto.

Nessuno è obbligato a fare un lavoro che non rende o per cui non è portato come non credo sia un obbligo della società (anche se Italiana Autori ed Editori) farsi carico di chi molto probabilmente ha intrapreso una strada che non è la sua.

A parte questo, e non perché sia d'accordo con Verna, il discorso sulla SIAE andrebbe veramente affrontato una volta per tutte.

Tu come iscritto, immagino, saprai benissimo i metodi di riparto per l'enorme fetta di quanto non si può imputare direttamente a questo o quell'artista, ad esempio le tasse pagate da tutti gli esercizi pubblici (bar, ristoranti, parrucchieri, negozi, ecc… che non tengono un borderò) e che vanno distribuite in base alle quote riscosse, se non sbaglio nell'anno precendete, col risultati che i miliardari di cui parli si pappano la maggior parte di questa fetta proprio a scapito degli elementi "piu deboli" dell'associazione.

Sarebbe anche bene ricordare che la SIAE ed il diritto d'autore sono due cose differenti e per il riconoscimento del secondo non serve affatto essere iscritti alla SIAE, la quale, come ogni organo associativo, svolge solo un servizio per gli iscritti.

Quanto al diritto d'autore, ritengo che sia una legge ormai decrepita, nata quando l'unico mezzo di diffusione erano gli spettacoli dal vivo, la radio e qualche grammofono a 78 giri.

Allora era più che comprensibile, oggi trovo assolutamente anacronistico che un ricercatore che trovi il vaccino dell'AIDS tragga benefici dalla sua invenzione per 15 anni, mentre un cantautore possa vantare diritti per una conzonetta fino a 75 anni dalla sua morte
garantendo entrate, a mio avviso ingiustificate, anche ai pronipoti.

Detto questo, per marzo io ho in programma parecchi acquisti.

Ciao.
 
Non posso che trovarmi d'accordo con Girmi.

Io sono un musicista professionista (suono la tromba in svariate situazioni, sia classiche, che jazz e fortunatamente, essendo la più remunerativa, nella musica leggera; dirigo due orchestre jazz e insegno in varie Scuole Civiche della mia zona).

Per quello che è la mia esperienza personale (ho cominciato a suonare in una banda a 9 anni ed ho eseguito il mio primo concerto di liscio a 16, la mia prima registrazione in un'Orchestra classica, della Radio Svizzera di Lugano, a 17; ho iniziato a girare per tutta l'Italia con un gruppo pop/rock a 21; ho diretto la mia prima big band a 30. Scusate la lungaggine, ma è per dimostrare che una certa esperienza nel campo ed in vari generi musicali l'ho acquisita; ora ho quasi 38 anni) posso dire che la Siae non è certo dalla parte dei musicisti.

La maggior parte degli introiti vengono percepiti dai "grandi" soci e da quei musicisti, soprattutto star della musica leggera, che sicuramente potrebbero farne anche a meno.

Quei pochi musicisti "medi" che riescono a ricavare qualcosa hanno sicuramente più svantaggi nel dover fare più fatica a recuperare ingaggi decenti, a causa dell'incidenza della Siae, che non i vantaggi derivati dagli introiti sui borderaux.

Gli unici musicisti che riescono ad avere vantaggi tangibili dalla Siae sono i musicisti di liscio, che effettivamente contano sul fatto di avere molte date durante l'anno.

Però ci sono da fare alcune osservazioni: quest'ultimi utilizzano il sistema, poco etico, di scambiarsi il favore tra musicisti, di inserire propri pezzi anche se mai eseguiti.

Tra l'altro, sempre per quel che concerne la mia esperienza, nel mondo del liscio ormai si fa ampio uso delle basi, svilendo quindi le qualità artistiche dei musicisti, tant'è che di veri musicisti in quest'ambito ce ne sono veramente pochi, quindi tramite la Siae vengono premiati i mediocri e i "maneggioni".

Tutto questo ha portato alla drastica riduzione dei concerti dal vivo e al fenomeno del "nero", unico sistema per poter far esibire i musicisti in locali piccoli che altrimenti non riuscirebbero a rientrare dei costi dei gruppi.

E mi fermo qui, perchè rischio di essere bannato a vita.

Paolo
 
Gordon ha detto:
Bisognerebbe chiedere il parere anche di chi vive del diritto d'autore, e per VIVERE intendo un guadagno decoroso che permetta di mantenere una famiglia.

Sappi che con il tuo sciopero non danneggi una sparuta minoranza di miliardari ma la maggioranza di iscritti che riescono a racimolare un migliaio di euro al mese grazie ai borderò delle serate o qualche sottofondo!

Se fai qualche ricerca scoprirai (come conferma Paolo) che e' l'esatto contrario:
come scrissi a suo tempo , e per limitarci al discorso musicale, non a caso sempre piu' autori cercano di stare lontano dalle major che tendono a "pompare" solo prodotti commerciali, e permettono il download gratuito delle loro opere. Guarda un po', si sono accorti (e non solo loro) che facendo cosi' vendono molto di piu' visto che il danno provocato dalla minore circolazione della musica coinvolge tutte le professioni coinvolte:

1. Gli autori contemporanei, per i quali una scarsa circolazione delle proprie musiche significa minori possibilità di esecuzione e quindi minori introiti.
2. I musicisti, costretti a rivolgersi anche per studio personale alle opere di pubblico dominio, cioè all'editoria obsoleta, disincentivando la conoscenza dei testi prodotti dall'editoria corrente e interrompendo così il ciclo vitale 'studio musicologico/pubblicazione/esecuzione' su cui si basa lo sviluppo della cultura musicale;
3. I revisori ed i curatori delle edizioni critiche, che non vedono studiata e diffusa la loro produzione;
4. Le biblioteche, la cui attività istituzionale viene limitata, per non essere assimilata alla "pirateria" e scadere nell'illegalità;
5. Gli stessi editori, in quanto la minore conoscenza della musica e del loro operato è causa di mancati guadagni sulle esecuzioni.
6. E in fine al pubblico che, in assenza di una sufficiente diffusione della musica e di un costante incentivo al suo studio da parte degli esecutori, vede restringersi il repertorio delle opere presentate

Certo, finirebbero i guadagni favolosi per gli "strimpettari" da 4 soldi, ma non mi sembra un grande danno per l'umanita'...

Girmi ha detto:
Allora era più che comprensibile, oggi trovo assolutamente anacronistico che un ricercatore che trovi il vaccino dell'AIDS tragga benefici dalla sua invenzione per 15 anni, mentre un cantautore possa vantare diritti per una conzonetta fino a 75 anni dalla sua morte
Io invece trovo scandaloso che un uomo possa morire di una malattia perche' non puo' permettersi di pagare un medicinale il cui prezzo e' gonfiato dal diritto d'autore....
garantendo entrate, a mio avviso ingiustificate, anche ai pronipoti.

Pultroppo raramente il detentore del diritto ha qualche parentela con l'autore....


Ciao Stefano.
 
Ultima modifica:
Ricordo che paga la SIAE anche su biglietti di cinema e teatro (anche per le rappresentazioni delle opere di Pirandello o Deledda, il cui lavoro è ormai libero da royalty. ).

Quindi mi raccomando ragazzi, okkio a quello che aquistate questo mese!
Ciao,
Stefano
 
Io son contrissimo la SIAE, e quindi questo mese non acquisterò un bel nulla!!:O

solo usato, regno dove la SIAE per fortuna può fare nulla!!:Prrr:

walk on
sasadf
 
vernavideo ha detto:
Io invece trovo scandaloso che un uomo possa morire di una malattia perche' non puo' permettersi di pagare un medicinale il cui prezzo e' gonfiato dal diritto d'autore....
Sui farmaci non c'è diritto d'autore ma brevetto industriale e demagogia a parte se non ci fosse un ritorno dai brevetti nessuno azienda farebbe più ricerca ed a morire sarebbe anche chi potrebbe permetterselo.

Che poi serva una diversa politica assistenziale a livello globale, più orientata al mutualismo, non ci piove, ma sta ai governi non alle aziende.



Ciao.
 
Ciao spider,

Girmi ha detto:
Sui farmaci non c'è diritto d'autore ma brevetto industriale e demagogia a parte se non ci fosse un ritorno dai brevetti nessuno azienda farebbe più ricerca ed a morire sarebbe anche chi potrebbe permetterselo.

Che muoiano milioni di persone a causa dei brevetti sui farmaci, non e' demagogia, e' un fatto.

Inoltre non hai considerto che la ricerca, per la stragrande maggioranza dei brevetti sui farmaci, viene svolta in universita' pubbliche, e le cause farmaceutiche si limitano a coprire i costi di registrazione e brevetto. Anche la ricerca all'interno delle case farmaceutiche viene svolta da specialisti che si sono laureati presso universita' pubbliche.

Inoltre, per tutti quei vaccini per i quali le organizzazioni umanitarie chiedono a gran voce alla compagnie farmaceutiche di rinunciare al brevetto, i costi sono stati da lungo recuperati, e gli attuali guadagni sono solo una macraba speculazione sulla vita delle persone.

In altre parole, la collettivita', che ha gia pagato per la ricerca per un vaccino, deve nuovamente pagare una gabella a un ristretto numero di persone che con la ricerca di quel prodotto non ha avuto niente a che fare.

Il lato macabro della cosa e' che per permetter questa ignobile speculazione, debbano morire milioni di persone.

La shoa si e' consumata nella sostanziale indifferenza e ignoranza del popolo tedesco.

Non permettiamo che siimili tragedie continuino a ripetersi. Io per lo meno non ci riesco, ed e' per questo che sto qui' a rompervi i marroni.....

Ciao,
Stefano
 
vernavideo ha detto:
… la stragrande maggioranza dei brevetti sui farmaci, viene svolta in universita' pubbliche, e le cause farmaceutiche si limitano a coprire i costi di registrazione e brevetto.
Io lavoro molto col settore cosmetico e ti assicuro che le università si fanno pagare per le loro ricerche e/o certificazioni come pure per i brevetti che rivendono alle industrie.
In che misura i prezzi siano poi in grado di coprire i costi o quanto siano vantaggiosi per le industrie non lo.

Anche la ricerca all'interno delle case farmaceutiche viene svolta da specialisti che si sono laureati presso universita' pubbliche.
E dove dovrebbero laurearsi?

La shoa si e' consumata nella sostanziale indifferenza e ignoranza del popolo tedesco.
D'accordo, ma ci stiamo allontando un po' troppo dalla SIAE.

Ciao.
 
Ultima modifica:
Girmi ha detto:
Io lavoro molto col settore cosmetico e ti assicuro che le università si fanno pagare per le loro ricerche e/o certificazioni come pure per i brevetti che rivendono alle industrie.
Confermi quindi quello che ho scritto, quindi.
In che misura i prezzi siano poi in grado di coprire i costi o quanto siano vantaggiosi per le industrie non lo.

Questo articolo analizza i profitti delle case farmaceutiche.


Qui' invece trovate delle tabelle che mettono in relazione spese per ricerca e profitti e, piu' in basso, gli stipendi dei direttori delle case farmaceutiche. Nei link, troverete anche i profitti degli azionisti delle case farmaceutiche, a dimostrazione del fatto di come questi astronomici compensi, non finiscono mai nelle mani di chi la ricerca l'ha svolta.

D'accordo, ma ci stiamo allontando un po' troppo dalla SIAE.

Per niente invece.Il dramma delle vittime dell'aids che non possono autoprodursi i farmaci di cui avrerbbero bisogno e' solo una drammatica consrguenza delle inique leggi sul diritto d'autore.
Prendo comunque atto dell'invito di Paolo e per quello che mi riguarda. la discussione sulle case farmaceutiche puo' finire qui'
Coloro che desiderano informarsi, troveranno materiale a sufficuienza in rete. Resto a disposizione per fornire link a materiale sull'argomento a chiunque volesse farne richiesta.

Ciao,
Stefano
 
Ultima modifica:
vernavideo ha detto:
Il dramma delle vittime dell'aids che non possono autoprodursi i farmaci di cui avrerbbero bisogno e' solo una drammatica consrguenza delle inique leggi sul diritto d'autore.

Questa spero solo sia una provocazione.
 
per quanto mi riguarda uppo Verna... ora non ho tempo di aggiungere nulla che sono in studio...stasera edito o riposto.
ciao :)
 
Gordon ha detto:
Questa spero solo sia una provocazione.

Pultroppo no!
Negli ultimi anni c'e' stato un vertiginoso aumento della richiesta di brevetti farmaceutici nei paesi in via di sviluppo.
Questi brevetti stanno riducendo le opportunità di ricorrere a fonti di produzione di generici di qualità a basso costo, tra cui alcuni farmaci di prima generazione. Senza un rifornimento affidabile di farmaci a basso costo per la cura dell’AIDS, i governi nazionali e gli operatori che prescrivono il trattamento dovranno misurarsi in una difficile battaglia e i pazienti rischiano di vedere interrotte terapie salvavita a causa dell’insostenibile aumento dei prezzi.

Chi ha tempo e voglia puo' leggersi questo interessante articolo che spiega in dettaglio i meccanismi perversi di questa ignobile pratica.

Lo spirito dello sciopero oggetto di questa discussione e' quello di rivedere le normative atte a regolamentare il diritto d'autore anche e sopratutto per impedire che uddetta regolamentazione possa permettere una simile ed indecente speculazione sulla vita umana.

Gordon, non devi necessariamente pensarla come me, d'altra parte, appoggiare questa iniziativa e' semplice e non fa spendere soldi (anzi, li fa risparmiare!).
Basta riufiutare di acquistare quasiasi prodotto coperto da tasse siae per un mese.

Ciao,
Stefano
 
Quindi per un mese niente acquisti di cd (e si può fare), dvd (fattibile), niente cinema (più difficile), noleggio dvd (praticamente impossibile)...la vedo dura...:eek:
Fermo restando che sono contro le manovre delle case farmaceutiche...e se ci sono acquisto sempre i "generici", che non sono ferrato in materia SIAE e prendo per buono quanto letto qui, non so quanto alle case farmaceutiche importi del nostro sciopero contro la SIAE;)
 
gnakkiti ha detto:
Quindi per un mese niente acquisti di cd (e si può fare), dvd (fattibile), niente cinema (più difficile), noleggio dvd (praticamente impossibile)...
Niente radio né TV né teatro né concerti
niente notizie sul traffico (se non sbaglio il tappetino sonoro di Isoradio da solo produce oltre € 1M/anno)
niente negozi né ristoranti né metropolitane né supermercati né sale d'attesa del dentista né altri luoghi allietati da musichette varie o TV accese
niente iPod, hard disc, flash memory o altri supporti magnetici (compresi i telefonini)
ecc…, ecc…


Come disse lo stitico: "la vedo molto dura" :D

Imho, se si vuole, bisogna trovare altre forme di protesta.


Ciao.
 
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