il mio sfogo non era riferito alla risoluzione, ma a tutto il "sistema".
ormai nel mondo digitale, fare meglio si può ma bisogna vedere quanto si migliora e quanto il miglioramento è apprezzabile dai nostri sensi.
qui ci sbattiamo su piccolezze e dimentichiamo il gusto della percezione artistica: ecco io a qui voglio arrivare: ci si può accontentare anche di molto meno (in tutti gli ambiti della elettronica di consumo) se dimentichiamo una volta per tutte le questioni tecniche dietro ad una immagine, un video in movimento, una registrazione audio e ci rilassiamo nella visione ed ascolto di quello che ci piace.
Il marketing ci convince che quel qualcosa si vede, si sente, si vive e percepisce meglio e noi ci convinciamo che così è, salvo trovare difetti anche nel non plus ultra, se siamo oggettivi, o non trovarne, anche se ci sono, perché il recensore di turno dice che non ce ne sono.
Ormai siamo influenzati da tutto: sta a noi ritornare alle origini, goderci un video vhs di tanti anni fa che ci ritrae bambini con parenti che magari non ci sono più, ascoltare una musicassetta frusciante con una filastrocca cantata da persone scomparse o che non abbiamo più modo di rivedere: questo sì che non ha prezzo e vale tutto: le emozioni non sono digitali. Sta a noi non farci continuamente infinocchiare dall'ipotetico sempre meglio o presunto tale dei pubblicitari.
ormai nel mondo digitale, fare meglio si può ma bisogna vedere quanto si migliora e quanto il miglioramento è apprezzabile dai nostri sensi.
qui ci sbattiamo su piccolezze e dimentichiamo il gusto della percezione artistica: ecco io a qui voglio arrivare: ci si può accontentare anche di molto meno (in tutti gli ambiti della elettronica di consumo) se dimentichiamo una volta per tutte le questioni tecniche dietro ad una immagine, un video in movimento, una registrazione audio e ci rilassiamo nella visione ed ascolto di quello che ci piace.
Il marketing ci convince che quel qualcosa si vede, si sente, si vive e percepisce meglio e noi ci convinciamo che così è, salvo trovare difetti anche nel non plus ultra, se siamo oggettivi, o non trovarne, anche se ci sono, perché il recensore di turno dice che non ce ne sono.
Ormai siamo influenzati da tutto: sta a noi ritornare alle origini, goderci un video vhs di tanti anni fa che ci ritrae bambini con parenti che magari non ci sono più, ascoltare una musicassetta frusciante con una filastrocca cantata da persone scomparse o che non abbiamo più modo di rivedere: questo sì che non ha prezzo e vale tutto: le emozioni non sono digitali. Sta a noi non farci continuamente infinocchiare dall'ipotetico sempre meglio o presunto tale dei pubblicitari.