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Terminator - Dark fate | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 07 Novembre 2019 nel canale CINEMA

“Trentacinque anni dopo il primo film e ventotto dopo il secondo ci si aspettava di assistere ancora a uno spettacolo di adrenalina ed emozioni grazie al ritorno in una nuova sfida della coppia Schwarzenegger-Hamilton. Ma il risultato non è dei migliori”


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Nel 1998, dopo aver sconfitto il cyborg T-1000 e di conseguenza aver limitato la forza dell’intelligenza artificiale Skynet nel futuro, Sarah Connor assiste all’omicidio da parte del T-800 del figlio John che da adulto sarebbe diventato il capo della resistenza contro le macchine.


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Ventidue anni dopo, Grace una donna per metà robot giunge dal futuro per proteggere la giovane Dani dal Rev-9, un cyborg in grado di rigenerarsi e di sdoppiarsi anch’esso inviato dal futuro. Sarah Connor che riceve messaggi con la firma “a John” sulle posizioni dei terminator si affianca a Grace che la informa che nel futuro alternativo Skynet non esiste ma al suo posto c’è il sistema Legion che ha preso possesso di tutti i server del pianeta. Insieme scoprono che il mittente dei messaggi è il T-800, nel frattempo convertito e diventato padre di famiglia e membro della società civile con il nome di Carl. Assieme a lui cercano di evitare che Dani, futura leader della nuova resistenza, venga eliminata dal Rev-9.


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Un po’ di memoria. Il franchise di Terminator comprende sei titoli cinematografici. Il primo del 1984 incassò oltre 12 volte quello che era costato (6,4 milioni di dollari), lanciò la carriera di un James Cameron appena trentenne, consolidò quella di Schwarzenegger e venne acclamato da quasi tutta la critica per azione, ritmo e atmosfere dark diventando un punto di riferimento della fantascienza di tutti i tempi. Il suo successo planetario fece in modo che sette anni dopo Terminator 2 - Il giorno del giudizio ottenesse un budget di 102 milioni di dollari, sedici volte quello del primo e il più alto fino allora.


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Cameron venne messo al timone di una vera e propria macchina da guerra che innovò il mondo degli effetti visivi da diversi punti di vista. Anche stavolta i critici si videro d’accordo nel promuovere la pellicola. E stavolta arrivarono anche gli Oscar con 6 nomination e 4 statuette. Nel 2003 Jonathan Mostow dirige Terminator 3 - Le macchine ribelli ottenendo un buon successo e critiche discrete. Nel 2009 arriva Terminator Salvation con McG alla regia e Christian Bale nei panni di John Connor. Terminator Genisys del 2015 vede il ritorno di Schwarzenegger e la regia di Alan Taylor che aveva già diretto Thor: The dark world.

Il ciclo fa il suo ingresso anche in tv con la serie Terminator: The Sarah Connor Chronicles che debutta nel 2008 in maniera eccellente ma viene cancellata l’anno successivo per calo di ascolti dopo 2 stagioni e 31 episodi. Destino oscuro è il sesto film della saga e si colloca come sequel del secondo capitolo.


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Il fatto che da Terminator 2 non sembra siano passati ventotto anni non è una buona notizia perché l’occasione di migliorare le cose proseguendo un discorso ben avviato c’era e andava sfruttata al meglio. Partiamo dagli effetti speciali. Indubbiamente sono poderosi, particolarmente nelle scene d’azione, non per caso sono a firma Industrial Light & Magic. Però non innovano. E qui oltre ai protagonisti sulla scena è tornato James Cameron (anche se solo come produttore) per cui ci si aspettava decisamente qualcosa in più.


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La recitazione non risulta semplicisticamente vecchia, sembra proprio fuori da ogni tempo. L’ironia tentata in più di una scena non funziona mai, il pathos drammatico è del tutto superficiale. La storia cresce un po’ di livello solo quando appare (finalmente) Schwarzenegger che tiene a galla il film diventando un contrappeso a tre donne che fino a quel momento non fanno altro che sparare improperi a tutto spiano come se non avessero presente il fatto che un linguaggio continuamente e a volte gratuitamente sboccato (“Se sei la vergine Maria perché ho tanta voglia di romperti il c…?”) non è politicamente scorretto ma solo inutilmente volgare.


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Al tempo della sedicenne Greta Thunberg, che duetta con le star e bacchetta chi ha il potere di decidere delle sorti del pianeta, un film del genere si colloca perfettamente. E in effetti la Reyes che interpreta la futura partigiana Dani ha un bel piglio da ragazza semplice che si trasforma in ribelle. Peccato che Linda Hamilton che avrebbe dovuto dare una direzione alle colleghe non ispiri fiducia, forza o saggezza ma cieca e incontrollata rabbia, non solo a causa del personaggio scritto da altri ma per mancanza di reale empatia con una matura Sarah Connor. Neanche Mackenzie Davis (che nell’ottima serie Halt and Catch Fire era la brillante-sexy-disfunzionale-geniale Cameron) riesce a tenere bene fino in fondo i panni dell’eroina che deve difendere quella che nel futuro la salverà.


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La regia di Tim Miller fa fatica a tenere in equilibrio da un lato un reparto tecnico di livello e dall’altro una sceneggiatura debole. Eppure il suo Deadpool non era stato affatto male, sia in quanto a ritmo che ad azione che a risate.

Terminator - Destino oscuro dovrebbe essere il primo film di una trilogia, il finale lascia infatti aperti diversi spiragli. Sperando che da un’opera zoppicante si traggano insegnamenti per tornare ad avvincere un pubblico che altro non aspetta che di essere intrattenuto adrenalinicamente ma anche di essere adeguatamente emozionato.


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Abbiamo visto il film nella sala 5 del multisala smeraldo di Teramo, con proiettore DLP 2K e non ci ha particolarmente entusiasmato, soprattutto dal punto di vista audio, con più della metà del film densa di dialoghi e poche scene d'azione, con mix surround poco incisivo. L'utilizzo in ripresa di una Arri Alexa LF in 4,5K merita però una seconda occasione, soprattutto per alcune scene in notturna, a cavallo del passaggio del confine tra Messico e Stati Uniti che, viste al cinema - per giunta con un proiettore DLP standard - risultavano abbastanza confuse e piatte, segno di una cura non particolarmente elevata per la color dei DCP tradizionali. Speriamo in una edizione in home video, in 4K e HDR, di qualità superiore.

La pagella artistica secondo Fabrizio Guerrieri

Regia 6,0
Sceneggiatura 5,0
Fotografia 7,0
Musiche 5,0
Recitazione 5,0
Film 5,0

 

La pagella tecnica secondo Emidio Frattaroli

Film 4,0
Fotografia n.d.
Qualità video 6,5
Qualità audio 5,5

Terminator - Destino oscuro (Terminator: Dark Fate)
fantascienza, azione, avventura | USA, Cina | 2019 | 128 min

regia Tim Miller | sceneggiatura David S. Goyer, Justin Rhodes, Billy Ray | fotografia Ken Seng

personaggi | interpreti
Sarah Connor | Linda Hamilton
T-800 / Carl | Arnold Schwarzenegger
Grace | Mackenzie Davis
Daniella "Dani" Ramos | Natalia Reyes
Diego Ramos | Diego Boneta
Rev 9 / Gabriel | Gabriel Luna
magg. Dean | Fraser James
Felipe Gandal | Tristán Ulloa
Rigby | Steven Cree
William Hadrell | Tom Hopper
ag. Brenner | Lorna Brown

critica | IMDB 6.6 (su 10) | Rotten Tomatoes 6.2 (su 10) | Metacritic 54 (su 100)

incasso primo weekend $ | 29 MLN (budget 160 MLN)

camera Arri Alexa LF, Zeiss Master Anamorphic and Angenieux Optimo A2S Lenses | Master 4K | formato D-Cinema | aspect ratio 2.39 : 1 | formati audio Dolby Surround 7.1

 

 

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Commenti (4)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: mau741 pubblicato il 07 Novembre 2019, 16:26
Avrebbero dovuto fermarsi con Terminator 2 - il giorno del giudizio. Uno dei migliori sequel mai fatti.
Commento # 2 di: prunc pubblicato il 07 Novembre 2019, 19:16
Speravo che con Cameron avrebbero fatto qualcosa di speciale, il degno sequel del secondo, invece mi sembra capire che siamo a livello dei vari 3/4/5.
Commento # 3 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 07 Novembre 2019, 22:23
Originariamente inviato da: prunc;5000552
... invece mi sembra capire che siamo a livello dei vari 3/4/5.
Peggio, moooolto peggio.

Emidio
Commento # 4 di: windpd pubblicato il 08 Novembre 2019, 17:27
semplicemente il peggior seguito da T2.
una inutile Copia di quest'ultimo al femminile.