Credo ci siano da fare alcune precisazioni.
E' indubbio che Amar Bose sia stato uno dei grandi dell'Alta Fedeltà, quella del periodo d'oro, alla pari di nomi come Fisher, Scott, Marantz, McIntosh, Klipsch (che oltre ad essere nomi di marchi sono anche i nomi dei rispettivi fondatori) o di J. B. Lansing (JBL), P. Walker (Quad), E. Villchur e H. Kloss (AR) e tanti altri.
Il suo concetto di diffusore era completamente innovativo per i tempi, basti pensare al concetto di utilizzare la riflessione dell'ambiente come parte integrante del diffusore, il modello 901 con i suoi 4+4+1 piccoli altoparlanti (rispettivamente sui due lati poseriori inclinati e uno sul frontale) erano assolutamente una novità, così come il concetto di equalizzazione attiva degli stessi ed avevano anche una potenza ammissibile veramente elevata ed il risultato, a fronte di una installazione un po' critica, ottimo.
Esiste una versione di questi diffusori per uso professionale, sicuramente validi ed ancora in produzione.
Bose è stato per 40 anni professore al MIT, cosa che non è da poco, e la ditta opera anche nel campo professionale oltre che in quello della progettazione acustica di auditori e simili, d'altra parte il suo fondatore è stato uno dei pionieri nel campo della piscoacustica.
Non tutti, anzi, pochi, dei costruttori attuali di apparecchi "esoterici" potrebbero vantare le sue conoscenze in campo audio.
La ditta ha poi saputo ritagliarsi un largo spazio nel settore consumer, grazie ad alcuni prodotti, chiacchierati ma sicuramente innovativi.
E' innegabile che i suoi "cubetti" possano essere una valida soluzione per molti casi critici, costano forse di più, ma queste sono scelte di marketing.
Moltissimi dicono che il loro suono non è quello vero, ma la maggior parte dei loro acquirenti invece ne è soddisfatta e se consideriamo che anche in questo forum ci sono audiofili esperti che dicono che l'importante è che il suono "piaccia" in barba a qualsiasi considerazione tecnica, come dare allora torto ai primi?
Ciao