Per quanto riguarda i due modi di funzionamento la spiegazione è abbastanza semplice, si fa per dire.
Quell'ampli impiega un push-pull di pentodi (con i tetrodi il discorso sarebbe analogo), collegando la griglia schermo degli stessi a due prese dell'avvolgimento primario del trasformatore di uscita, realizzando così un classico e vecchissimo circuito, ma sempre efficace, definito appunto "ultralineare", che ha la caratteristica di offrire la piena potenza ottenibile dall'impiego dei pentodi unita ad una grande linearità.
Sull'ampli sarà probabilmente inserito un commutatore che modifica tale collegamento per fare funzionate il pentodo come un triodo, perdendo in potenza di uscita, ma guadagnando ancora un pochino in linearità; questo almeno in teoria, bisogna poi vedere come è realizzato in pratica il tutto e, cosa molto importante, come è realizzato il trasformatore di uscita.
Era questo uno dei punti cui mi riferivo parlando di conoscenze ed esperienza nel settore.
Fare un trasformatore di uscita "normale" è facile e, in produzioni di massa in certi Paesi, economico, per farlo "buono" bisogna impegnarsi abbastanza, per farlo "ottimo" o "superlativo" bisogna ricorrere a trucchetti e conoscenze che non si improvvisano in pochi anni nè, tanto meno, dall'oggi al domani.
Il funzionamento in Classe A è uno dei modi di funzionamento di un ampli, quello che offre la minore distorsione, la maggiore linearità, il maggior consumo e la minor potenza di uscita (a parità di valvole impiegate) ed è solitamente adottato negli ampli a triodi.
Ciao