Memoria sonora e assuefazione all'ascolto

Sempre che il grafico (x=costo, y=miglioramenti) non sia logaritmico
L'andamento è logaritmicissimo!! Se si escludono casi eclatanti di sinergie particolarmente sfortunate o di introduzione di tecnologie particolari, dopo un certo livello, soprattutto in casi di sostituzione di elettroniche, gli incrementi di prestazioni sono trascurabili a fronte di esborsi notevoli. Poi, più si sale, più è alto rischio di incappare nelle sole e, di cose costose che suonano male, se ne sentono tantissime.
Ciao, Enzo
 
Perbacco Enzo, Catalano ti fa un baffo
He He!
Catalano è un riferimento costante. Mai scordarsi di ciò che è lapalissiano! Mio suocero dice sempre:
"A l'é mej in piasì che sent dësgust"
che, in piemontese, significa: è meglio un piacere di cento disgusti. Come si fa a non essere d'accordo? :D
Ciao, Enzo
 
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ma a voi non capita mai di raffigurare a mente la forma d'onda del suono che state ascoltando? Dico penso che stiamo parlando di memoria sonora di brani a noi conosciuti per poi fare delle comparazioni "mentali": quando ascolto un brano a me ben noto da un impianto che non conosco/ho modificato cerco di raffigurare a mente la forma d'onda di cio' che il mio orecchio sta percependo per capirne le differenze.
 
della frequenza, nel tempo non ci riesco!

....
lo sapevo che non sarebbe passata inosservata! l'ho sparata grossa :D scusatemi è che siete sempre così dannatamente preparati che volevo spiazzarvi con una considerazione al limite del "verosimile". La verità è che fin da piccolo e con l'amiga 500 ho sempre subito il fascino della rappresentazione ampiezza-frequenza della forma d'onda e di come quella "formula matematica" magicamente si trasformasse in quel "rumore" che tanto apprezziamo, forme d'onda che all'apparenza sembrano tutte uguali ma che invece rappresentano una vera e propria impronta unica.
 
Occhio che la rappresentazione nel dominio della frequenza usando il solo modulo non è sufficiente, occorrerebbe anche considerare la fase della trasformata.
Dico questo perché immagino che tu ricostruisca il modulo della rappresentazione nel dominio della frequenza, e non la fase...
Ad esempio, due segnali diversi nel tempo possono avere trasformata con lo stesso modulo ma fasi diverse (e ci mancherebbe altro, vista la corrispondenza biunivoca costituita dalla trasformata di fourier), infatti la trasformata è in genere un numero complesso che diventa reale solo se il segnale nel tempo è dotato di simmetria hermitiana.

PS: la mia era una provocazione :D
 
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Mi intrometto da poco esperto in ascolto hi end e sopratutto da possessore di modesto impianto. Ma da musicista, anche se amatoriale considerate oltre allo stato psicofisico che può assumere parametri determinanti..la dico grossa? Anche l'idratazione del corpo influisce. Il timpano è una membrana e parlandone con un mio amico medico e batterista vi assicuro che in determinate condizioni l'orecchio ha non poche variazioni di status. Per non parlare poi dell'ambiente, con gli strumenti live molto più determinate (umidità, temperatura) in quanto pelli di tamburi o corde di chitarra ne risentono di più, ma alla stregua di questo sia fisicamente le membrane dei diffusori che la stessa aria che passa tra le nostre orecchie e le casse è influenzata molto...in questi giorni di caldo, umido, almeno a Roma, vi assicuro che nel mio ambiente il suono e molto arrotondato e lo percepisco diverso. La mia esperienza mi dice questo e come spesso capitano giorni freddi e secchi in cui in sala prove ti passa la voglia di suonare perché le casse non spingono e gli strumenti non suonano, idem in casa accendi tutto e sembra che il tutto sia strozzato. A quel punto lascio stare e aspetto tempi migliori senza troppe s.... mentali su cavi, posizione, psiche...non sarà un discorso audiofilo ma per esperienza io lo riscontro, ogni volta.
 
lorenz975,
Bene a sapersi !
Comunque anch'io a periodi avverto differenze!!!
Ma non potevo pensare a questi fattori scatenanti !!!
 
Anche l'idratazione del corpo influisce. Il timpano è una membrana e parlandone con un mio amico medico e batterista vi assicuro che in determinate condizioni l'orecchio ha non poche variazioni di status....... non sarà un discorso audiofilo ma per esperienza io lo riscontro, ogni volta.[CUT]
E' vero!! Anche il cervello, quindi la percezione, sono molto influenzati dallo stato di idratazione. La disidratazione è, in generale, una condizione di stress che altera la percezione ed introduce variabili soggettive che, di certo, non aiutano a godere della musica che si sta ascoltando.
Oltre allo stato di idratazione che, come scrivi, cambia le caratteristiche dei timpani, penso che lo stress in generale non aiuti soprattutto nei primi quarti d'ora d'ascolto durante i quali ci si incomincia a rilassare. Oltre che i componenti penso che si debba "riscaldare" soprattutto l'ascoltatore.
Il discorso, secondo me, è "audiofilissimo".
Ciao, Enzo
 
....in compenso se esagero con :cincin::ubriachi::hic:l'impianto suona sempre bene:p

Ciao

Tu ci scherzi ed è in parte anche vero, anche se l'alcool alla lunga disidrata...:)ma ti racconto questa, ad una serata di un gruppo amico che suonava prima di noi, il cantante aveva fatto il pieno di birra, forse due o tre ceres prima di salire sul palco. Ha iniziato con il cavo del microfono staccato (il fonico lo aveva dimenticato, capita) lui, anche se apparentemente lucido continuava a dire di "sentirsi" (in senso acustico) benissimo...pur non uscendo dall'impianto...
 
E pensare che quando si sfiorano argomenti che riguardano la variabilità della percezione acustica in funzione dello stato psicofisico del momento, suggestione compresa, è facile che qualcuno risponda: "non sono mica psicopatico!!!" o con affermazioni similari.
Ciao, Enzo
 
Be', il cantante ne avrà bevute due o tre, ma anche il fonico probabilmente non aveva scherzato. :D

Non è legato al settore audio, ma è un esempio, vissuto, di quanto la suggestione possa influire.

Conoscevo una persona (la conosco ancora, abbiamo in comune una "cosa") che aveva l'abitudine, quando andava a fare i week end in montagna di portarsi dietro un po' di bottiglie della minerale vuote per riempirle ad una fonte di quelle parti, poichè asseriva che quella era buona, era di montagna, ecc.

Io avevo fatto presente più volte che l'acqua del nostro acquedotto era (è) buonissima, non clorata, sterilizzata tramite ultravioletti, (tutte cose che sapevo perfettamente per esperienze professionali) mentre proprio le "acque di montagna" sono tra le più pericolose per tutta una serie di motivi (che ho conosciuto molto bene sempre per questioni professionali) in particolare poi in quella zona.

Nulla da fare.

Un bel giorno, a sua insaputa, ho vuotato tutte le bottiglie e le ho riempite con l'acqua del rubinetto dell'acquedotto.

Dopo un mesetto, alla prima occasione, ho fatto la solita domanda: "Buona l'acqua?", con ovvia risposta entusiastica e descrizione delle qualità.

Al che ho svelato il piccolo misfatto, la risposta è stata del tipo che molti iscritti sognano sovente di potermi dire, ma non si osano (solo perchè, in fondo, sono buoni). :D

Strana cosa la mente umana.

Per tornare al settore audio, quello che mi lascia perplesso è il fatto che molti danno giudizi abbastanza particolareggiati basandosi su ascolti di mesi prima, quando non addirittura di un anno o più, ho letto da qualche parte che la memoria uditiva è già inaffidabile a distanza di pochissimo tempo.

Ciao
 
Nel mio caso già qualche frazione di secondo può dare illusioni strane (v. post n° 3).
Penso che ciò che viene descritto dell'esperienza d'ascolto sia una ricostruzione mentale della situazione nel suo complesso, pertanto, della sensazione vissuta che è funzione delle innumerevoli variabili soggettive. Già la vista, che è il nostro organo di senso più sviluppato, può essere soggetta a cantonate; figuriamoci l'udito...
Il nostro cervello funziona sulla base di analogie (in generale, ad esempio, si cerca di ricondurre le situazioni del presente a qualcosa di già vissuto prendendo, di solito, delle batoste colossali....).
Le analogie possono portare a dire che:
- il cavo d'argento è cristallino, trasparente ed aperto perché dell'argento ricordiamo soprattutto l'aspetto;
- gli amplificatori in classe A hanno il suono più caldo degli altri tipi di amplificatori;
- qualunque "stranezza" migliori questo o quell'aspetto della riproduzione musicale: cavi con isolante in cotone, legno antivibrazione sotto i cavi,
- ecc. ecc.
Un'altra distorsione può essere data dall'ascolto dello stesso impianto, allo stesso volume ma con cavo d'alimentazione diverso, in ambienti diversi. Se non si conoscesse l'entità delle influenze dell'ambiente, quali variazioni sarebbero imputate al diverso cavo d'alimentazione?
Ciao, Enzo
 
Mi è accaduta una cosa della quale mi vergogno un po' :( per cui preferirei che rimanesse tra di noi.
Qualche giorno fa ho predisposto l'impianto per l'ascolto delle Avalon e mi sono dimenticato di disabilitare l'uscita del pre per il pilotaggio della coppia di finali che pilotano le 801. Tutti e 4 i finali erano accesi.
In sintesi, (orrore!!!), suonavano sia le 801 che le Avalon.
Mi pareva che le Avalon avessero più bassi del solito ma mi accorsi dell'accaduto solo ad ascolto terminato (della durata di circa due ore) :rolleyes: :(.
Un altro evento, secondo me anche lui un po' buffo, è che la stessa cosa accadde tempo prima quando venne a trovarmi un caro amico che spende cifre in cavi (che cambia spesso trovando differenze sensibili tra un cavo e l'altro) e neppure lui si accorse dell'anomalia :D.
La memoria dei centri dell'udito è ingannevole.
Ciao, Enzo
 
Ciao Ragazzi, a proposito di assuefazione all'ascolto, circa 15 giorni fa ho installato una libreria sulla parete laterale a circa 2m da un diffusore. La libreria "spezza" la parete creando disomogeneità su un muro altrimenti quasi perfettamente piatto.
Quando ho acceso l'impianto sono sobbalzato dal divano: molto diminuite le fastidiose risonanze che sentivo sui 100-150 Hz, il tutto mi sembrava più equilibrato e pulito, mancando le risonanze che sporcavano tutto.
Riderete, ma sono molto contento di ciò, ammesso che la mia "memoria uditiva" non mi abbia fatto un brutto scherzo!
 
Non è uno scherzo della memoria acustica e/o della percezione: l'effetto è reale. Una modifica all'ambiente ne cambia drasticamente le caratteristiche di risposta e di tempi di riverbero.
Ciao, Enzo
 
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