Non so se tutti lo sanno, ma la storia di Hachiko è ispirata a quella realmente accaduta ad un cane di razza Akita, che divenne famoso per la sua fedeltà nei confronti del padrone, Hidesaburō Ueno. Dopo la morte di Ueno il cane si recò ogni giorno, per quasi dieci anni, ad attenderlo, invano, alla stazione in cui l'uomo prendeva il treno per recarsi al lavoro.
La vicenda ebbe un enorme riscontro nell'opinione pubblica dell'epoca e ben presto Hachikō divenne, in Giappone, un emblema di affetto e lealtà. Nel 1934, al fedele animale fu dedicata una statua (si trova alla stazione di Shibuya) e, negli anni, la sua storia divenne il soggetto di film e di alcuni libri. Conosciuto anche come Chūken Hachikō (忠犬 ハチ公,? letteralmente cane fedele Hachikō), il suo vero nome era Hachi, che in giapponese significa "otto", numero considerato beneaugurante (il suffisso "kō" è usato come vezzeggiativo).
Inoltre è stato anche citato in ogni dove, specialmente nella cultura manga e negli anime. Una vicenda simile viene raccontata nell'episodio "Cuore di cane" della serie di animazione "Futurama"; altra citazione di Hachiko è presente nella serie animata "Sampei", negli episodi 63 e 64 Hachico "Il cane pescatore", dove un cane di razza akita aiuta abbaiando il suo padroncino non vedente a pescare.
Passando al film, a parte la vicenda, di per sé straziante, ed il commovente finale, siamo di fronte ad un film che dilata in 90 minuti una vicenda che riempirebbe a fatica un mediometraggio. Insomma, un film che verrà apprezzato da chi possiede/adora un cane ma cinematograficamente parlando è proprio niente di che.
Passando al lato tecnico, il blu-ray presenta un video fedele al girato, con un immagine tutt'altro che razor, ma pastosa e "soft", a voler sottolineare il tono fiabesco e familiare della vicenda. Buona la resa del colore, con toni caldi ed accettabile il livello del nero. Insomma, un quadro che non fa gridare al miracolo (anzi).
Discreto l'audio, incentrato sui dialoghi e le stupende musiche di Desplat, adattissime alla vicenda e capaci di emozionare anche lo spettatore occasionale.
Ottimi gli extra. A chi avesse tempo consiglio di vedersi le due interviste a Gere (10 min. e 30 min., rispettivamente), visto che sono incentrate sulla carriera dell'attore e sulla sua collaborazione con Malick, Schrader ed Altman, svelando aneddoti e particolari interessantissimi. Queste interviste, tra l'altro, sono esclusive dell'edizione italiana.