L'idea di G. Lucas, alla base della certificazione THX, era quella di fornire uno standard minimo di qualità per le sale cinematografiche, prendendo in esame gli aspetti costruttivi della sala stessa, la qualità di visione e la qualità sonora.
Ad esempio: l'isolamento acustico tra le sale, il tempo di riverbero, l'angolo di visione, lo sbalzo tra le file di poltrone, la perfetta geometria dell'immagine, la diffusione del campo sonoro dei diffusori retroschermo e laterali e loro diagrammi di irradiazione, la loro risposta in frequenza, la pressione sonora, ecc.).
Idea tutto sommato non male, considerato lo stato di moltissime sale cinematografiche.
Mi ricordo che all'inizio la certificazione doveva essere rinnovata annualmente, ovviamente previa verifica della perfetta rispondenza ai requisiti.
Il tutto costava e costa e porta un certo qual guadagno alla THX.
Poi hanno pensato di spostare la cosa anche in campo HT, rilasciando il famoso marchietto anche a singoli prodotti.
Per i finali di potenza il parametro dovrebbe essere quello della possibilità di fornire certi livelli di potenza senza problemi, cosa che qualsiasi ampli serio può fare benissimo, penso a un Krell, un McIntosh, un Classè o altri simili; non mi farei certo un cruccio per l'assenza del logo THX su uno di questi prodotti.
Per quanto riguarda i preamplificatori o gli integrati il discorso è leggermente diverso.
La THX è partita da alcune considerazioni ed ha deciso che per avere una riproduzione domestica la più possibile simile a quella della sala cinematografica, il segnale dovesse subire, in fase di riproduzione, alcuni interventi.
Uno di questi è una riduzione progressiva del livello delle alte frequenze, in quanto sostengono che la colonna sonora originale dei film ha un contenuto più ricco del dovuto di tali frequenze per compensare l'assorbimento introdotto dal'arredamento della sala e dal pubblico, cosa che non si verifica in un ambiente domestico.
Personalmente ho idea che in fase di trasferimento della colonna sonora al DVD questa cosa possa essere già presa in considerazione e attuata, per cui con il THX si introdurrebbe una ulteriore attenuazione.
All'atto pratico, se introduco tale equalizzazione ho sempre sentito una attenuazione per me inaccettabile.
La THX ha introdotto poi alcuni suoi algoritmi che affiancano, non sostituiscono, le decodifoche DD e DTS per offrire un migliore campo sonoro (a loro dire); esiste poi la specifica per determinare a quale livello andrebbe ascoltato il film (provate a farlo in un condomino

), la frequenza di taglio tra sub e gli altri canali.
I diffusori devono avere certi diagrammi di irradiazione e altre simili cose.
Poichè il marchio THX può essere di maggior richiamo nella vendita di un prodotto i produttori richiedono la certificazione per un loro prodotto, se questo supera l'esame ottiene il marchietto, la ditta paga la royalty e tutti sono contenti, compreso il cliente che alla fine paga lui la royalty.
Della THX mi piaccionoi tantissimo i trailer, "ascoltarne" uno in sala Energia all'Arcadia di Melzo è una esperienza che merita da sola il prezzo del biglietto.
Ciao