Non fate l'errore di paragonare ambienti per usi differenti: ascolto musica (la nostra saletta), registrazione musica (studio di registrazione), esecuzione musica (auditorium) che hanno requisti differenti.
Ci sarebbero poi altre categorie o sottocategorie: quali le control room degli studi di registrazione o delle radio/TV ed i cinema/teatri.
In tutte c'è anche un parametro che le differenzia e che non è stato citato: il tempo di riverbero ottimale, più o meno lungo, ma mai uguale o prossimo a zero (la famosa camera anecoica), per questo motivo è sbagliato riempire un ambiente di materiale fonoassorbente, si otterrebbe una ambiente sordo e poco o nulla riverberante.
Se il nostro ambiente di ascolto fosse di tale tipo noi ascolteremmo solo il suono diretto proveniente dai diffusori, ma questi sono concepiti per avvalersi anche delle riflessioni delle parati (in misura più o meno ridotta) per ricreare la scena sonora.
Troppe riflessioni rovinano la resa e rendono il suono confuso, ma anche troppo poche causano guai.
Negli studi di registrazione ci sono altri requisiti, ad esempio registrare uno strumento senza captare il suono prodotto da un altro, in ogni caso anche questo ambiente non è mai completamente afono, in molti casi l'acustica dell'ambiente è variabile, grazie a pannelli mobili.
Per tornare ai nostri ambienti direi che le regole sono sempre le solite, scritte ormai tantissime volte: partire con le prime riflessioni (2 punti per ogni parete laterale e per la parete posteriore), tappeto spesso, possibilmente con sottotappeto di feltro, spesso pure lui.
Per quanto possibile trovare la collocazione migliore per i diffusori e per il sub, nonchè per il punto di ascolto.
Il passo successivo sarebbe quello di intervenire sulle frequenze più basse, ma le cose si complicano un po', poichè si deve ricorrere a trappole cilindriche o triangolari, iniziando dagli angoli, cosa più invasiva dei pannelli alle pareti.
Se il tempo di riverbero si abbassa troppo a causa magari di un arredamento già esistente, si possono ottenere gli stessi risultati con dei pannelli diffondenti, magari un misto tra pannelli diffondenti e pannelli assorbenti.
Il tutto per gradi, intervallati da sedute di ascolto.
Le soluzioni da leggenda metropolitana, come l'utilizzo dei famosi contenitori per uova o il riempire totalmente una o più pareti è meglio lasciarle perdere.
Ciao