[BD] La sottile linea rossa (The thin red line) Criterion

senza parole..un disco da riferimento in tutto e per tutto,definizione sempre ai massimi livelli,praticamente mai un calo,nemmeno nelle scene con poca illuminazione,mai una sfocatura,resa cromatica spettacolare,c'è dettaglio,tridimensionalità,alcuni primi piani e sequenze bucano lo schermo,incarnati porosi.
Audio potente ,pulito ,nelle sequenze con esplosioni tira fuori tutta la sua potenza e la sua dinamica,panning fronte-retro,destra-sinistra continui,il sub svolge ottimamente il suo lavoro,fantastico! :)

video:10
audio:9.5
film:9.5
 
Dopo le vostre attendibilissime recensioni, se si considera in qualche misura anche il lato artistico...beh, non c'è alcun dubbio sulla scelta del vincitore...:Perfido:
 
secondo me potrebbe essere Dany;),non ho ancora visto il Gladiatore ,poi farò un confronto visto che l'ho già ordinato,c'è da dire che il Gladiatore ha dalla sua ,il fatto che sia un film più recente;),ma sul lato artistico La linea rossa stravince :D,nemmeno un Oscar,una cosa a dir poco scandalosa :mad:
 
maxrenn77 ha detto:
altrimenti il film del povero Scott ne esce polverizzato.:D ;)

Quando uscì in sala lo odiai.
Oggi considero il Gladiatore un film -bellissimo-. Viscerale, intenso, visionario, girato da dio e "cazzaro" il giusto. Con almeno tre attori che forniscono un'interpetazione eccezionale. Pieno d'archetipi efficaci, e di retorica che però funziona. Assieme a una dimensione ultraterrena integrata in modo impeccabile. Il film di Scott è un'odissea meravigliosamente "falsa" che racconta una delle storie più "giuste" che esistano. Cioè quella dell'eroe che lotta per ritornare a casa. Almeno in senso spirituale e senza rinnegare i suoi valori. Chi si ferma alla mistificazione storica (comunque favolosa e con uno slancio quasi "futuribile") imho si perde tutta l'essenza del film. Poi vabbè, la musica di Zimmer sembra venire dal cielo e Russel Crowe è magistrale, perfetto.

Ovviamente ha meriti molto diversi da quelli del film di Malik (di cui comunque preferisco "La rabbia giovane"). Ma è una pellicola che merita -tutto- il successo che ha avuto. Esattamente come Avatar.
 
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Non ho mai asserito che il Gladiatore e' un brutto film,anzi,e' un grande spettacolo con alcuni momenti alti e un'interpretazione (quella di Phoenix) davvero eccezionale.Pero' IMHO La sottile linea rossa e' un film talmente potente e delicato allo stesso tempo,quasi pittorico nei suoi squarci naturalistici,da poter essere considerato migliore artisticamente rispetto al film di Scott.Anche io di Malick preferisco la Rabbia giovane (che dovrebbe essere nel catalogo Criterion),ma qui nel caso specifico ci troviamo di fronte a uno dei piu' intensi e commoventi film di guerra mai girati.E infatti il mio confronto con il Gladiatore era solo in termini di resa video per assegnare una virtuale palma di miglior BD dell'anno.Se parliamo di confronti piu' pertinenti allora lo paragoniamo al tanto decantato Soldato Ryan,che io considero artisticamente (non tecnicamente badate bene)assolutamente sopravvalutato e anche un po retorico e piagnone.E qui IMHO non c'e' davvero partita con il capolavoro di Malick,parecchie spanne avanti avendo dalla sua attori che non tentano di fare le star come invece fa Tom Hanks nel film di Spielberg,ma che si adattano a fare da corollario alle potentissime immagini della natura evocate da Malick.Con il risultato che il Soldato Ryan e' stato un successo planetario,mentre quello di Malick non se lo e' filato nessuno,nemmeno l'Academy...:rolleyes: :mad:
 
maxrenn77 ha detto:
Se parliamo di confronti piu' pertinenti allora lo paragoniamo al tanto decantato Soldato Ryan,che io considero artisticamente (non tecnicamente badate bene)assolutamente sopravvalutato e anche un po retorico e piagnone.E qui IMHO non c'e' davvero partita con il capolavoro di Malick

Anche in questo caso non sono d'accordo ;)

Avevo scritto un post lunghissimo ma è scaduta la sessione... e non ho la forza di ricominciare... per cui riassumo.

Per me in Ryan la tecnica -è- arte. Il film ti cala nella guerra come NESSUN altro ha saputo fare. Te la fa vivere, odiare, temere ma anche "desiderare", in un modo tutt'altro che scontato. Ed anche la sua retorica ha un senso, imho. Riassume le contraddizioni e lo spirito del periodo. E non è idelogica ma calata in un contesto umano. Direi che in questo senso Thin red line è un film più "astratto" e meno realista. Anche se molto più filosofico.

La scena iniziale di "Ryan" è ancora oggi incredibile, idem quella finale, a cominciare dai -preparativi-. Mentre il "viaggio" che c'è in mezzo è pieno di momenti tesi o disturbanti. Imho la pellicola suscita emozioni profonde, "seminali". In più, sfrutta il "mezzo cinema" in modo iper-visuale. E quando un film riesce a far questo (Ryan lo fa in un modo, TRL in un altro) per me è -artisticamente- un capolavoro.
 
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Confronto e disamina davvero interessanti Marco,sarebbero da approfondire ;)
Di sicuro il Soldato Ryan e' un film piu' "materico",teso e viscerale.Di contro TRL e' molto piu' filosofico,lento e quasi silenzioso.
 
maxrenn77 ha detto:
Di sicuro il Soldato Ryan e' un film piu' "materico",teso e viscerale.Di contro TRL e' molto piu' filosofico,lento e quasi silenzioso.

Esatto. :)
Due intepretazioni opposte dello stesso tema. Ed antrambe ottime, imho, anche se Thin Red Line è un film senza dubbio più "assoluto". Quasi non di guerra in senso stretto.
 
Vero.E' come se Malick attraverso il tema della guerra ci vuole parlare della condizione umana e del suo rapporto e conflitto con se stessa e con il resto (la natura) del creato.
 
Non volendo assolutamente nel mio post precedente accomunare Ryan con Malik (comunque vidi a suo tempo in DvD anche quest'ultimo) concordo in pieno con l'analisi di DartDVD. Soprattutto per quel che concerne Gladiator. E' un film praticamente "mitologico" e chi cerca necessariamente accuratezza storica, ovviamente rischia di rimanere deluso.
Ormai è un pezzo di cinema, piaccia o no. C'è una combinazione di fattori assolutamente vincenti e un connubio "montaggio/musica" incredibile. E' studiato nei minimi particolari, sembra che niente sia lasciato al caso. A cominciare dalla fotografia.
 
ragazzi sto sulle spine, mi sono ordinato il BD player negli states apposta per potermi vedere i BD della Criterion e appena mi arriva prenderò subito anche tutti i titoli di Kubrick disponibili, se penso che, ad esempio, anche solo ieri sera mi sono guardato Rapina a mano armata dal dvd godendo almeno 5 volte in più rispetto a BD recenti dal bit rate elevatissimo ma dai contenuti artistici non direttamente proporzionali .... :D
Avere "capra e cavoli" per noi appassionati è qualcosa di molto intrigante.
Tornando a Malick, io ho tutti i film e quello che mi piace di più è "the new world", per poterlo vedere in BD me lo son preso in inghilterra.
Peccato che Malick abbia fatto cosi pochi film.

M
 
Premetto che non mi piace paragonare film tanto diversi tra loro, e il mio precedente intervento era poco più di una battuta, ma avendo contribuito a generare questa bellissima discussione (ottime disamine, Dart e Max, complimenti davvero ;) ) volevo aggiungere un mio piccolo parere.

A mio avviso, Salvate il soldato Ryan è più accomunabile con Il gladiatore. Considero entrambi un vero spettacolo cinematografico, nella più alta concezione del termine, legato al mezzo cinema. Spielberg è un maestro in questo genere: anche Schindler's list è un grande e commovente spettacolo al servizio della Storia (e non è poco)...
Il film di Scott è un'odissea meravigliosamente "falsa" che racconta una delle storie più "giuste"(Dart) questa è l'essenza, il Cinema rende "vere" le sue storie migliori tanto più sono "false" nella realizzazione. Del Gladiatore apprezzo, soprattutto, le magnifiche interpretazioni e mi sembra assurdo criticare la mistificazione storica. Tuttavia, pur essendo tecnicamente impeccabile (la tecnica non difetta in Scott), è proprio la retorica massiccia che non riesce a far decollare la pellicola: non mi emoziona, e per questo rimane un freddo esercizio di stile. La stessa ragione di fondo, anche se in misura sensibilmente minore, la imputo anche a SSR.

Per La sottile linea rossa non posso che quotare i commenti di Max. ;)
Per me un capolavoro; un suo grande pregio è quello di non "imporre" nulla; il suo messaggio, ma anche la sua tecnica, è sussurrato. E lascia il segno.
 
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volendo riassumere, come è stato ben detto da tutti voi
in Ryan e nel gladiatore la tecnica di regia, gli effetti speciali, TUTTO è messo al servizio del film. ed è arte. è vero.
nel film di malick, però, c'è la POESIA.
ed è proprio questa parte poetica e anche un po filosofica a suscitare in noi un emozione piu profonda.
non ricordo dove ho letto questa frase:
mentre gli altri continuano a fare film, Malick costruisce cattedrali.
 
Ottimi gli interventi di Dario e Estgio,secondo me quando un dischetto di plastica da inserire in un lettore riesce a stimolare delle discussioni appassionate,significa che contiene qualcosa di piu' di intrattenimento. Contiene arte.;)
 
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