Ma davvero, perché dovrei sforzarmi per farmi piacere qualcosa come "un suono" (legato a una musica) che non mi piace?
Dipende da cosa si vuole ottenere.
Detto in termini terra terra, lo scopo per cui da 60 anni circa esiste l'Alta Fedeltà e si sono studiate e si continuano a studiar..........[CUT]
Ho capito che hai un conto aperto con gli audiofili, o almeno con quelli (a tuo avviso) "presunti" tali, che magari spendono migliaia di euro per un cavo Transparent Audio e poi non piazzano neanche una bass trap nella loro sala di ascolto. Ma quella che insegui mi sembra, francamente, una chimera. Chimera che, detto tra parentesi, non mi sembra abbia nulla a che vedere con un sistema primitivo e approssimativo come Audyssey (almeno con la versione installata sul mio Marantz SR6008, che cinque volte su dieci sbaglia la dimensione dei diffusori, solo per dirne una). E mi pare anche un discorso sostanzialmente confinato alla musica acustica (nel senso di non amplificata) suonata dal vivo. Parlo di chimera perché questa musica live, diciamo, è sicuramente influenzata da fattori acustici. Il suono di un violoncello o di un contrabbasso è comunque un suono che si propaga in uno spazio e questo spazio, più o meno trattato, avrà delle sue peculiarità che ne determinerà le caratteristiche. Concerto all'aperto o al chiuso, dimensioni e forma del teatro/anfiteatro, dimensioni e forma della sala con relativi arredi, numero (e stazza) degli spettatori, altezza e profondità del palco, tua distanza e più in generale tua posizione rispetto al punto di esecuzione, posizione dell'esecutore stesso sul palco, sua distanza dagli altri esecutori e dagli arredi/pareti e chissà quant'altro. Qual è "il vero suono di un violino?"... non è un concetto quasi metafisico, intrinsecamente relativo? Non stiamo forse cercando “l’idea di suono di un violino” più che un suono esistente nella realtà fenomenica? Discorso ancora più complicato quando si entra nel territorio degli altri generi pop(olari). A tutti i problemi di cui sopra, subentra il fattore amplificazione e mixaggio e dunque quello umano: il famoso “fonico”. Figura che determina pesantemente il” vero suono” live che cercherai di riprodurre a casa tua. E se questo fonico non è un granché, o se semplicemente ha dei “gusti fonici” diversi dai tuoi, a casa cercheresti di riprodurre un suono sballato/sbagliato (almeno alle tue orecchie). E cosa dire delle incisioni, dei dischi? Lì quello di “vero suono” è un concetto ancora più sfumato, aleatorio, rarefatto: quel suono è frutto di compromessi economici, abilità dei produttori e/o tecnici, scelte artistiche o commerciali. La hit destinata alle radio sarà pensata/incisa per suonare bene alle radio(line) più o meno indecenti. Nell’epoca del peer to peer, dei file compressi, con la musica pensata per l’usa e getta, per l’ascolto frettoloso in auricolari da 3 euro, quale tipo di suono verrà pensato come “vero”? Ma anche rimanendo alla “musica di qualità”, qualunque cosa voglia dire, il “vero suono” dei Radiohead di Kid A (un nome/titolo a caso) è quello deciso più o meno a tavolino da Nigel Godrich, frutto di ricerche, artifici e postproduzioni varie. E’ un “vero suono” che nasce “falsato” e che è pensato non per essere ascoltato in un laboratorio trattato acusticamente ma in ambienti “normali”, in situazioni “normali” con impianti “normali”. E cosa dire della musica elettronica, che nasce artificiale, logaritmica, “falsa”? Qual è il vero suono degli Autechre, di Aphex Twin, dei Boards of Canada? E Siccome, oltretutto, il mio mondo è quello (rock/pop/elettronico), quello in cui, cioè, il fattore umano, la sofisticazione del suono è consustanziale alla produzione del disco, il “fattore umano”, beh, non ci trovo nulla di male se dico la mia, con il mio gusto, le mie scelte, il mio piacere di ascolto. Pensiamo anche alla pratica dei remix, l’incisione originale di Aqualung non “suona” diversa dal quella di Steven Wilson? Qual è quella “vera”? Qual è il “vero suono” di Aqualung? Non mi interessa, a me piace di più quello di Wilson (che ha anche un multicanale esemplare) e sto bene con quello. Nel mondo reale, e nel (mio) mondo musicale, il concetto di “vero suono” mi pare, appunto, chimerico e metafisico, come il Sacro Graal o la Felicità.