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amplificatore con qualche watt di troppo

OscarMerlin, qualcuno ti direbbe che la musica non si ascolta con i numeri senza poi spiegare perchè un limite fisico possa essere superato da un entità terrena e non divina ;)

Io, anche dopo diverse prove, la penso come te e, ora che sto passando all'autocostruzione con un progetto a dipolo con tre vie triamplificato, sto prendendo ampli professionali potenti (1 da 500W/ch per i bassi e 2 da 250 W/ch per i medi e gli alti) perchè mi sono reso conto che suonano bene e lasciano un ampio margine dinamico che, secondo me, è più importante di quanto possa sembrare. Troppe volte ho sentito impianti dal suono ammaliante ma che purtroppo ti lasciano con la sensazione di camminare controcorrente. La stessa sensazione che si prova ascoltando il 90% dei CD pop moderni.

Ciao.
 
Il problema è, secondo me, che si continua a confondere l'intensità della corrente con l'erogazione di potenza, credendo nell'esistenza di watt "miracolosi" (definiti sempre "meglio pochi ma buoni") perchè erogati con valori di intensità di corrente più alta.

Se l'amplificatore, nei picchi dinamici della musica, non ha l'erogazione di potenza sufficiente, i watt possono essere ottenuti anche con più alti valori di corrente, ma l'amplificatore sempre in saturazione finisce, con effetti negativi eventualmente per i diffusori, ma sempre e sicuramente per il coinvolgimento ed il piacere di ascolto.
 
Per chiaro_scuro
Ottima la scelta di amplificatori così potenti, se suonano anche bene. Il problema non banale sarà il rodaggio, perché far rodare simili mostri è un'impresa non da poco.
Prima di tutto occorre disporli in un luogo dove si possano far lavorare quasi alla massima potenza senza problemi di vicinato per diverse ore consecutive, poi occorre fare una pausa per farli raffreddare un tantino (diciamo un'oretta) e poi un'altro lungo periodo di lavoro pesante. il tutto andrebbe ripetuto una decina di volte, arrivando ad almeno duecento ore di lavoro effettivo.
Il segnale audio usato può essere sinusoidale a bassa frequenza per non dare troppo fastidio, potendo disporre di woofer in grado di assorbire grandi potenze a basse frequenze, altrimenti ci si dovrà accontentare di rumore rosa, rumore bianco (però sono piuttosto pericolosi ed è meglio fare attenzione) o, ancora, di un buon disco senza dinamica tipo disco music moderna. Ovviamente l'Enel ringrazierà per la bolletta!
Nota bene: i segnali ad alta dinamica, purtroppo, non sono molto indicati nel periodo di rodaggio perché gli amplificatori lavoreranno a buon regime solo per tempi troppo brevi.
Buon lavoro!
 
Per Avenger
I cosiddetti watt miracolosi esistono. Sono quelli erogati da amplificatori a valvole, transistor, mosfet o altro, di bassa potenza ed in classe "A".
Il miracolo è presto spiegato, la classe A, facendo lavorare i finali sempre alla loro massima erogazione di corrente (ovviamente quella di progetto per la quale sono stati polarizzati), permette a questi amplificatori di raggiungere più in fretta la loro temperatura di lavoro e di mantenerla per tutta la durata del periodo di accensione dell'apparecchio, cosa che con gli amplificatori polarizzati in classe AB non accade, che tendono a raffreddarsi rapidamente anche dopo aver raggiunto la loro temperatura ottimale. Purtroppo la temperatura ottimale alcuni amplificatori a bassa polarizzazione possono anche non raggiungerla mai, in dipendenza del livello di ascolto e della sensibilità dei diffusori utilizzati.
Ecco spiegato il miracolo dei watt pochi ma buoni. Effettivamente per un ascolto casalingo a livelli medio bassi è più indicato un amplificatore a valvole di almeno 10-20 watt (anche non in classe A, perché tanto sono sempre delle stufette), oppure un piccolo amplificatore a stato solido in classe A, sempre da almeno una decina di watt.
 
Ultima modifica:
Ottima la scelta di amplificatori così potenti, se suonano anche bene.
In ambito pro non è facile trovare di meno!
Volevo gli yamaha serie p perchè relativamente poco costosi e perchè hanno la ventola disattivata fino a quando non raggiungono i 50°C.
Ho preso un ampli usato, il p5000s, per i woofer e pensavo per le altre vie di andare su ampli hi-fi. Una volta provato il p5000s sui miei diffusori ho visto che suona proprio bene (almeno quanto il mio attuale ampli stereo da 100 W) e così, appena finirò le casse, prenderò altri due ampli yamaha della stessa serie e della potenza minima della serie (250 W/ch).
Purtroppo non credo di poterli "rodare" ma, a dirla tutto, è l'ultimo dei miei pensieri ;)
Avranno tempo di rodarsi tante saranno le prove che dovrò fare per mettere a punto il crossover attivo e l'equalizzazione.....

L'unico timore c'è l'ho per l'ampli delle vie alte visto che utilizzerò due tweeter (uno anteriore e uno posteriore) da 94 db/w (quello anteriore sarà uno scan-speak D2904/710003 e il posteriore un vifa DX25TG09-04) e facilmente lavorerà con potenze veramente bassissime.


Ciao.
 
Ultima modifica:
OscarMerlin ha detto:
...Ecco spiegato il miracolo dei watt pochi ma buoni. Effettivamente per un ascolto casalingo a livelli medio bassi è più indicato un amplificatore a valvole di almeno 10-20 watt (anche non in classe A, perché tanto sono sempre delle stufette), oppure un piccolo amplificatore a stato solido in classe A, sempre da almeno una decina di watt.

Io continuo a non essere d'accordo. Mi dici cosa succede, con un amplificatore in classe A da 10 watt come dici tu, quando il segnale musicale ha un'escursione dinamica e l'amplificatore, per seguirla, deve erogare, faccio un esempio, 30 watt?
Per me, anche se è in classe A, va sempre in clipping, come un'amplificatore non in classe A.
 
Per Avenger.
Io ho parlato di ascolti casalinghi a livello medio basso, questo vuol dire un livello medio simile al parlato o poco più (circa 70-80 db), che con diffusori di media sensibilità, circa 90 dB, fa una potenza media di un decimo di watt, perfettamente compatibile con la dinamica di 20 dB garantita da 10 watt in classe A. infatti 80 dB di livello sonoro medio con 0,1 watt + 20 dB di dinamica fanno 100 dB con 10 watt. Praticamente la pressione sonora massima raggiungibile con un diffusore elettrostatico. Non è poco, per un ascolto casalingo non impegnativo. Nessuna saturazione neanche con il disco più ricco di dinamica. Ovviamente basta non avere la mano pesante sul volume.
E' ovvio che se tu chiedi venti dB di dinamica a un amplificatore da 10 watt che ne sta già erogando 1, questo andrà necessariamente in clipping. ma se tu sali su una 500 del 1968 e le chiedi di andare a 200 km orari, il motore andrà in fumo, per evitarlo devi solo ricordare che sei a bordo di una 500...
Un diffusore di buona qualità con 90 dB di sensibilità non è affatto raro, basta spendere una cifra compresa tra 1000 e 2000 euro, sul mercato le offerte nel nuovo abbondano e se si cerca nell'usato si possono trovare ottime occasioni.
Purtroppo è raro un amplificatore di piccola taglia e prezzo in classe A a stato solido, mentre un buon amplificatore a valvole di bassa potenza, buona qualità e prezzo moderato è già meno raro.
 
Per chiaro_scuro.
E' molto buona l'idea di utilizzare amplificatori con la ventola effettivamente disattivata fino ad una certa temperatura, perché grazie alla elevata potenza di questi apparecchi, nonostante la bassa polarizzazione di lavoro, a causa delle alette di raffreddamento sottodimesionate perché studiate per il raffreddamento forzato, in un'oretta l'apparecchio si scalda abbastanza da raggiungere una buona temperatura operativa... e fa anche meno rumore! Non so se hai idea del baccano che faranno tre ventole di non elevata silenziosità quando entreranno in funzione in un ambiente casalingo!
Pensa che molti utenti di finali professionali inseriscono un interruttore manuale in serie alla ventola di raffreddamento proprio per evitare di sentirne il fruscio mentre ascoltano a volumi medi. Però in questo modo perdono il diritto alla garanzia, nel tuo caso invece il dispositivo è già di serie, anche se non è del tipo manuale.
 
OscarMerlin ha detto:
...Io ho parlato di ascolti casalinghi a livello medio basso, questo vuol dire un livello medio simile al parlato o poco più (circa 70-80 db), che con diffusori di media sensibilità, circa 90 dB, fa una potenza media di un decimo di watt, perfettamente compatibile con la dinamica di 20 dB garantita da 10 watt in classe A. infatti 80 dB di livello sonoro medio con 0,1 watt + 20 dB di dinamica fanno 100 dB con 10 watt...

Un esempio plausibile il tuo, ma con tutte queste "precauzioni" e prerequisiti...allora non hanno nulla di "miracoloso" i watt di un classe A sono come tutti gli altri! ;)
 
Per Avenger
Può sembrare che ci siano troppe restrizioni nell'uso di un piccolo amplificatore di dieci watt, ma nella realtà, posto di avere a disposizione un diffusore con una sensibilità di circa 90 dB/2.83 V e una normale stanza casalinga, diciamo 25-30 mq, si potrà tranquillamente ascoltare di tutto e anche a volume generoso. Questo è quello che fa la stragrande maggioranza dei proprietari di amplificatori a vavole monotriodi single ended (che per definizione altro non possono essere che classe A). Sul mercato italiano non sono molto difficili da reperire.
Di produzione cinese si trovano dai 700 Euro in su (300B) e dai 1500 Euro in su (845).
Per gli amplificatori a stato solido in classe A la situazione è un po' più complessa, con costi da 1500 Euro in su si trovano come minimo da 40 watt a salire, quindi il discorso dei 10 watt salta un po'.

Per il discorso del miracoloso, se parliamo di amplificatori a valvole è già miracoloso che suonino bene, perchè molti di essi non superano in diversi parametri gli standard minimi Din per la definizione di alta fedeltà, ma nonostante ciò sono considerati amplificatori di riferimento; e a ragione, perché il loro suono è come il canto delle sirene, se ti prende sei fregato!
Scherzi a parte, i valvolari a triodo single ended sono davvero da ascoltare, ma non in negozio, da qualche conoscente che lo possiede o tramite qualche conoscente che conosce qualcun altro che lo possiede, perché devi ascoltare un esemplare che abbia concluso sicuramente il necessario periodo di rodaggio; altrimenti potresti rimanere deluso dal loro suono.
In ogni caso ci sono delle controindicazioni sul loro uso:
1- scaldano come stufette;
2- non hanno l'accensione quasi immediata degli stato solido;
3- i tubi di potenza sono di durata piuttosto limitata (2000 ore circa);
4- sono ingombranti e pesanti, nonostante la potenza limitata;
5- se usati senza le prescritte coperture protettive, a norma di legge, rappresentano un grave pericolo per i bambini sia per le ustioni che possono provocare, sia per i tagli (nel caso di rottura degli involucri) e sia per le scosse elettriche (anche mortali), perché come minimo le tensioni delle finali superano i 400 Volt e per le 845 si arriva a 1500 Volt!
6- nelle prime 200 ore di rodaggio suonano una schifezza, finito il rodaggio non si smetterebbe mai di ascoltare la musica che ne esce fuori.
7- nella prima mezz'ora dopo ogni accensione suonano una schifezza, dopo sono la voce degli angeli!
8- i filamenti non sopportano di buon grado accensioni e spegnimenti continui, a causa dello stress termico che ne deriva.

L'uso di amplificatori a stato solido in classe A è più semplice e più sicuro, fermo restando anche per loro alcune precauzioni d'uso:
1- scaldano come stufette, specialmente d'estate, quindi i bambini non si dovrebbero avvicinare agli apparecchi, perché le alette di raffreddamento possono superare temperature di 50° C;
2- sono pesanti e ingombranti (40 kg per l'80 watt da 1500 Euro);
3- nel primo centinaio di ore di funzionamento è meglio non giudicare il suono che ne esce; in seguito i giudizi sono i benvenuti;
4- anche questi devono stare accesi, meglio se "suonanti", per almeno mezz'ora prima di raggiungere la temperatura normale di funzionamento;
5- purtroppo non basta che siano in classe A per essere anche bensuonanti, dovrebbero anche avere un basso fattore di controreazione generale e sarebbe anche meglio se i finali fossero proprio esclusi dal loop di controreazione.

Rispettando tutte queste condizioni, sia i watt dei valvolari che quelli degli stato solido risultano migliori dei watt forniti dagli stato solido non in classe A (questo in linea generale, è ovvio, delle eccezioni ci sono sempre). Il tutto per merito di due punti:

1- nella classe A i finali funzionano sempre come se stessero suonando al massimo del volume e il loro campo di funzionamento abbraccia l'intera onda del segnale senza mai entrare in interdizione, quindi non esiste distorsione di incrocio;
nota: TUTTI gli amplificatori commerciali a stato solido sono in push-pull, nessuno è in single ended; ciò provoca l'abbattimento quasi totale della distorsione di seconda armonica, per cui la distorsione di terza armonica risulta maggiore della seconda già da potenze molto basse, è anche per questo motivo che gli amplificatori a stato solido devono avere basse distorsioni totali, perché sono quasi sempre con prevalenza di ordine dispari, molto più fastidiose all'ascolto di quelle di ordine pari, tipiche di un finale a valvole single ended;
2- una volta raggiunta la temperatura ottimale di funzionamento questa viene mantenuta finché l'amplificatore resta acceso, anche se non sta amplificando alcun segnale.

Questi due punti danno agli amplificatori a stato solido in classe A, a parità di potenza rispetto a quelli in classe AB, D, T, ecc., una superiorità udibile (ribadisco che ci sono delle eccezioni).

Se poi a questi due punti si aggiunge il terzo:

3- stadio finale escluso dal loop generale di controreazione (stato solido) o assenza completa della controreazione generale dall'intero circuito (tipicamente valvolari single ended di bassa potenza);

allora la superiorità sarà schiacciante e il suono sarà liquido e pieno di dettagli del tutto assenti, o poco udibili, negli altri amplificatori.

Siccome i punti 2 e 3 possono essere ottenuti anche in amplificatori non strettamente in classe A, esistono sul mercato dei costruttori che realizzano ottimi apparecchi in classe AB, ma nei loro stessi cataloghi gli amplificatori di punta tornano ad essere i classe A, dotati anche delle caratteristiche al punto 1.

Mi sono dilungato ancora, chiedo venia.
 
Caprettone ha detto:
io mi riferisco ai casi in cui un ampli a valvole da 15 watt spinge meglio di un ss delle stessa potenza. esistono dei valvolari da 5 watt ben suonanti cosa impossibile da fare con dei transistor

non ci credo neppure morto ....
vengo li con le mie AR 2ax e vediamo se il tuo valvolare da 5W (o anche da 15 se vuoi) riesce a fargli riprodurre Beethoven o gli AC-DC ....
 
Per NickByte
Spiacente ma l'affermazione di Caprettone è corretta, almeno per la prima parte.
Se si prendono due amplificatori, uno a valvole e uno a stato solido, aventi uguale potenza di uscita sullo stesso carico e con livello totale di distorsione simile, il valvolare riuscirà a fornire in uscita una potenza abbastanza più elevata dello stato solido (l'ingegner Bartolomeo Aloia sostiene addirittura il doppio della sua potenza nominale). Questo non per divina intercessione, ma per il fatto che mentre lo stato solido in genere satura verticalmente (in un grafico potenza/distorsione), il valvolare ha una saturazione molto meno ripida, più "morbida", addirittura quasi impercettibile all'ascolto, se non, appunto quando la potenza erogata supera di una buona percentuale quella di targa. Lo stato solido quando inizia a saturare si sente subito, a causa di un consistente indurimento del suono e della impossibilità da parte dell'amplificatore di fornire ulteriore potenza, anche alzando il volume.
Per quanto riguarda le tue AR, se gli colleghi questi due amplificatori (ricordo che la loro potenza di targa DEVE essere uguale sullo stesso carico), il valvolare le spingerà meglio sicuramente e, se si tratta di un amplificatore realizzato bene, molto probabilmente avrà anche un suono di migliore qualità.

Non è corretta la seconda parte dell'intervento di Caprettone, quando afferma che è impossibile realizzare amplificatori di bassa potenza bensuonanti a stato solido. E' semplicemente inutile, perché i dispositivi a stato solido hanno una tale capacità di erogare corrente che praticamente allo stesso prezzo di un 10 watt si può realizzare un 30 watt, cosa non altrettanto facile o economica con un valvolare. Nella storia dell'amplificazione è ormai divenuta leggenda la realizzazione di un finale a stato solido da 10 watt di potenza effettuata da John Linsley-Hood nel 1969. Si trattava di un amplificatore in classe A single ended a transistori bipolari. Suonava tanto bene da non far rimpiangere equivalenti finali a valvole anche di qualità elevata. Oncora oggi molti autocostruttori lo realizzano con soddisfazione.
Come vedi non era un finale in vendita, perché, purtroppo, tali amplificatori a stato solido non trovano mercato. Chi di voi spenderebbe 1000 Euro in un 10 watt a stato solido? Invece c'è un certo numero di appassionati che spende cifre anche 10 volte superiori per un 10 watt valvolare single ended realizzato con il mitico triodo 300B, magari con i trasformatori di uscita con il nucleo di Mu metal e avvolgimenti con filo di argento a oltre 50 sezioni.

Per gli amplificatori a stato solido allo stato dell'arte in genere si parte da 40 watt, con prezzi da 10000 Euro in su... Di certo siamo su altri pianeti per noi comuni mortali... Fortunatamente esistono (anche di produzione italiana) splendidi esempi di finali o integrati quasi allo stato dell'arte (sicuramente lo sono per il loro prezzo di vendita) dai 40 watt con prezzi più terreni, a partire circa dai 3000 Euro.

Non è la potenza di targa che impedisce di costruire amplificatori moltissimo ben suonanti a stato solido, è la domanda di mercato che lo impedisce. Se fossero richiesti a gran voce dagli appassionati amplificatori a stato solido da 5 watt allo stato dell'arte non ci sarebbe alcun problema per i costruttori a realizzarli. A oggi non mi risulta che ne esistano, a parte qualche giocattolino in tecnologia PWM (i cosiddetti "digitali"), che attrae più per il basso prezzo (ne ho acquistato uno anch'io qualche anno fa) , ma di certo non per la effettiva qualità audio...
 
OscarMerlin ha detto:
...Se si prendono due amplificatori, uno a valvole e uno a stato solido, aventi uguale potenza di uscita sullo stesso carico e con livello totale di distorsione simile, il valvolare riuscirà a fornire in uscita una potenza abbastanza più elevata dello stato solido...

E' un esempio su cui non sono d'accordo, o erogano la stessa potenza o uno dei due ne eroga di più di quella nominale, ma quest'ultimo caso non è certo esclusivo di un valvolare.

OscarMerlin ha detto:
...per il fatto che mentre lo stato solido in genere satura verticalmente (in un grafico potenza/distorsione), il valvolare ha una saturazione molto meno ripida, più "morbida", addirittura quasi impercettibile all'ascolto...

Sempre di clipping si tratta, che possa essere una saturazione più "piacevole" diventa soggettivo.
 
OscarMerlin ha detto:
Per NickByte
Spiacente ma l'affermazione di Caprettone è corretta, almeno per la prima parte.
Se si prendono due amplificatori, uno a valvole e uno a stato solido, aventi uguale potenza di uscita sullo stesso carico e con livello totale di distorsione simile, il valvolare riuscirà a fornire in uscita una potenza abbastanza più elevata dello stato solido

le casse non sono un carico puramente resistivo.
A mio giudizio, con casse "dure" come le AR, il valvolare va in crisi prima del SS.
E comunque io veramente quotavo l'affermazione che bastava un 5W nominali di pot max. (o anche un 15W) per riempire una stanza di musica ben suonata.
Ritengo che un ampli progettato per dare al max 5W (o15W), quando viene chiesta tutta la sua potenza, non suona bene come un ampli da 100W a cui ne vengono chiesti 5 (15). Ha una riserva di potenza (=dinamica) che l'altro non puo' permettersi.
 
Per Avenger
Qui non si tratta di essere d'accordo o no; che i valvolari a parità di potenza nominale siano in grado di suonare più forte dei normali amplificatori a stato solido è un fatto assodato da circa 50 anni di esperienza in campo sia professionale che hi-fi.
Purtroppo non sono in grado di indicarti delle prove di amplificatori valvolari single ended testati mediante misure, però ti posso dire che sul numero 271 di AudioReview è stato testato quello che si può considerare uno degli amplificatori a stato solido più vicino come tipo di distorsione ad un valvolare, si tratta del B-130 di AM-Audio. Se non hai la rivista cartacea, puoi trovare il file pdf della prova sul sito AM-Audio nel link "Dicono di noi". Nella prova, a pag. 49, è visualizzato il grafico potenza/distorsione e lo stesso Fabrizio Montanucci scrive nella didascalia: "...di tutti gli AM-Audio provati fino ad oggi, questo è certamente il più 'valvolare'. La distorsione non è bassissima e sale linearmente con la potenza, fino ad arrivare ad una saturazione talmente 'morbida' da risultare difficilmente percepibile fino a potenze ben superiori alla nominale (anche dell'ordine dei 300 watt su 8 ohm...".
Per la cronaca il finale in esame ha una potenza dichiarata di 130 watt su 8 ohm, anche se ne fornisce realmente 170 nella misura di carico limite.
Tanto per confrontarlo con il tipo di distorsione che fornisce un "normale" amplificatore a stato solido, leggiti la prova in pdf del modello T-130, uno dei prodotti più economici della AM-Audio. In questo caso la saturazione è talmente netta e verticale che i finali non sarebbero in grado di erogare neppure una decina di watt oltre quel limite. Invece il B-130 ha un limite di saturazione talmente aleatorio che si deve stabilire per convenzione a quale livello di distorsione considerare il suo inizio ed oltre quel punto i finali sono in grado di continuare a salire con la potenza ancora a lungo.
Il B-130 non è un finale da 300 watt su 8 ohm, ma è in grado di raggiungere tale potenza per brevi periodi, anche se con un livello di distorsione più alto di un normale amplificatore da 300 watt. Probabilmente durante l'ascolto di un disco ad alta dinamica questi picchi di potenza potrebbero essere ascoltati senza che si possa sentire in qualche modo il raggiungimento della saturazione.
E' chiaro che di amplificatori del genere a stato solido ne esistono pochi, siamo davvero allo stato dell'arte, ed anche il prezzo lo è, purtroppo: 9600 Euro la coppia (sono mono).
Tra l'altro il fattore di controreazione, che non interessa comunque la sezione dei finali di potenza, è di circa 35 dB, quindi neanche bassissimo.

Adesso torniamo a considerare un amplificatore valvolare monotriodo singel ended senza controreazione generale, ma solo locale. La sua caratteristica potenza/distorsione in saturazione sarà ancora più mordida del finale visto prima. Qui decidere quale debba essere il punto di inizio della saturazione sarà davvero difficile e si dovrà considerare come potenza di targa quella di progetto, che in genere stabilisce una distorsione dello 0,5%. Un normale amplificatore a stato solido, fortemente controreazionato, quando distorce dello 0,5% è già in piena fase di collasso da saturazione e basterà chiedergli un altro paio di watt in più per arrivare a diversi punti percentuali di distorsione. Saremo praticamente allo spianamento completo e brutale delle vette e delle valli delle onde del segnale in uscita, ciò significa che l'amplificatore non è più un amplificatore di segnale musicale, ma un generatore di onde quadre. Provate a spedire ai vostri tweeters anche una sola decina di watt di onde quadre ad alcune migliaia di Hertz di frequenza anche per solo pochi minuti. Li vedrete probabilmente friggere come uova al tegamino. Inoltre il suono non sarà davvero simile a quello di un flauto...

La saturazione di un amplificatore valvolare non è "piacevole", semplicemente non si riesce a rilevare ad orecchio se non quando la potenza erogata è sensibilmente superiore a quella nominale.
La saturazione di un amplificatore a stato solido con 60-70 dB di controreazione (che corrisponde circa il 90% di quelli in commercio), è invece immediatamente rilevabile.

Ovviamente non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, esistono moltissimi amplificatori a valvole che saturano improvvisamente come gli amplificatori a stato solido, però tutti hanno, chi più chi meno, un tipo di distorsione meno rilevabile ad orecchio rispetto agli stato solido. Sto parlando dei valvolari cosiddetti push-pull. Il gotha dei finali valvolari è rappresentato dai single ended con un solo tubo finale per canale, o dai cosiddetti single ended paralleli, in cui esistono due o più tubi finali per canale, ma sempre collegati in single ended, cioè ogni singolo tubo di un canale è alimentato con la stessa tensione e lo stesso segnale degli altri, amplificandolo per intero senza mai entrare in interdizione.

Allo stesso modo non tutti gli amplificatori a stato solido hanno una saturazione netta, come ho mostrato nell'esempio di prima, una piccola percentuale di essi possiede davvero un basso livello di controreazione generale e di conseguenza una saturazione più morbida, simile a quella dei valvolari. Ma sono apparecchi rari e costosi, anche se i "piccolini" AM-Audio in pura classe A e bassissima controreazione hanno ottime caratteristiche e prezzi tutto sommato abbordabili (da 2500 Euro a 4000 Euro) e potenze piuttosto elevate rispetto ai valvolari singel ended.

Facendo un confronto fra un piccolino AM-Audio (parlo di questa marca perché è quella più documentata dal punto di vista delle misure, di altre marche non è altrettanto facile trovarle) sempre in classe A e un valvolare single ended costruito su un parallelo di due valvole finali 845 (o 211), allora sì che dovremmo essere allo stesso livello sonoro, perché entrambi gli amplificatori dichiarano sui 40 watt per canale (allo 0,5% di distorsione per il valvolare) ed entrambi sono in grado di spingersi ben oltre la potenza nominale, avendo una saturazione molto morbida.
Per quanto riguarda la qualità del suono, in teoria il valvolare single ended di 845 (o 211) dovrebbe rasentare il massimo della qualità sonora oggi esistente, però ovviamente dipende dall'implementazione che viene fatta, dalla qualità dei materiali impiegati, dalla qualità delle valvole, da quella dei trasformatori d'uscita, ecc. Un finale del genere ha un prezzo variabile tra 3000 Euro e ... alcune decine di migliaia!
Il piccolino AM-Audio a stato solido gode comunque di un'ottima reputazione.
 
Bè per impossibile intendevo a prezzi umani;) E' logico che volendo si può fare tutto, ma a che prezzo? Le aziende esistono per vendere e guadagnare quindi, come è già stato detto, un ampi ss di queste caratteristiche non avrebbe mercato. Per quanto riguarda la mia esperienza personale io posseggo delle chario syntar t 100 89 db di efficenza che precedentemente venivano pilotate, in una stanza da 25 mq, da uno ss da 15 w. Passato ad un valvolare di pari potenza i diffusori in questione, che non sono certo tenerissimi, sono letteralmente esplosi: dinamica, palcoscenico, tridimensionalità, voci, tutto aveva avuto miglioramenti sostanziali tanto da farmi quasi pensare di avere cambiato i diffusori. Quello che ho scritto è frutto di mia esperienza personale e non per sentito dire. Non ho mai avuto problemi di clipping neppure con un pieno orchestrale di Mahler. Certo i non sono uno che ascolta a livelli assordanti, anche viste le dimensioni dell'ambinete d'ascolto, ma fino ad ora considerando le mie esigenze problemi zero vantaggi tanti.
 
Per NickByte
E' vero che le casse non sono un carico puramente resistivo, ed è per questo motivo che i finali a valvole hanno più di una presa positiva per le casse, in genere ne hanno almeno due: 8 ohm e 4 ohm. Quelli "esagerati" hanno anche la presa per 2 ohm. Per tutte le prese è garantita la stessa potenza sul carico nominale della presa.
Le tue AR dovrebbero essere collegate alla presa 4 ohm.
Ti assicuro che ti stupiresti di come il valvolare, anche di soli 5 watt, riuscirebbe a far suonare i tuoi diffusori.

Comunque posso assicurarti che esistono molti finali valvolari, tipicamente da 8 watt, basati su valvole finali 300B, che vengono considerati fra i più ben suonanti amplificatori del mondo. Bensuonante non significa che suonano forte come in discoteca, significa che hanno un suono che ti lascia di stucco per la qualità dei dettagli e per la dinamica naturale di ogni singolo strumentino.
Pochi di noi nella nostra vita avranno mai la possibilità di ascoltare un capolavoro del genere, mi riferisco ai finali Audio Tekne, il più "potente" ha 15 watt, è mono e costa (un singolo canale) 62000 Euro (diconsi sessantaduemila)!
Comunque non si deve salire così in alto per trovare ottimi prodotti da 8-10 watt per canale, sul mercato esistono molti 300B con prezzi che si aggirano sui 3-4000 Euro ed anche con questi l'effetto stupore è assicurato!
 
Per caprettone

Condivido pienamente le tue impressioni, un amplificatore a stato solido piccolo come potenza e fortemente controreazionato ha proprio il guaio di essere troppo legato nella dinamica e quando si avvicina alla saturazione lo fa notare immediatamente, cosa che non accade con i valvolari, per quanto piccoli anch'essi. Io con diffusori da 96 dB di sensibilità ho usato un Gainclone extra minimalista, dotato di un dettaglio strepitoso, ma purtroppo nonostante i suoi 30 watt di potenza, faceva notare immediatamente l'avvicinarsi del suo limite, e nonostante la sensibilità elevata dei diffusori!
Utilizzando invece un valvolare single ended da soli 7 watt per canale, non ho mai ricevuto la stessa impressione di raggiungimento della saturazione, ascoltando allo stesso volume per entrambi gli amplificatori, comunque si parla sempre di volume non molto alto, altrimenti la musica non la si ascolta, la si subisce! Il valvolare, purtroppo non aveva la stessa qualità sonora dello stato solido a causa dell'economicità dei trasformatori d'uscita, che sono proprio il loro tallone di Achille. E' proprio questo componente che pesa in modo massiccio sul costo finale dell'apparecchio.
 
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@ OscarMerlin

Mai letto il nostro regolamento ?

Dovresti farlo, troverai, ad esempio, una norma che vieta il tipo di quotatura che hai fatto nel tuo ultimo intervento.

Sei pregato di editare il tuo messaggio in modo da renderlo conforme.

@ TUTTI

Mai sentito parlare degli OT ?

MI sembra che sia da un po' che state parlando di un argomento che non ha molto a che fare con la domanda del titolo della discussione cui, inoltre, è già stata data risposta.

Siete tutti quanti pregati di prestare maggiore attenzione al regolamento.

Grazie.

Ciao
 
Ho letto tutta la discussione, e visto che alcune risposte sono molto tecniche, non ho capito molto

Avrei anche io questo dubbio:

se io ho delle canton gle 420, che da specifiche tecniche indicano Potenza nominale/musicale applicabile 70 / 130 watt

e ci abbino un apli che ha 100w per canale o 120w per canale cosa accade hai diffusori?

Cioè fin quando il volume è basso non hanno problemi (quindi solo ad alti volumi) o anche a volumi bassi?

Faccio questa domanda perchè all'inizio della discussione si dice che è meglio avere un ampli con una riserva di energia che non averla.
Quindi è meglio avere un ampli con più watt?

Grazie in anticipo
 
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