perche' cambia, e non poco
A voler essere onesti non cambia nulla. Anzi. A non rispondere ad un potenziale cliente ci perdi un potenziale nuovo guadagno (presente e futuro). In entrambi i casi si tratta di disservizi importanti, che non tutti possono accettare.
Inoltre, se le risposte non arrivano nemmeno al telefono (e lì non si può distinguere prima di alzare la cornetta se chi sta chiamando è "cliente" o no) allora il problema si fa cronico.
Comprendo le difficoltà a reperire la merce, ma secondo me dovrebbero/avrebbero dovuto scrivere in chiaro e ben visibile che per l'approvvigionamento dei prodotti si sarebbero appoggiati a terzi fornitori con tempi di attesa non prevedibili: è una mancanza che in ambito commerciale può avere le sue conseguenze: ritardi incerti.
Non condivido poi chi reputa il fatto di aspettare (non si sa quanto) sia una cosa accettabile e da tenere in conto, quasi fosse una pratica scontata e condivisa. Siamo nel 2014 e il commercio online dovrebbe essere all'avanguardia, e invece si nota sempre di più che c'è un mare di lavoro da fare.
Ci lamentiamo che in Italia l'economia va male e poi ci mettiamo a giustificare delle mancanze a livello di organizzazione commerciale di questo tipo? Insomma, vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca ...
P.S. A quelli di Redcoon ho scassato le scatole a ripetizione dal 20 dicembre al 7 gennaio, via email, telefono e chat: one shot one kill, sia che fossi cliente dichiarato sia nei panni di un completo sconosciuto. C'è una bella differenza di servizio al cliente.