alpy ha detto:
le tinte ciano erano tipiche di alcune pellicole e me le ricordo molto ma molto bene al cinema e nelle pellicole che proiettavo. Sono proprio quelle che in parte contribuiscono a dare quel sapore cinematografico che il video in passato non riusciva a trasmettere.
In ogni caso, su quelle che conservano bene i colori, noterete più ciano/arancio (o teal/orange se preferite), ma soprattutto ciano (vedi Gremlins in più di una versione) di quello che avreste potuto aspettarvi.
C'è una spiegazione tecnica dietro queste affermazioni, secondo il mio parere.
Spesso - e non solo in passato, ma se consideriamo tempi più recenti non possiamo tralasciare il DI - per le riprese venivano utilizzate pellicole serie "T"; ovvero emulsioni destinate ad essere esposte alla luce artificiale (
Tungsteno, 3200° K). Non ne conosco il motivo preciso, anche se qualche ipotesi la potrei fare.
Per esporre queste pellicole in luce diurna, viene utilizzato un filtro di conversione "orange", filtro prodotto in almeno tre gradazioni. Ricordo che esistono soltanto due tipi di emulsioni per la ripresa: la serie "T" e la serie "D" (
Daylight, 5500° K).
Il risultato della conversione produce immagini con la resa che ricorda alpy, oggi comunemente definita come "teal/orange".
Questo perché se si esponesse una negativa "T" in luce diurna, senza l'ausilio del filtro, l'immagine ottenuta risulterebbe pesantemente afflitta da una dominante fredda, diciamo bluastra; il filtro aggiusta appunto le cose, ma lo fa comunque con dei limiti e delle tipicità. Inoltre, ci sono da considerare altre variabili. Per esempio, la luce del sole nelle ore vicine a mezzogiorno (con cielo privo di nuvole) è di circa 5500° K; ma se le riprese vengono effettuate ad un orario diverso, differente sarà pure la temperatura cromatica e la resa del filtro (anche per questo ne esistono di tre gradazioni).
Divagando un poco, ma continuando con il discorso generale legato alla colorimetria, c'è da considerare tutto l'aspetto legato all'illuminazione del set, anche in esterno giorno, che non è certo cosa semplice e liquidabile in due parole.
Infine, come non ricordare tutto il processo di sviluppo e stampa?
Tanto per non complicarci la vita (=ironico

), prendiamo il Technicolor. Sia il procedimento che si basava su tre negativi in ripresa con camere proprietarie, sia il procedimento basato sulla ripresa con un unico negativo con maschera, hanno in comune una stampa positiva sommatoria dei tre colori fondamentali (usando un particolare procedimento sottrattivo con coloranti complementari ycm). Riuscite ad immaginare le variabili insite nella fase di stampa? Per inciso, ho sempre pensato che tutto il procedimento fosse piuttosto rigido e vincolato; ma, forse, poteva invece lasciare appositi spazi di manovra utili alla postproduzione.
Tra parentesi, una cosa è certa: la resa del primo procedimento, ovviamente il più datato, era qualitativamente superiore e più caratteristica nonché più stabile nel tempo rispetto al secondo; per essenzialmente due motivi: uno puramente tecnico ed uno filosofico, stante che negli anni d'oro del cinema non si badava a spese e la cultura della qualità era all'ordine del giorno, o quantomeno molto più diffusa rispetto agli anni successivi (comunque caratterizzati anche da maggiore sperimentazione).
Non so se ho scritto cose pertinenti, so di avere semplificato molto, dunque non me ne vogliano i più tecnicamente preparati, ma l'ho fatto per cercare di non appesantire il discorso e per rivolgermi un po' a tutti. Desideravo soltanto fornire un'idea sommaria della complessità dell'argomento di cui stiamo discutendo.
Per quanto riguarda la questione iniziale e le domande poste da alpy, beh... direi che alla fine non c'è peggiore sordo di chi non vuole sentire. Non sì sostiene un'opinione, bensì un dato di fatto, affermato anche da operatori del settore, tra cui capaci e stimati restauratori professionisti.
alpy ha detto:
lasciate perdere i supporti precedenti al BD. Se proprio volete fare dei confronti, fateli appunto con la pellicola. E' con quella che bisogna fare i conti, non con i formati video precedenti.
Ecco, anche per me si deve partire da qui.