Per fare questo però bisogna avere una vasta conoscenza dei componenti da scegliere
Ma infatti è proprio questo il punto...io spero di non essere stato frainteso ma non stavo assolutamente criticando il cambio di componenti nel tentativo di raggiungere un obbiettivo, ma stavo evidenziando la tendenza, molto frequente, di pensare che per far suonare meglio una particolare configurazione sia d'obbligo il cambio di componente, spesso con esborso economico notevole o l'impostazione di parametri che vanno bene a prescindere.
Il mio pensiero nasce dal fatto che andando periodicamente all'Hi-Fi Fidelity a Milano, ed a qualche Gran Galà dell'Alta Fedeltà, questo modus operandi da parte di molti appassionati è radicato talmente tanto che risulta difficile affrontare certi argomenti senza rischiare l'inizio di diverbi.
Poi, sapendo di avere spesso molte lacune tecniche, io sono uno di quelli che spesso parte per le fiere col portatile nello zaino per mostrare le misurazioni ai vari tecnici presenti chiedendo consigli e quant'altro in modo da capire come muovermi, e spesso ho dovuto cambiare le mie opinioni su molti frangenti.
Sono anche fermamente convinto che fattori come dinamica, ritmica, effetto 3d, ecc siano difficilmente misurabili, ma apportino un notevole cambiamento al suono...quindi non è che un grafico possa dire tutto, ma possa dire molto di aspetti che ad orecchio possono solo essere ipotizzati ed anche interpretati male.
Tutto questo per dire cosa?
Che, a mio avviso, per ottenere il 100% dal proprio setup bisognerebbe misurare, comprendere e poi decidere come muoversi...perchè se hai un buco/picco, ad una determinata frequenza, lo hai sia con un sinto av che con un integrato da migliaia di euro...come mettere pannelli fonoassorbenti a caso per la stanza ecc.
Io conoscendo problemi che nascono da un posizionamento agli angoli dei diffusori proprio ieri ho utilizzato i tappi in schiuma che mi avanzavano dai miei sub per tappare il reflex delle mie torri, poi ho ricalibrato nuovamente con Audyssey e morale della favola? Coerenza timbrica molto migliorata con il centrale (anche lui in cassa chiusa) e basso più asciutto e controllato...ma se non avessi avuto il mio umik non avrei potuto capire di dover cambiare il crossover da 40hz a 60hz in modo da mantenere una RIF lineare e magari avrei solamente peggiorato tutto nel tentativo di risolvere una problematica.
E la controprova è che i parametri "Audyssey" li ho sempre esclusi preferendo le impostazioni manuali.
Come ho già detto ognuno è libero di fare quello che più gli aggrada, sbagliato o giusto che sia a livello tecnico...quello che mi auguro spesso è solamente che il suonare di un setup corretto e lineare dopo la calibrazione non venga visto come sbagliato solo perchè uno non ci è abituato.
Io ho da molto tempo una RIF ottima, ed avendo abituato l'orecchio, quando ascolto alcuni fantomatici impianti presenti alla fiera di turno mi accorgo che suonano da far sanguinare le orecchie e...mi viene da ridere.
Per portare un esempio del modo di prendere questo hobby da molte persone è come un paio di anni fà a Milano ho sentito un setup, che vedeva impiegati addirittura due monofonici Gryphon, lanciato li in una stanza di albergo senza che ci siano neanche due pannelli fonoassorbenti o la parvenza di una cura dell'ambiente di ascolto...è come promuovere una Ferrari facendo vedere come va bene giù per i campi...e chi lo fa è magari l'esperto che consiglia il taglio ad 80hz a prescindere...il che è tutto dire.
Se intendi sdoppiare pre out del pre a due finali (biamp orizzontale) va considerato un dimezzamento dell’impedenza vista dal pre. Può essere che il pre non goda nel pilotarli, magari peggiorando i livelli di distorsione, anche se magari ce la fa.
Molti pre hi-fi hanno il doppio pre out con bassa impedenza di uscita apposta per pilotare due finali stereo, non è il caso del sinto marantz in oggetto.
Io poco tempo fa utilizzavo quel metodo per usare un doppio canale centrale, e non ho riscontrato particolari problemi, però a me qui fede tu fai scuola, neanche sapevo che esistevano pre con doppio pre out quindi ok.
Ho proposto questa soluzione appunto per rendere possibile la cosa tramite il 6015.
Il ritardo è giusto il tempo di attraversare il cavo di segnale che collega i pre out del pre agli ingressi del finale esterno anziché arrivare diretto al finale interno del sinto. La cosa si risolve con velocità prossime alla velocità della luce. Di fatto quasi insesistente, mi viene da dire forse non facilmente misurabile, di sicuro non avvertibile, altrimenti le uscite sdoppiate per biamp dei pre o i comuni preout degli integrati hi-fi non avrebbero motivo di esistere.
Mha qui non so. Credo che non sia la soluzione migliore avere una parte del segnale audio che esce dai finali del sitno e va direttamente a medi e tweeter ed avere i bassi che devono passare per la sezione pre, per poi arrivare al finale e da li al diffusore...se fosse tutto così immediato in fase di calibrazione Audyssey non avrebbe motivo di impostare il sub di turno a una distanza diversa da quella reale per compensare il ritardo audio che deriva dal passaggio del segnale tramite la piastra di amplifcazione.