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Non serve un VPR 4K per riempire 3 metri di base schermo, e te lo dimostrano tutte le installazioni presenti ad oggi sul mercato che hanno appunto questa dimensione di immagine. Il fatto di "potersi avvicinare" poi, perdonami, è una boiata che si continua a leggere in giro .... Non serve un VPR 4K per riempire 3 metri di base schermo, e te lo dimostrano tutte le installazioni presenti..........[CUT]
Si...ma io non ho scritto "3 metri di base schermo", ho scritto "uno schermo per vpr decisamente superiore ai 3 metri di base".
Avendo a disposizione una parete, tirata a gesso, attualmente con guadagno di circa 1.1, non solamente posso provare schermi, ma posso fare anche altre prove che mi interessano.
E' di generale constatazione che per quelle che sono mediamente le preferenze di un europeo, all'intervallo 8-11 Fl corrisponde una luminosità che nella visione di contenuti 2D può solitamente rivelarsi sufficiente, passando dalla dark room completamente trattata, al semplice ambiente living bene oscurato.
Riguardo alla questione della distanza, ho scritto: "Oltre al potersi più agevolmente ravvicinare al telo per cogliere più facilmente l'aumento del dettaglio eventualmente oggi ricreato e un domani di per sé nativo".
L'intera frase mira a comunicare la prospettiva di poterlo fare, non la necessità di farlo.
Ho scritto "potersi ravvicinare", sia per rendere l'idea della possibilità, non dell'obbligo e in più non ho specificato di quanto, non ho scritto "molto", "poco" o altro. Nessun avverbio di quantità, per rimanere generico riguardo al "quanto".
Ho inoltre condizionato questa percezione ad un aumento del dettaglio "eventualmente oggi ricreato", senza darlo per scontato.
L'ho espressa in questo modo proprio perchè in linea di massima concordo con il pensiero che non si dovrebbe porre un'enfasi su questo aspetto della minor distanza di visione, tale da portare un lettore a percepirlo quasi fosse un "comandamento" o una prescrizione medica la cui non osservanza faccia scadere la qualità del vedere o possa invalidare l'eventuale acquisto nella maniera più assoluta.
Anche perchè il tentativo sicuramente logico e sensato di volere parametrare la percezione in rapporto alle distanze di visione, riguarda la percezione cosciente, non tocca mai il campo della percezione inconscia, subliminale, che per definizione avviene in assenza di consapevolezza.
Questa percezione è generalmente molto più estesa e il fatto che il soggetto non ne sia cosciente non inficia il suo produrre effetti, ma il suo studio presuppone e chiede molto di più e molto più tempo.
Generalmente però, solo quando si tratti di videoproiezione 4K e non certamente di un display 4K, (non mi azzarderei a prospettare un avvicinamento fuori dell'usuale per un display attivo, salvo che nel campo della fotografia, dell'immagine statica, quindi), preferisco comunque prospettare la possibilità di avvicinarsi, senza necessariamente fare presente che il buon senso, la propria disposizione psicofisica e la qualità del video proiettato sono e saranno i criteri secondo i quali regolarsi, (quando le indicazioni espresse siano rimaste "aperte").
Questo perchè un movimento di avvicinamento a qualcosa che si stia percependo nitidamente, può rientrare nel campo degli impulsi istintivi.
L'avvicinarsi sarebbe quindi un moto, un'aspirazione a rendersi maggiormente conto di ciò che si presenta alla vista, che può venire da sé, spontaneamente, nascere dall'interno e non essere per forza dovuto a motivi indotti dall'esterno.
In sintesi sarebbe un movimento verso una maggiore comprensione, confidenza, contatto con quello che si presenta ai nostri sensi, al nostro essere.
Una certa tendenza "ad accorciare le distanze" sembra quindi rientrare nell'ambito delle normali possibili tendenze dell'uomo.
Fatte salve queste precisazioni, sono quindi d'accordo sulla opportunità di non farne una "religio"; chiaramente non può raccomandarsi come misura eretta a sistema, anche solamente per il decisivo fatto che se appena si eccede si rischia di perdere la visione dell'insieme, per i limiti della visione periferica nell'uomo, dovendo, come hai prospettato, mettersi a girare la testa per seguire la scena, scadimento del comfort, andandoci a perdere quindi.
Può anche accennarsi pure il fatto che su schermi decisamente grandi, non di rado già posizionati troppo in alto rispetto a come dovrebbero essere visti, diminuire decisamente la distanza può mandare definitivamente a quel paese l'ergonomia della visione, per il cambiamento che si impone alla direttrice dello sguardo, qual'ora il soggetto non modifichi il grado di estensione del collo o più precisamente del rachide cervicale, con gli inconvenienti relativi o non vada direttamente a modificare l'inclinazione del tronco agendo ad esempio sull'inclinazione della seduta, oppure rialzi il pavimento, (senza entrare adesso nel merito dei rapporti che intercorrono tra le più opportune distanze vpr-telo in presenza di schermi a più alto gain e/o contrasto, la misura di shifting della lente che si può rendere necessaria per rispettare la fisiologia della vista pur rispettando un'effettiva esigenza di coinvolgimento, la conseguente possibilità di essere al limite del fare ombra sullo schermo al progressivo decrescere della distanza alla quale viene osservato con conseguente allontanamento dello spettatore dal videoproiettore installato dietro la seduta).
Oltretutto, è evidente che un netto avvicinamento risulterà possibile solo in presenza di assai poche imperfezioni dell'immagine, nella quasi assenza di rumore video, ad esempio.
Se anche fosse che motu proprio, ad un certo numero di spettatori venisse istintivo avvicinarsi ad un flusso di immagini più nitide, la maggiore possibilità di percepire rumore video, artefatti ed imperfezioni ancora eventualmente presenti, possono comunque costringere a riallontanarsi e come spesso indicato, l'assenza di contenuti nativi sulla risoluzione UHD, gioca per lo più decisamente a sfavore.
Tanto più che nel campo della videoproiezione non esiste quell'efficace stadio finale di ottimizzazione e "mascheramento" di alcuni difetti dell' immagine che è rappresentato dallo schermo nei display attivi, quando questo sia stato ben studiato e realizzato.
In definitiva comunque, sebbene indicazioni generiche di massima, le relative discussioni e i vari "botta e risposta" possano portare un contributo, nella pratica è mia personale convinzione che l'argomento sia troppo vasto per essere spesso oggetto di discussioni generiche, che prescindano dal caso concreto, altro appunto che per grandi linee, giusto per contribuire comunque con indicazioni di massima e spunti di riflessione.
Credo sia assodato da parte di molti che a voler trattare veramente questo campo, non basterebbero cento pagine di thread, molto semplicemente si renderebbe opportuno e necessario qualcosa di simile alla pubblicazione di un libro, che anche qual'ora fosse valido chiederebbe comunque molto all'eventuale lettore, non fosse altro che per il tempo che dovrebbe dedicarci.
Non ci resta quindi che la valutazione caso per caso, che rappresenterebbe la vera e più efficace strada da seguire in un mondo relativo.
Chi ha conoscenze adeguate, tempo e voglia, potrà certamente farlo.