Si può collegare 2 subwoofer ?

flyred

New member
Ho un subwoofer, e ne vorrei aggiungere un altro, come dorei effettuare il collegamento ? Ho una sola uscita sull'ampli ( yamaha rx-v420 rds ) per il sub !
:confused:
grazie per le risposte ...
 
certo che puoi devi solo procurarti un cavo rca singolo da una parte e doppio dall'altra
guarda sul sito della gebl e cerca il cavo sub3
deve essere come quello
un saluto
mirko
 
Esistono anche dei comunissimi adattatori (un piccolo connettore) che hanno da un lato un maschio e dall'altra 2 femmine, si trovano dai rivenditori di materiale elettronico o nella grande distribuzione; con un paio di Euro puoi fare le tue prove.

Mi sorge solo una domanda, perchè ritieni proprio necessario un secondo woofer, considerato che già regolarne uno solo per non avere troppe interferenze tra l'emissione dello stesso e quella dei frontali richiede molte prove e buon orecchio, o strumentazione (scelta della frequenza di taglio, livello, fase, collocazione).

Ciao
 
perchè ritieni proprio necessario un secondo woofer ...
Ehm .. in effetti non voglio usare 2 sub, ma dato che sto definendo l'acquisto di un Klipsch ksw-10 usato, quando mi arriva mi sarebbe piaciuto provarlo anche con il vecchio sub ( sub del kit RM6000 Polk audio ).
Sicuramente poi terrò solo il Klipsch ( se funziona bene ) e venderò il sub Polk, o forse meglio tutto il Kit RM6000 della Polk audio, visto che tanto ho già acquistato tutto il fronte,centrale,e posteriori, dato che sto trasferendomi nella nuova casa e volevo aggiornare tutto il sistema ( ero partito solo per acquistare il vpr Dreamy, poi mi è rimasto "attaccato" anche il Denon 1910 e poi mi sono detto ... e l'audio ??? ... aggiornamento TOTALE !!! :)))
Questo sab.e dom.trasloco, la sett.prox monto tutto il nuovo sistema :D :D ;)
 
1 rca 2 uscite

con un collegamento "bruto" così realizzato si ottiene, come primo risultato, una variazione sotanziale dell'impedenza vista dalla sorgente. Le conseguenza sono perlomeno immaginabili oltre che avvertibili sugli effetti di resa sonora.
Simona
 
Re: 1 rca 2 uscite

sibe7ius ha scritto:
con un collegamento "bruto" così realizzato si ottiene, come primo risultato, una variazione sotanziale dell'impedenza vista dalla sorgente. Le conseguenza sono perlomeno immaginabili oltre che avvertibili sugli effetti di resa sonora.
Simona

E' un semplice sdoppiamento del canale preamplificato; i sintoampli/preampli che hanno due uscite sub, all'interno operano uno cosa del genere.

Se ci fai caso, anche quando ci sono due (o più) uscite sub, il taglio è sempre lo stesso su tutte: segno che il canale viene solo sdoppiato nell'ultima parte del suo percorso.

Nessun problema.

Ciao. Aurelio
 
Re: Re: 1 rca 2 uscite

aurel ha scritto:
E' un semplice sdoppiamento del canale preamplificato; i sintoampli/preampli che hanno due uscite sub, all'interno operano uno cosa del genere.

Se ci fai caso, anche quando ci sono due (o più) uscite sub, il taglio è sempre lo stesso su tutte: segno che il canale viene solo sdoppiato nell'ultima parte del suo percorso.

Nessun problema.

Ciao. Aurelio


Il "semplice" sdoppiamento del canale preamplificato è realizzabile, nel senso che se collego i fili funziona (collegamento "bruto").

Lo sdoppiamento di un segnale senza le dovute accortezze, indipendentemente dal punto in cui queste vengano applicate (nella parte iniziale o finale o altro) porta come minimo ad un decadimento della risposta in uscita, per non parlare di altri e possibili danni permanenti alle unità.
Simona
 
Re: Re: Re: 1 rca 2 uscite

sibe7ius ha scritto:
Il "semplice" sdoppiamento del canale preamplificato è realizzabile, nel senso che se collego i fili funziona (collegamento "bruto").

Lo sdoppiamento di un segnale senza le dovute accortezze, indipendentemente dal punto in cui queste vengano applicate (nella parte iniziale o finale o altro) porta come minimo ad un decadimento della risposta in uscita, per non parlare di altri e possibili danni permanenti alle unità.
Simona

Quindi, il biamping passivo è pericoloso?

Adesso, vai cortesemente fino in fondo: quali sono le accortezze necessarie per lo sdoppiamento di un segnale a livello pre?

Di quali valori di impedenza stiamo parlando?

l'ingresso dell'ampli, viene visto dal pre come un carico?

Ciao. Aurelio
 
Re: Re: Re: Re: 1 rca 2 uscite

aurel ha scritto:
Quindi, il biamping passivo è pericoloso?

Adesso, vai cortesemente fino in fondo: quali sono le accortezze necessarie per lo sdoppiamento di un segnale a livello pre?

Di quali valori di impedenza stiamo parlando?

l'ingresso dell'ampli, viene visto dal pre come un carico?

Ciao. Aurelio

Aurelio,
non c'è una regola generale.
Ci sono dei parametri da rispettare assolutamente e altri preferibili per le migliori prestazioni in assoluto.
Per sdoppiare un segnale a livello pre occorre senza aggiungere altre apparecchiature di correzione, verificare che sia l'apparecchio a cui è collegato il terminale ad 1 rca che quelli che sono connessi con il risultato dello sdoppiamento, gradiscano o meglio sopportino questo tipo di "modifica", che siano in altri termini tutti e tre compatibili con le variazioni di segnale che lo sdoppiamento comporta.
Si potrebbe, solo per fare un esempio, rintracciare i dati che il produttore degli apparecchi dichiara per le possibili connessioni, rintracciare le caratteristiche dello sdoppiatore e "calcolare" la compatibilità, per la configurazione in esame , includendo opportuni coefficienti cautelativi o di incertezza.

Questa è una strada basata sul calcolo; vi si potrebbe aggiungere una piccola sessione di verifica con strumenti di misura, magari collegati al pc e Labview, per testare con migliore approssimazione la configurazione sul campo.

L'altra strada è quella di acquistare uno sdoppiatore elettronico universale: esso si attiva per "ripristinare" nei limiti del possibile le condizioni d ifunzionamento esistenti prima dello sdoppiamento.

E' chiaro che in un caso o nell'altro si vada in contro ad una manipolazione del segnale, che direi nella maggior parte dei casi inopportuna se si considera che è sempre desiserabile rendere il suono riprodotto quanto più fedele possibile.

Brevemente ogni "connessione" è caratterizzata da una sua impedenza ( o resistenza a seconda dei casi) .
Se modifico questa, ad esempio riducendola ( nel caso di due connessioni in parallelo come lo sdoppiatore proposto, l'impedenza dovrebbe verosimilmente dimezzarsi) ciò implica una maggior corrente e dunque un surriscaldamanto dei componenti interessati.
Questo è un esempio molto grossolano e a puro fine disquisitivo di come si possano creare gravi danni sperimentando senza cautele.
Simona
 
Re: Re: sub

sibe7ius ha scritto:
non ne sarei così sicuro
Simona

Sul mio Sub si consigliava addirittura di utilizzare uno sdoppiatore per collegare l'ingresso ai due canali (anche de il sub è ovviamente mono). Non credo quindi che ci siano particolari problemi; relativamente alla corrente assorbita, allo stadio di pre (segnale e non potenza) non credo che ci siano reali problemi di surriscaldamento dell'elettronica, le correnti sono talmente basse ...
 
Allora, Simona: quando parliamo di uscite/ingressi di livello pre, parliamo di tensioni ed impedenze completamente diverse di quelle che ci sono a livello ampli/diffusori; se metti le due situazioi sullo stesso piano e trai le tue conclusioni per analogia, vai fuori strada.

Sulle uscite preamplificate, non esiste una tensione "standard" e la maggiore o minore tensione in uscita si traduce solo in una maggiore o minore resa dell'amplificatore, a parità di volume impostato.

Tanto per fare un esempio, le specifiche del mio dvd e del mio pre riferiscono di una tensione sulle uscite analogiche, rispettivamente di 200 mV e di 1 V; se collego il sub direttamente al dvd, devo alzare il volume oltre metà mentre, se lo collego al pre, basta portare la manopola ad ore 10.

E' evidente che, ancorchè di difetti, si tratta di differenti caratteristiche degli apparecchi che, combinate con le diverse sensibilità in ingresso degli amplificatori, determinano le modalità di interfaccia.

La circostanza che gli apparecchi abbiano già di loro tensioni di uscita differenti, ti fa capire come ciò sia cosa del tutto normale e come, nel caso specifico, anche se il collegamento di due sub alla stessa uscita dovesse dimezzare la tensione in ingresso, potrebbero al massimo modificarsi le "normali" condizioni di interfaccia tra quegli apparecchi (peraltro già stravolte dalla presenza di due sub anzichè uno solo).

Ma resta comunque escluso che questo possa modificare il suono o addirittura rovinare qualcosa.

Ciao. Aurelio
 
sdoppiatore

fare delle valutazioni in base ai dati è un conto. Affermare che sicuramente va bene un altro.

L'esempio dei possibili danni era appunto un esempio, che rimane valido in linea di principio.

Le leggi che governano il fenomeno sono poi addirittura insindacabili.
per questo io (fossi in te) non sarei così sicuro
Simona
 
Beh, sono io che ho lanciato il sassino nel laghetto ...:D non pensavo all'onda creata :D :D
Penso proprio che proverò i 2 sub distintamente, non vorrei aver problemi sull'ampli, e tantomento sui sub :eek:
Thanks ;)
Roberto
 
Re: sdoppiatore

sibe7ius ha scritto:
fare delle valutazioni in base ai dati è un conto. Affermare che sicuramente va bene un altro.

L'esempio dei possibili danni era appunto un esempio, che rimane valido in linea di principio.

Le leggi che governano il fenomeno sono poi addirittura insindacabili.
per questo io (fossi in te) non sarei così sicuro
Simona

Mi pare che la mia valutazione, si fondi proprio su dati.

Se i miei due apparecchi suddetti hanno tensioni di uscita talmente diverse che l'una è 1/5 dell'altra, è evidente che le possibilità di iterfaccia vanno ben oltre l'ipotetico dimezzamento della tensione derivante dallo sdoppiamento.

O credi che collegare un sub all'8400 sia pericoloso?

E comunque, ripeto, la tensione che arriva dal pre non serve a muovere l'altoparlante del sub ma solo a fornire il segnale all'ampli del sub; poi se la vede lui.

Ciao. Aurelio
 
Mi sembra che, a volte, si voglia essere "più realisti del re".

Sibe7lius ha detto: "con un collegamento "bruto" così realizzato si ottiene, come primo risultato, una variazione sotanziale dell'impedenza vista dalla sorgente....".

Questa affermazione potrebbe avere quache validità nel caso in cui le impedenze di ingresso e uscita dei dispositivi usati in B.F. fossero standardizzate, il che non è (parliamo del settore consumer, nel settore professionale esiste il 600 Ohm, per lo più per le uscite, ma anche altri valori).

Se si prendono un po' di manuali di istruzioni e si va a leggere le caratteristche tecniche troviamo facilmente ingressi con valori di impedenza di 47000/50000, di 20000/22000, o simili, su pre o ampli a valvole anche valori di mezzo Mega o 1 Megaohm.

Per le impedenze di uscite (quando dichiarate) valori di 30, 200, 600, 1000 Ohm o simili.

In B.F. (o, detto meno tecnicamente, in campo audio) per le connessioni ingresso/uscita vale la regola di "non caricare l'uscita".

In parole semplici vuol dire collegare ad una uscita (che avrà sempre un'impedenza bassa) un ingresso con impedenza media/alta, in modo che il valore complessivo dell'impedenza risultante non scenda molto, per evitare che il livello massimo del segnale disponibile all'uscita scenda troppo.

Facciamo un banale esempio: se collego un ingresso di 47000 Ohm ad una uscita di 600 Ohm, l'impedenza risultante sarà di 592 Ohm; se collego due ingressi da 47000 Ohm in parallelo sulla stessa uscita di prima il valore ottenuto sarà di 585 Ohm, una stratosferica differenza di ben 7 ohm, ad occhio un 1%, che si "ripecuoterà" drammaticamente sul livello di uscita del segnale, che sarà, a sua volta, un 1% in meno rispetto a quello di prima (con un ipotetico valore di 1 V, avremo 10 mV in meno).

Forse, molto "forse", bisognerà leggermente ruotare la manopola del livello per compensare la perdita.

So benissimo che la differenza di impedenza, mischiata ad altre cose, può causare variazioni nella risposta di frequenza, probabilmente dello stesso ordine di quelle causate dalla rotazione della suddetta manopola del volume in un ampli analogico; dò sempre per scontato che parliamo di dispositivi costruiti secondo le sane regole della progettazione elettronica, se poi un dispositivo va in crisi perchè la sua uscita è leggermente caricata bè, vendiamolo e comperiamone uno serio.

In alcuni dispositivi dotati di più uscite si ricorre, a volte, ad uno stadio di uscita attivo per ogni uscita, che può andare dal comune transistor (o fet) in tipologia emitter follower per tenere bassa l'impedenza sino all'operazionale.

Un'ultima considerazione, poichè il progettista non sa se all'uscita del suo apparecchio sarà collegato un dispositivo con impedenza di 47000 oppure di 20000 Ohm, come la mettiamo ?

Che differenza c'è tra collegare un apparecchio con impedenza di 20000 e due in parallelo con impedenza di 47000 Ohm ?

Non mi sembra di avere mai letto, nei manuali di istruzioni, frasi del tipo "collegare all'uscita esclusivamente dispositivi con impedenza di ingresso di xxxxx Ohm - ne va a rischio l'integrità del suono e dell'amplificatote stesso !".

Il discorso sarebbe ben differente se parlassimo di A.F. o H.F. (volgarmente detta Alta Frequenza), in cui l'adattamento di impedenza tra uscita-linea-ingresso deve essere assolutamente rispettata, pena perdite di segnale e riflessioni e, nei trasmettitori, di danni anche molto gravi nel caso di forti disadattamenti.

Ciò è dovuto alle frequenze in gioco, certo, le regole valgono sempre, ma il divario tra i valori in gioco nei due casi, A.F. e B.F., rende solo teorico il problema; se qualcuno ascolta meglio sentendosi in pace con la teoria, magari con 0,00001 dB di variazioni nella risposta in frequenza e 4 - 5 o più dB di variazioni causate dai diffusori e dal locale di ascolto, OK.

A questo proposito mi piacerebbe sapere quali sono i "danni" paventati, anche per tranquillità personale, avendo a volte adottato la tecnica dello sdoppiamento (a 3 come si dice ? triplicamento ?) di qualche uscita; mi spiacerebbe dover rifondere i danni, ma, se in questi ultimi 30 anni non è successo, forse posso stare tranquillo.

Come regola generale ricordo, anche per averlo scritto in un manuale per un corso di tecniche di registrazione per studi e Radio/TV, che si indicava, per i collegamenti, un'impedenza di ingresso maggiore di 10 - 20 di volte quella di uscita cui ci si collega.

Per inciso, nel professionale si utilizza anche l'adattamento di impedenza out 600 - in 600, ma non è il caso di cui stiamo parlando.

Questa mi ricorda un po' altre discussioni in cui veniva asserito in modo assoluto che i cavi di collegamento per segnali audio (analogici) dovevano essere tassativamente di 75 0hm (o forse 50 ohm, non ricordo); avevo chiesto quale fosse la fonte tecnica di così granitiche certezze e quali problemi avrebbe comportato l'uso dell'uno al posto dell'altro ma, sino ad ora non ho avuto risposte salvo, forse, un silenzioso disprezzo per non aver compreso appieno quali siano le vere basi su cui si fonda una riproduzione del suono assolutamente pura e scevra da contaminazioni.

Ciao
 
Ultima modifica:
semplicemente

allora se il costruttore dice ci puoi attaccare al massimo X o al minimo Y e poi qualcheduno mi dice che ci posso attaccare 2X o 2Y e questo non cambia nulla...
...questo non l'ho scritto in nessun manuale perchè è lampante.
 
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