L'ho trovato un film complessivamente noioso e verboso
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(il marito psicologo io avrei tentato di ammazzarlo prima che iniziasse a psicanalizzare la moglie o durante, e non dopo ), |
che però effettivamente ti lascia dentro alcune cose:
a) curiosità su come sia sorta quest'ossessione misogina in Lars Von Trier sempre evidente nei suoi film, ma che qua raggiunge l'apoteosi. Se avesse diretto lui "Uomini che odiano le donne",
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Lars avrebbe senza dubbio preso le parti del serial killer e del tutore violenta-assistite. E avrebbe fatto come mino morire fra atroci torture la ragazza |
b) un profondo senso di inquietudine, che è sapientemente sostenuta attraverso il montaggio del film e l'interpretazione della Gainsburg (bravissima)
c) Alcuni piani sequenza sono memorabili. Tecnicamente Von trier non si discute. Il prologo, l'epilogo e la scena onirica dell'attraversamento del bosco sono da applausi a scena aperta.
Da notare che qui a Parigi diverse persone si sono alzate ed uscite dalla sala a film in corso per la crudezza di alcune scene. La mia vicina di posto
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| durante la mutilazione vaginale autoinflitta a colpi di forbici della Gainsburg |
stava addirittura per svenire. Ergo, forse le polemiche sulla crudezza del film non erano totalmente infondate: la gente non va a vedere un film di Von trier con lo stesso tipo di aspettative di chi va vedere un horror splatter. E soprattutto l'atmosfera nei suoi film non è esattamente quella di un horror splatter.
Ma più in generale, io metterei sempre una scritta tipo "fumare fa male alla salute" all'ingresso dei cinema dove proiettano Von Trier: "sappiate che questo regista è un sadico e bastardo misogino: entrate a vostro rischio e pericolo". Così almeno uno sa cosa si deve aspettare e si prepara prima.
Bye, Chris