• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

Audyssey e ingressi analogici multicanale

Ma davvero, perché dovrei sforzarmi per farmi piacere qualcosa come "un suono" (legato a una musica) che non mi piace?
Dipende da cosa si vuole ottenere.

Detto in termini terra terra, lo scopo per cui da 60 anni circa esiste l'Alta Fedeltà e si sono studiate e si continuano a studiar..........[CUT]

Ho capito che hai un conto aperto con gli audiofili, o almeno con quelli (a tuo avviso) "presunti" tali, che magari spendono migliaia di euro per un cavo Transparent Audio e poi non piazzano neanche una bass trap nella loro sala di ascolto. Ma quella che insegui mi sembra, francamente, una chimera. Chimera che, detto tra parentesi, non mi sembra abbia nulla a che vedere con un sistema primitivo e approssimativo come Audyssey (almeno con la versione installata sul mio Marantz SR6008, che cinque volte su dieci sbaglia la dimensione dei diffusori, solo per dirne una). E mi pare anche un discorso sostanzialmente confinato alla musica acustica (nel senso di non amplificata) suonata dal vivo. Parlo di chimera perché questa musica live, diciamo, è sicuramente influenzata da fattori acustici. Il suono di un violoncello o di un contrabbasso è comunque un suono che si propaga in uno spazio e questo spazio, più o meno trattato, avrà delle sue peculiarità che ne determinerà le caratteristiche. Concerto all'aperto o al chiuso, dimensioni e forma del teatro/anfiteatro, dimensioni e forma della sala con relativi arredi, numero (e stazza) degli spettatori, altezza e profondità del palco, tua distanza e più in generale tua posizione rispetto al punto di esecuzione, posizione dell'esecutore stesso sul palco, sua distanza dagli altri esecutori e dagli arredi/pareti e chissà quant'altro. Qual è "il vero suono di un violino?"... non è un concetto quasi metafisico, intrinsecamente relativo? Non stiamo forse cercando “l’idea di suono di un violino” più che un suono esistente nella realtà fenomenica? Discorso ancora più complicato quando si entra nel territorio degli altri generi pop(olari). A tutti i problemi di cui sopra, subentra il fattore amplificazione e mixaggio e dunque quello umano: il famoso “fonico”. Figura che determina pesantemente il” vero suono” live che cercherai di riprodurre a casa tua. E se questo fonico non è un granché, o se semplicemente ha dei “gusti fonici” diversi dai tuoi, a casa cercheresti di riprodurre un suono sballato/sbagliato (almeno alle tue orecchie). E cosa dire delle incisioni, dei dischi? Lì quello di “vero suono” è un concetto ancora più sfumato, aleatorio, rarefatto: quel suono è frutto di compromessi economici, abilità dei produttori e/o tecnici, scelte artistiche o commerciali. La hit destinata alle radio sarà pensata/incisa per suonare bene alle radio(line) più o meno indecenti. Nell’epoca del peer to peer, dei file compressi, con la musica pensata per l’usa e getta, per l’ascolto frettoloso in auricolari da 3 euro, quale tipo di suono verrà pensato come “vero”? Ma anche rimanendo alla “musica di qualità”, qualunque cosa voglia dire, il “vero suono” dei Radiohead di Kid A (un nome/titolo a caso) è quello deciso più o meno a tavolino da Nigel Godrich, frutto di ricerche, artifici e postproduzioni varie. E’ un “vero suono” che nasce “falsato” e che è pensato non per essere ascoltato in un laboratorio trattato acusticamente ma in ambienti “normali”, in situazioni “normali” con impianti “normali”. E cosa dire della musica elettronica, che nasce artificiale, logaritmica, “falsa”? Qual è il vero suono degli Autechre, di Aphex Twin, dei Boards of Canada? E Siccome, oltretutto, il mio mondo è quello (rock/pop/elettronico), quello in cui, cioè, il fattore umano, la sofisticazione del suono è consustanziale alla produzione del disco, il “fattore umano”, beh, non ci trovo nulla di male se dico la mia, con il mio gusto, le mie scelte, il mio piacere di ascolto. Pensiamo anche alla pratica dei remix, l’incisione originale di Aqualung non “suona” diversa dal quella di Steven Wilson? Qual è quella “vera”? Qual è il “vero suono” di Aqualung? Non mi interessa, a me piace di più quello di Wilson (che ha anche un multicanale esemplare) e sto bene con quello. Nel mondo reale, e nel (mio) mondo musicale, il concetto di “vero suono” mi pare, appunto, chimerico e metafisico, come il Sacro Graal o la Felicità.
 
il discorso è molto più semplice di quanto non lo si stia facendo apparire.fornire ad un sistema di riproduzione una risposta lineare e correttamente proporzionata a livello tonale permette di fornire una base neutra da cui partire per poter apprezzare qualsiasi suono sia stato inciso e riproposto,che sia elettrificato o acustico,senza il bisogno di sapere cosa e come è stato ripreso.
al contrario,una risposta non lineare e corretta tonalmente introdurra sempre ed inevitabilmente delle alterazioni al messaggio,qualsiasi esso sia.
 
semplicemente sono in disaccordo con quello che hai scritto.per il resto ha gia risposto nordata,quindi evitero di ripetere inutilmente tutto il discorso.buoni ascolti.

Sì, ho capito che siete tutti d'accordo con Nordata, ma in che senso "sei in disaccordo" su quello che dico? Trovi sbagliato che selezioni Pure Direct per la musica e utilizzi Audyssey per i film? Ho spiegato: non mi piace il trattamento sonoro Audyssey (spero di non infrangere nessuna legge dello stato, ad affermarlo) ma lo trovo utilissimo, specie la sera, per guardare un film con tutti gli effetti al posto (più o meno) giusto senza che i vicini chiamino la polizia. Che mi pare un motivo "valido", no? Boh, poi non lo so, eh, ditemi voi.

Detto questo, siccome l'argomento "pratico" mi interessa molto, parlavi di un collegamento digitale con cui poter fare correzioni (da poter poi utilizzare anche in analogico?) ma non ho capito bene. In sostanza la mia domanda è: ho un modo per poter, anche in anlogico multicanale, utilizzare Audyssey, Volume Dinamico o qualcosa di simile? Grazie in anticipo.
 
il discorso è molto più semplice di quanto non lo si stia facendo apparire.fornire ad un sistema di riproduzione una risposta lineare e correttamente proporzionata a livello tonale permette di fornire una base neutra da cui partire per poter apprezzare qualsiasi suono sia stato inciso e riproposto,che sia elettrificato o acustico,senza il bisogno d..........[CUT]

Ma la risposta è ancora più semplice. Quel suono, in origine, nasce artefatto, perché prodotto artificialmente, o trattato artificialmente e comunque manipolato, compresso, postprodotto e chi più ne ha più ne metta. Ora, c'è un bivio: mi interessa ascoltare "esattamente" quelo che volevano i Blur e William Orbit, uomini "come me", o mi interessa ascoltare un suono che mi procura piacere? Il mio obiettivo è "l'alta fedeltà" pura, intransigente, senza se e senza ma, a prescindere dai miei gusti personali, o il mio piacere di ascolto? Io voto la due. Da questo punto di vista non ho nessuna pretesa audiofila, se voi intendete questo per audiofilia. Poi, spero di poter dire cose tipo "non mi piacciono i bassi gommosi e profondi e preferisco quelli agili e precisi" senza che si invochi un nuovo processo di Norimberga, ecco, accusandomi del fatto che dovrei tendere asintoticamente "al vero suono di quel basso specifico".
 
Sì, ho capito che siete tutti d'accordo con Nordata, ma in che senso "sei in disaccordo" su quello che dico? Trovi sbagliato che selezioni Pure Direct per la musica e utilizzi Audyssey per i film? Ho spiegato: non mi piace il trattamento sonoro Audyssey (spero di non infrangere nessuna legge dello stato, ad affermarlo) ma lo trovo ..........[CUT]
no,in analogico non puoi fare nulla,per questo ti ho consigliato di utilizzare il collegamento digitale.in alternativa dovresti comprare un pre come il mio vecchio Anthem che poteva fare cio che chiedi anche in analogico con la correzione arc invece di quella audyssey,ma purtroppo la cosa ha un costo molto elevato.
 
Ma la risposta è ancora più semplice. Quel suono, in origine, nasce artefatto, perché prodotto artificialmente, o trattato artificialmente e comunque manipolato, compresso, postprodotto e chi più ne ha più ne metta. Ora, c'è un bivio: mi interessa ascoltare "esattamente" quelo che volevano i Blur e William Orbit, uomini "come me"..........[CUT]
l alta fedeltà "pura" non esiste senza considerare l ambiente e le alterazioni che introduce,come elementi della catena di riproduzione.
ascoltare senza correggere le alterazioni ambientali è nell audio l equivalente nel video di proiettare su una superficie variopinta.
 
no,in analogico non puoi fare nulla,per questo ti ho consigliato di utilizzare il collegamento digitale.in alternativa dovresti comprare un pre come il mio vecchio Anthem che poteva fare cio che chiedi anche in analogico con la correzione arc invece di quella audyssey,ma purtroppo la cosa ha un costo molto elevato.

Ok, grazie.
 
Ma la risposta è ancora più semplice. Quel suono, in origine, nasce artefatto, perché prodotto artificialmente, o trattato artificialmente e comunque manipolato, compresso, postprodotto e chi più ne ha più ne metta. Ora, c'è un bivio: mi interessa ascoltare "esattamente" quelo che volevano i Blur e William Orbit, uomini "come me"..........[CUT]

Io ho cercato di raggiungere un equilibrio basato sulla consapevolezza. Sono al 100% d'accordo con Nordata. L'impianto deve essere il più neutro possibile per riprodurre il suono originale dell'incisione. Ma se quel suono "fedele" non mi piace, con consapevolezza lo altero a mio piacere (ed è per questo che non comprerò mai un mono-manopola). D'altro canto è anche giusto cercare di educare l'orecchio ad un suono "pulito", ma se dopo mesi e mesi l'orecchio non ne vuole sapere, beh, pazienza. Detto questo, ascolto sempre con Audissey acceso (anche in due canali) e a bassi volumi attivo anche Dynamic EQ e Dynamic Volume (light).

Permettetemi anche di fare un esempio: c'è un brano di Roger Waters in cui si sentono dei cani abbaiare dietro la posizione d'ascolto, e sempre usando solo due canali. Il "trucco" è prendere im giro l'orecchio usando delle differenze di fase tra i due canali. Con l'Audissey i cani sono molto ben localizzati "dietro"; senza Audissey, decisamente di meno. Ecco, senza correzione mi perderei un pezzo "pregiato" dell'incisione.
 
Io ho cercato di raggiungere un equilibrio basato sulla consapevolezza. Sono al 100% d'accordo con Nordata. L'impianto deve essere il più neutro possibile per riprodurre il suono originale dell'incisione. Ma se quel suono "fedele" non mi piace, con consapevolezza lo altero a mio piacere (ed è per questo che non comprerò mai un mono-manopo..........[CUT]

Ma se tu parli di impianto neutro e di suono pulito, ti sono nel cuore. Sono concetti che capisco, seguo e che mi trovano anche sostanzialmente d'accordo. Nel senso che gli alti sparati, squillanti e faticosi, i bassi enfatizzati ma gommosi e imprecisi non piacciono neanche a me. Arriverei a dire che preferisco proprio un suono più neutro/pulito. Aggiungo però/infatti: se un'incisione del grande Mick Karn (rip), magari, enfatizzasse troppo la gommosità del suo basso e il mio impianto, magari più votato alla "freddezza/pulizia", riuscisse in qualcho modo a smorzarne l'eccessiva (al mio orecchio) profondità e le eventuali code, sarei ben felice del mio impianto, che magari sta però tra(sgre)dendo l'incisione originale. Che poi, vallo a sapere, magari quel basso lo voleva davvero così, o magari invece era semplicemente venuta male (altro punto, questo, fondamentale del mio discorso). Un altro conto, però/infatti, è parlare di suono "vero" (anziché "pulito"). Concetto, ripeto, sfuggente come la Verità stessa (ho cercato di spiegarlo da qualche parte qua sopra), tentativo di reificare un'entità astratta ed evanescente in balìa di infinite variabili, impresa metafisica che vedo destinata a un magnifico ma/quanto nobile fallimento (e SICURAMENTE fuori dalla portata dell'Audyssey del mio povero Marantz SR6008). Capisco, però, che per voi sia bello provarci. Buona fortuna e buoni ascolti.
 
Io ho cercato di raggiungere un equilibrio basato sulla consapevolezza. Sono al 100% d'accordo con Nordata. L'impianto deve essere il più neutro possibile per riprodurre il suono originale dell'incisione. Ma se quel suono "fedele" non mi piace, con consapevolezza lo altero a mio piacere (ed è per questo che non comprerò mai un mono-manopo..........[CUT]

Riguardo al discorso Waters, sarebbe da vedere quali erano le reali intenzioni del buon Roger, il suono vero che aveva in mente: far sentire l'effetto così evidente come lo fa sentire l'Audyssey o magari più accennato/sfumato come in Pure Direct? O magari aveva provato, con i mezzi tecnici a disposizione, a ottenere quell'effetto che solo l'Audyssey riesce a tirare fuori ma che in realtà, nel suono vero dell'originale, non era venuto così "bene"?. Gli andrebbe chiesto, a Roger. Andrebbero fatti dei rilevamenti strumentali... La sola cosa che sai, di fatto, è che con l'Audyssey quel pezzo ti piace di più. E secondo me fai bene ad attivarlo.
 
Riguardo al discorso Waters, sarebbe da vedere quali erano le reali intenzioni del buon Roger, il suono vero che aveva in mente: far sentire l'effetto così evidente come lo fa sentire l'Audyssey o magari più accennato/sfumato come in Pure Direct? O magari aveva provato, con i mezzi tecnici a disposizione, a ottenere quell'effetto che solo l'..........[CUT]

Ho fatto l'esempio di Waters proprio perchè l'opuscolo del CD (la recente ristampa di "Amused to Death" - con un gran bel mix 5.1) riporta come dovresti sentire quel suono se il tuo impianto è in "fase" (la tecnologia si chiama QSound).

Poi per il resto, secondo me il tuo discorso non è sbagliato: se quello che sento non mi piace e lo posso rendere più gradevole alle mie orecchie, mica è peccato mortale. Come detto prima, basta essere consapevoli. Io quando ascolto una bella voce, la preferisco in avanti, ben in evidenza e che quasi nasconde gli strumenti che diventano secondari. So che potrebbe non essere il suono fedele, e sinceramente mi importa poco. In quel caso ascolto quella voce e molto di meno il resto.
 
Direi che oltre ad essere totalmente off topic stiamo anche andando (come sempre aggiungo io) a confondere le funzionalita' di una equalizzazione con quello che a noi piace, andando a fare discorsi senza senso in quanto non si puo' sapere come l'autore del pezzo o il tecnico che l'ha registrato volevano che si sentisse e anche se lo sapessimo sarebbe riproducibile COSI' solo in quell'ambiente e con quell'impianto.

Lasciamo per favore perdere tutta la fuffa sul segnale "puro" e tutte le sciocchezza per mantenerlo tale, non conta la purezza del segnale (se esiste) ma come questo segnale viene trasformato nel suono che noi udiamo e quel suono non e' piu' PURO ma UNICO, nel senso che il nostro impianto posto nel nostro ambiente e in un certo modo riprodurra' il suono in un modo che e' peculiare e non riproducibile altrove.

Potete Equalizzare, potete metterci tutti i DSP che volete o ascoltare in Pure Direct, anche senza bass management ma non potrete in alcun modo riprodurre da voi quello che altri hanno sentito producendo quell'album, c'e' niente che possiate fare se non sentire come piace a voi, non come dovrebbe essere.

Non ho altro da aggiungere a quella che e' diventata la solita stucchevole discussione sul perche' una correzione attiva sia "male", signori, se non vi piace non usatela, nessun medico ve la impone.
 
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