Come ha giustamente detto Alpy la Arrows come qualunque altro editore non può assolutamente toccare il master video che riceve dalla casa di produzione. Il contenuto del master video è sempre blindato. Nel bene o nel male. L'unica operazione importante che può liberamente fare l'editore al fine di preservare la qualità del master è quella di realizzare in sede di authoring un encoding il più possibile trasparente con deviazioni minime e /o trascurabili (prodotti dalla compressione) rispetto al master video. Riguardo all'utilizzo dei filtri di noise e degrain in fase di mastering evidentemente c'è ancora qualcuno convinto (o che è stato convinto) della loro utilità per una serie di ragioni molto spesso poco "nobili" . Per fortuna la nuova generazione di filtri di degrain sono molto meno invasivi e molto più selettivi di quelli, davvero pessimi, che hanno letteralmente rovinato molti titoli pubblicati anni fa in formato blu Ray disc. Il primo esempio che mi viene in mente , dal risultato tutto sommato più che positivo, è l'edizione BD 4K di "Alien ". Bisognerebbe anche considerare che il mastering e il restoring digitale dei titoli storici da ocn è estremamente più complesso, delicato rispetto ai films moderni in cui il master video è rappresentato dai Digital Intermediate in 2k o, ancor meglio, 4k. Molto spesso è necessario scansionare diversi materiali per assemblare e comporre un master video digitale. Spesso si utilizzano parti in pellicola di diversa natura ( ocn, interpositivi di varia provenienza e generazione, le parti con gli effetti speciali assemblati con le stampanti ottiche etc ). Un collage dalla resa differente, a volte necessario, per sopperire parti perdute o irrimediabilmente deteriorate. È ovvio che tutto va assemblato e reso coerente in sede di restoring. L'obiettivo dovrebbe essere sempre quello realizzare una nuova copia digitale filologicamente corretta e rispettosa della fotografia originale del film così come era stato proiettato nelle sale nel periodo della sua uscita. In questa fase siamo totalmente nelle mani dei tecnici; la loro sensibilità e rispetto dell'opera cinematografica sono fondamentali per ottenere un grande risultato finale magari supportato, ispirato e sostenuto (si spera sempre) saggiamente dalle direttive del regista e del direttore della fotografia. Sapere poi che esiste un formato fisico di altissima qualità come il BD 4k è una motivazione in più per investire, restaurare e preservare il grande cinema. Il disco ha tantissimi pregi . Non solo quello di realizzare la miglior qualità audio video oggi disponibile. È anche un formidabile strumento di archiviazione a disposizione di tutti gli appassionati. Poi dovremmo anche discutere del fatto che, se ricordo bene, la copia di prima visione che veniva distribuita nei cinema non era ricavata direttamente dal negativo ma, se andava di lusso (raramente) era di quarta generazione. Negativo - internegativo - interpositivo- copia positiva. Quindi, durante tutto il periodo storico governato dalla pellicola la copia distribuita nei cinema aveva subito una sorta di "filtratura" e un inevitabile degrado analogico rispetto al contenuti presente nel negativo originale. Un punto questo punto che meriterebbe una discussione a parte ....