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L'affollata arena dei proiettori ultracorti UST

Recensione di Fabio Sacchieri , pubblicato il 07 Dicembre 2022 nel canale PROIETTORI

“Negli ultimi anni Ŕ apparsa come dal nulla una nuova arena, quanto mai affollata da spettatori che assistono a spietati combattimenti i cui contendenti usano le armi pi¨ affilate. I video proiettori a tiro corto rappresentano indubbiamente la scelta migliore per coloro che anelano a praticitÓ, compattezza, design e rapporto qualitÓ prezzo. ”


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L’Arena dei Proiettori Ultra-corti

Senza voler scomodare i grandi accademici dell’economia, è noto a tutti che le aziende (che siano di beni o servizi) devono, da sempre, offrire “risposte” alle esigenze del Mercato. Siano queste esigenze “palesi”, latenti o “nuove”. Ed il mercato dell’Home Cinema è sempre stato un terreno fertile. Così come l’HiFi, anche l’Home Cinema ormai non conosce “limiti”. Ancor di più negli ultimi anni (anche a scapito, purtroppo, del Cinema tradizionale) ha visto notevoli incrementi sia per spesa (consumatore) che per investimenti (azienda).

A causa delle nefaste vicende pandemiche, nonché all’offerta sempre più vasta e “diretta” di contenuti, questo mondo sta vivendo anni d’oro: per tecnologie (a partire dall’introduzione dei QLED, degli OLED e dei più recenti MiniLed), per contenuti (APP di video on demand), ma soprattutto per quello che riguarda il “polliciaggio” delle TV. Bigger is better. Basti pensare che intorno al 2010 il grande TV (“popolare”) possiamo considerare essere un 65”, mentre la media era un 37”. Oggi si fa fatica a trovare prodotti sotto i 48” cosiddetti “top di gamma” e la media possiamo assumere si attesti intorno ai 50” (con picchi intorno agli 80”!).


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È evidente come nel corso del tempo il tema “polliciaggio” della TV, da vincolo “economico”, sia diventato un vincolo “fisico”, grattando la porta del mondo dei proiettori. Segno che la “fame” di pollici non riesce mai a saziarsi. Infatti sui vari forum, riviste o “salotti” vari, il dibattito “TV vs Proiettore” è sempre stato particolarmente vivo e “colorato”. Nei vari casi d’uso, il suggerimento del forumer di turno, dell’amico e/o del negoziante di fiducia si chiudeva sempre con la stessa fredda e perentoria sentenza: per avere un elevato numero di pollici (90”-100”) è necessario un proiettore: figura mitologica di difficile collocamento, emettitore di luce nella notte più buia, portatore di cavi, generatore di calore e moltiplicatore di telecomandi.


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Escludendo dall’equazione i “fortunati” proprietari delle cosiddette “bat-cave” ed i soliti fedelissimi della lampada, la domanda che quindi il curioso consumatore spesso si pone è: “...e come/dove lo metto il proiettore?

Ecco, esattamente in questo “spazio”, in questa fetta (sottile a piacere) di mercato “irrisolto” (tra TV di quasi 2 metri e oggetti sconosciuti), cercano di trovare posto questi nuovi proiettori ultra-corti.

Prima di provare a raccontare cosa sono, spendiamo qualche riga sul ragionare sul “da quale pianeta vengono”.


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Storia

Come accade spesso, nella propria vita i prodotti (o le proprie funzionalità) attraversano diversi mercati per trovare (o ritrovare) nuove forme e nuovi razionali. Così anche gli ultra-corti hanno avuto la loro storia. Uno dei tanti segreti è trovare il giusto mix degli ingredienti e saper cogliere l’opportunità. Proviamo a semplificare.

Per il mercato pro-user, videocinefili (o chiamiamoli come volete), il proiettore è da sempre stato il classico prodotto (a lampada calda, a scarica) con costi di set-up rilevanti, risoluzione e prestazioni crescenti, da inserire in uno sfidante (per distanza, altezza, geometrie, etc.) contesto casalingo (mediando, con sapienti armistizi e promesse varie, le esigenze familiari), cui associare cavetteria e tracce più o meno in vista, un buon telo e solenne buio totale. Questo da quando “l’uomo inventò il cavallo” (cit.).

Gli ultra-corti (dapprima solo “corti”), nascono principalmente come “natura” nel mondo business di cravatte e slide, dove, superata la dorata epoca dei lucidi fisici si è iniziato a sentire l’esigenza di proiettare immagini/contenuti di medie-grandi dimensioni. Il contesto era sempre lo stesso: luoghi adattati velocemente allo scopo, non particolarmente attrezzati e flessibili, e con un pubblico variegato e in movimento. Nulla di più distante dal contesto dell’Home Cinema (o forse no). Da qui l’esigenza e il conseguente sviluppo di soluzioni ottiche sempre più “flessibili” nel tempo.


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Per il mercato consumer, invece, si è sviluppato piano piano (direi quasi di nascosto alle grandi riviste e ai brand noti) tutto il mercato dei mini-proiettori a lampada (a scarica) come una delle tante “cianfrusaglie” orientali (non me ne vogliano gli amici orientali) da appoggiare comodamente un po’ ovunque, con ottiche semplici e con rapporto di distanza-immagine spesso sorprendente, a scapito della qualità d’immagine, decisamente poco appagante. Questi divertenti e colorati oggetti si potevano acquistare, prima nei negozi/bancarelle sulle strade, poi attraverso i numerosi portali e-commerce. Nulla di più distante, anche qui, dall’Home Cinema.

Passano gli anni, il mercato è sempre più “globale” e arrivano i LED come sorgente luminosa. La durata, la semplicità ingegneristica, ma soprattutto il costo di questi oggetti determinano il sorgere della loro epoca d’oro. Da viaggio o comunque trasportabile, il proiettore corto (e poi ultra-corto…) “orientale” a LED inizia a parlare, prima di business e poi (perchè no?) di “cinema”, nella sua forma più embrionale (basti vedere il marketing associato). E la smania di acquisto si diffonde rapidamente.

Seppur lontanissimo dal concetto di videocinefilo strettamente legato al trittico “staffa e proiettore”, “telo motorizzato” e “lettore ottico”, la tecnologia corta e ultra-corta ha ormai preso il via ed è in rapida ascesa. Il proiettore corto e ultra corto inizia a trovare sempre più spazio offrendo esperienze “straordinariamente” cinematografiche e ludiche con pochi lumen e tanto marketing. Accompagnando così il curioso consumatore ad “esplorare” la videoproiezione plug&play.


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Nel frattempo arriva (anzi si potenzia ancor di più) il settore del VoD (Video on Demand) con un mercato sempre più ricco (solo per citarne alcuni Netflix, PrimeVideo, Disney+, AppleTV, Paramount+, etc.) che tende ad aggredire e quasi a fagocitare il “lettore ottico” tradizionale, accelerando la fruizione di contenuti liquidi che non necessitano di antenna TV, supporti fisici, e così via. Questo offre velocità, flessibilità e semplicità (...a pagamento).

I contenuti ci sono, il mercato risponde e infine arriva il laser e si fa Bingo! Ora, alla durata (oltre 20.000 ore), alle alte risoluzioni (1080p e ogni tanto 4k) e alla flessibilità di posizionamento, si affiancano tanta potenza (lumen) ed un costo interessante: non troppo alto da minare il terreno del trittico di cui sopra, ma nemmeno troppo basso da minare le necessità economiche della “progettazione tecnica”.

Ed ecco qui che gli ingredienti ci sono tutti. Ora dipende dal cuoco.


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Caratteristiche

Dopo questa breve digressione sulla storia del prodotto (ricca di salti quantici necessari alla sintesi), in sostanza cos'è e cosa fa è un proiettore ultra-corto?

Prima di tutto, risponde alla domanda iniziale (“...e come/dove lo metto il proiettore?”), con una secca risposta: “dove vuoi!” (o quasi..) e non solo. Offre o, meglio, vorrebbe offrire:

  • qualità - per contrasto, luminosità e risoluzione è paragonabile ad un buon proiettore tradizionale (almeno quelli che oggi “dominano” questo nuovo mercato) o una buona TV (dimentichiamoci, per ora, degli OLED);
  • flessibilità - lo si può posizionare su qualsiasi mobile, madia o credenza di casa per proiettare dagli 80” ai 130”, da una distanza di circa 20/30 cm dalla parete (rapporto di tiro è generalmente 0,25:1) e, con telo specifico (cd. ALR), lo si può utilizzare di giorno (contenuti permettendo…). Certo, su focus e keystone bisogna ancora saper lavorare con accuratezza di risultato;
  • velocità - grazie al laser, accensione e spegnimento sono immediati e non bisogna attendere “riscaldamenti vari”; sempre grazie alla potenza del laser, il telo non è più la “conditio sine qua non” (parete permettendo…);
  • durata - la sorgente laser garantisce oltre 20.000 ore di funzionamento, senza perdita di potenza: circa 6 ore di visione giornaliere per quasi 10 anni di videocinefilia;
  • comodità - ha un solo telecomando nel senso più semplicistico del concetto: “pulsante” per le APP come una Smart TV per i contenuti multimediali di cui sopra, “pulsanti” volume della soundbar integrata (che, seppur di qualità variabile, permette di completare velocemente la “catena”) ed infine “pulsanti” canali tradizionali/ TV lineare (ove sia presente anche il DVB-T2 integrato);

L’effetto “wow” è assicurato, almeno sulla carta (o per il Direttore Marketing).


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Siamo di fronte al famoso “è tutto oro quel che luccica”? Ovviamente no. Queste sono le caratteristiche minime per giocare. Bilanciare dimensione, estetica, rumore, luminosità, colorimetria, contrasto e costo finale rappresentano oggi il nuovo challenge. Il videcinefilo è giustamente esigente e il curioso consumatore lo sta diventando. Nell’arena entrano (finalmente) i soliti brand noti e (forse più interessanti) nuovi brand.

Ma, come sempre, la coperta è corta, per tutti.

P.S. Ed il mercato dei LED è quindi finito? Assolutamente no, così come citato all’inizio: “attraversano diversi mercati per trovare (o ritrovare) nuove forme e nuovi razionali”, i LED ad “ottica corta” stanno invadendo il colorato mondo gaming, meno esigente dal punto di vista videocinefilo, ma interessato ad altri parametri: frame per secondo (FPS), input lag, mobilità e audio spaziale (e magari costo più competitivo), lasciando l’elaborazione grafica alla console o al PC gaming, sapientemente assemblato (e illuminato).


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Il “mercato” del Mercato

Tutto qui? No. Il mercato è tanto forte quanto attira gli altri mercati verso di sé. E così altri mercati iniziano a completare l’offerta.

Prima di tutti, quello dei teli da proiezione è ovviamente il mercato più vivo. I più interessanti sono gli ALR (Ambient Light Rejection), ossia dei teli particolari (fissi, a caduta o a salita) sviluppati proprio per gli ultra-corti. Grazie alla propria architettura interna (semplifichiamo? micro-cristalli orientati) rigettano la luce ambientale (nomen omen) e riflettono solo la luce del proiettore, riducendo (non eliminando completamente…) l’inquinamento di luce non voluto (del giorno o delle luci di casa) garantendo un buon contrasto anche senza la “buia caverna”.

In secondo luogo inizia lo sviluppo dei “mobili” per gli ultra-corti. Anche di un certo design, a prova di arredamento (e non solo), offrono lo spazio fisico per “nascondere” il proiettore (ebbene si, addio al pendolo da soffitto…), offrono la griglia per far respirare l’audio della soundbar integrata e trovano il proprio felice consorte con il telo a salita dal basso (anch’esso a scomparsa, molto plug&play), magari ALR.

Infine non manca ovviamente la semper fidelis compatibilità con i vari assistenti vocali più diffusi quali Alexa e Google, in un tripudio così di tecnologia veloce, flessibile, “grande” ed a scomparsa ben lontana dalla bellissima e silenziosa bat-cave progettata e realizzata, cavo dopo cavo, dall’amico videcinefilo.


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I players.

Come è composto oggi il mercato? È possibile fare una veloce fotografia, ma probabilmente in pochi minuti risulterà obsoleta. Parola d’ordine, semplificare.

Prima di tutto settiamo le caratteristiche minime più interessanti tra quelle elencate: risoluzione 4k (vobulata), sorgente laser (singola o a 3 gruppi), smart TV ricca e prezzo di mercato che varia tra i 2.500€ e i 5.000€ (oggi).

Fatto questo, possiamo suddividere l'insieme in due grandi gruppi: trilaser (engine ottico composto da tre gruppi di laser discreti per le rispettive componenti RGB) e monolaser (con sorgente laser-fosfori).

Tralasciando misure/recensioni/pareri/difetti/e così via tra i grandi nomi possiamo citare i seguenti:

  • Benq (“mono” laser DLP) con i suoi v6000i/v6050i e il più recente V7000i/V7050i, non ha bisogno di presentazioni, entra nell’arena con tutta la sua esperienza in fatto di colori ed offre la copertura automatica della lente per prevenire polvere o mani indesiderate;
  • Epson (“mono” laser 3CLD) con i suoi LS300 e LS500 (in arrivo LS800, ancora più “ultra” corto…), uno dei primi ad affacciarsi su questo mondo portando la propria storia, tecnologia e vantaggi del 3LCD (vs i competitor tutti DLP) nel mondo degli ultra-corti a partire dal 1080p;
  • Hisense (“mono” o “tri” laser DLP) con i suoi L5, L9 e Px1-Pro è stato uno dei primi a cercare di aggredire direttamente il mercato più “classico” delle TV (e meno cinefilo) proponendo ultra-corti, in maniera come dire “disruptive”: offrendo il pacchetto completo di “proiettore”, “telo” ed “installazione inclusa” (e con il DVB-T2 integrato!);
  • Samsung (“mono” o “tri” laser DLP) che a sorpresa e con la sua solita “forza” dimostrata nel settore TV si getta nella mischia con la serie “Premiere” composta dal piccolo lsp7t, prodotto di fascia rapporto qualità-prezzo e dal prodotto di punta (davvero completo) lsp9t “tri” laser (per i più esperti, unico con il suo DMD da 0,67” rispetto ai classici 0,47” per tutti i competitor) e con il DVB-T2 integrato;
  • LG con i suoi CineBeam (in italia poco diffusi) che vantano all’estero ottime esperienze e numeri, da diverso tempo, con prodotti “ultra-corti” a partire da 1080p/720p (di derivazione anche fortemente business). Offre ad oggi nell’arena la serie HU nelle varianti 91 (trilaser) - 85 (mono laser) - 71 (mono laser) con la sua ottima Smart TV WebOs di derivazione TV;
  • Optoma e ViewSonic sono nomi già noti nel mondo della videoproiezione “tradizionale”. Optoma offre la serie Cinemax con il mono laser DLP P2 (in arrivo il D2, prima il UHZ65UST) e ViewSonic, oltre ad prodotti LED (orientati al gaming o alla mobilità), propone come mono laser DLP il X2000B.


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Invece possiamo annoverare come “new entry” (non solo del mercato italiano) i seguenti, per i quali proveremo a spendere qualche riga in più di presentazione:

  • Xiaomi, anche se il brand non è una novità qui da noi, non ha mai avuto (e non ha) una grandissima distribuzione “di massa” in italia dei suoi prodotti UST: basti vedere - però - sui vari portali e-commerce filo-orientali la corposa offerta di UST presente da numerosi anni. I suoi primi UST hanno attraversato il vecchio continente atterrando negli Stati Uniti già dal 2016. I suoi ultimi prodotti per il mercato cinese (e le relative importazioni “fai da te”) sono Xiaomi Full Color Laser Cinema UST LCoS (mono laser LCoS) e prima ancora Xiaomi Laser Cinema 2 (mono laser, DLP).
  • Fengmi, nome sicuramente nuovo sulla scena (almeno per il mercato italiano meno specialistico) ma che invece nasconde (come spesso accade) la sorpresa. È un’azienda nata dalla join-venture tra la suddetta Xiaomi (brand ed esperienza) e una delle più grandi aziende cinesi di tecnologia che produce i sistemi degli UST chiamata AppoTronics (per i più esperti, suo è il famoso engine di sorgente luminosa ALPD). Passando, in maniera crescente, attraverso prodotti low-middle cost, arriva sul mercato grazie anche ad un crowdfunding (letteralmente una “raccolta di fondi”) strategico, con un nuovo prodotto chiamato Formovie Theater (trilaser, DLP).
  • Xgimi, brand che molti hanno iniziato a conoscere sul portale e-commerce di Jeff Bezos. All’inizio i suoi mini-proiettori erano considerati come "prodotti cinesi” (nell'accezione di prodotti low-cost), poi hanno iniziato a raccogliere recensioni positive tra i vari consumatori “tester” ed infine anche tra i vari recensori "ufficiali". Xgimi entra nell’arena con il suo Aura con engine mono laser, DLP. Prodotto che fa uscire il brand dalla sua “storia” di low-cost ed offre caratteristiche interessanti ad un costo (ovviamente) mediamente più basso dei competitor (e con engine ALPD!).
  • VAVA, brand anch’esso poco conosciuto in italia (molto di più fuori il vecchio continente, dal 2015 offre prodotti smart di varia tipologia e di riconosciuta qualità) che sta cercando di crearsi il suo spazio tra gli UST. Ad oggi offre il VAVA 4K Laser TV (DLP mono laser) e il più recente Chroma (DLP trilaser).

Questi solo per citarne alcuni. Guerrieri digitali che si sfidano a colpi di contrasto, luminosità, rumore, focus e colorimetria all’interno delle principali web-recensioni comparative. Scorre molto sangue, l'arena sembra affollata o siamo solo all'inizio?

 

 



Commenti (7)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: stazzatleta pubblicato il 08 Dicembre 2022, 12:29
Mi hai rievocato il titolo di un film, L'invasione degli ultracorpi, che ben si addice all'argomento.

Di fatto sono la linea di congiunzione tra i proiettori tradizionali ed i pannelli piatti
Commento # 2 di: Stendbai pubblicato il 09 Dicembre 2022, 11:32
Domanda: tra tutti gli ultracorti, quali sono quelli che riproducono a frequenza nativa? Esempio: se si collega un lettore blu-ray con un BD a 23,976 fps (come la quasi totalità dei BD), il film verrà visualizzato alla frequenza originale (o a multipli di essa) oppure verrà convertito a 60 Hz?
Commento # 3 di: l4sty pubblicato il 11 Dicembre 2022, 04:56
Da quello che mi risulta, sembra che tutti utilizzino lo stesso chip Texas instruments a 60hz. Ad oggi nessuno può riprodurre nativamente i 24p.
Commento # 4 di: Stendbai pubblicato il 11 Dicembre 2022, 11:25
Leggendo in giro, probabilmente gli unici che riproducono nativamente i 24p sono gli Epson (es.: EH-LS500 W), che sono 3LCD e non DLP...
Commento # 5 di: Franco Rossi pubblicato il 11 Dicembre 2022, 22:03
Originariamente inviato da: Stendbai;5224086
Domanda: tra tutti gli ultracorti, quali sono quelli che riproducono a frequenza nativa? Esempio: se si collega un lettore blu-ray con un BD a 23,976 fps (come la quasi totalità dei BD), il film verrà visualizzato alla frequenza originale (o a multipli di essa) oppure verrà convertito a 60 Hz?


Come già detto da stendbai gli Epson sono gli unici in quanto non basati sulla tecnologia DLP.
Commento # 6 di: Berserk82 pubblicato il 24 Dicembre 2022, 15:52
vedremo poi anche colossi come sony e jvc? voi che dite?
per ora mi pare che i prezzi sono un po'troppo vicini con gli entry level delle marche citate. mi piacerebbe però avere un ultra corto puro a cui attaccare il resto della catena. quindi senza smart tv e diffusori integrati. c'è già qualcosa di valido in giro?
Commento # 7 di: ellebiser pubblicato il 24 Dicembre 2022, 19:16
Sony ha lanciato da anni dei modelli UST con matrici SXRD da 0,74”. I prezzi non sono popolari ma parliamo di macchine con ottiche e matrici diverse dai DLP.